Anna Maria Pertl
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Anna Maria Pertl (Sankt Gilgen, 25 dicembre 1720 – Parigi, 3 luglio 1778) era la madre di Wolfgang Amadeus Mozart e Maria Anna Mozart.
Sposò Leopold Mozart il 21 novembre 1747 a Salisburgo. Ebbe con lui sette figli, cinque dei quali morirono nei primi mesi di vita, conformemente all'alto tasso di mortalità infantile dell'epoca. Sopravvisse solo Wolfgang Amadeus, nato nel 1756, e la sorella maggiore Maria Anna detta “Nannerl”, nata nel 1751.
Secondo alcuni biografi mozartiani, il genio del Maestro è riconducibile anche alle qualità molto diverse e molto accentuate che ereditò dai suoi genitori. Dal padre prese la musicalità, la serietà, la dedizione al lavoro; dalla madre la gioia di vivere, la fantasia, il senso dell'umorismo. Una mistura irresistibile. Anna Maria Pertl era in effetti una donna molto diversa da suo marito; sicuramente meno colta, ma anche più equilibrata e capace di smussare l'autoritarismo e le rigidezze del capofamiglia. Nelle sue lettere è possibile ravvisare lo stesso gusto dello scherzo osceno che ha reso tanto celebri le lettere di Mozart. Così scrisse al marito, nel 1777:
"Addio, ben mio [in italiano nell'originale]. Stammi bene, mio amatissimo. / Nella tua bocca il tuo sedere dovrai ficcare. / Ti auguro buona notte, mio carissimo, / ma prima fai la cacca nel letto e fallo scoppiare. / Ormai l'una è passata per lo più / e ora la rima puoi trovarla tu!"
Anna Maria non coltivava la musica, pur essendo la moglie di un eccellente violinista e compositore, e la madre di due bambini prodigio. Il loro talento musicale, e l'ambizione di suo marito, la portarono comunque lontano: avendo riscontrato le straordinarie qualità dei suoi figli, Leopold li fece esibire fin da piccoli in molte città europee. Così, al seguito della famiglia, Anna Maria visitò le corti d'Europa e conobbe personalmente numerosi sovrani, dall'Imperatrice Maria Teresa d'Asburgo a Luigi XV di Francia, a Giorgio III d'Inghilterra.
Quando Wolfgang fu adolescente e suo padre decise di portarlo nella patria dell'opera lirica, l'Italia (1769 – 1773), le due donne di casa dovettero restare a Salisburgo. Alcuni anni dopo Leopold programmò per il figlio e per se stesso un altro viaggio, stavolta a Parigi, ma rimase deluso quando l'Arcivescovo di Salisburgo, suo datore di lavoro, rifiutò di concedergli il permesso di partire. Decise allora che sarebbe stata Anna Maria a fare da chaperon a Wolfgang. La partenza avvenne il 23 settembre 1777 e sia Leopold che Nannerl, nel vedere i loro cari allontanarsi, furono colti da una profonda tristezza, quasi un sinistro presagio. In effetti quel viaggio fu fatale.
A Parigi la necessità di stare continuamente in giro, per cercare lavoro e insegnare musica, costrinse Mozart a lasciare sua madre quasi sempre sola. Lei non parlava francese e non si muoveva dalla casa in Rue du Groschenet, dove pativa il freddo. La sua salute cominciò a peggiorare e contrasse una febbre - un "riscaldo interno", secondo la terminologia dell'epoca. Non si fidava dei medici francesi e Wolfgang dovette fare salti mortali per trovarle un medico austriaco, che parlasse tedesco; quando questi giunse al capezzale della malata, però, era troppo tardi.
Il 3 luglio 1778, a 57 anni, Anna Maria si addormentò per sempre. "Si è spenta come si spegne un lume", scrisse Wolfgang in una lettera. Fu seppellita il giorno dopo nel camposanto della parrocchia di Saint-Eustache.
La morte della madre spezzò un equilibrio e segnò il sorgere di una conflittualità all'interno della famiglia Mozart, che pian piano portò i suoi componenti ad allontanarsi per sempre, fisicamente e psicologicamente. Wolfgang si trasferì a Vienna e Nannerl a Sankt Gilgen, mentre Leopold rimase a Salisburgo, solo. Wolfgang si ribellò ai dettami del padre, che continuò a torturarlo con lettere piene di recriminazioni e rimbrotti. Fratello e sorella, quando morì anche il padre, si litigarono l'eredità e giunsero a non avere più contatti di alcun genere.
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