Anfora di Baratti

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Anfora di Baratti
Anfora di Baratti
Autore sconosciuto
Data IV secolo
Materiale argento
Dimensioni ?
Ubicazione Museo archeologico del territorio di Populonia, Piombino

L'anfora di Baratti è una celebre anfora d'argento, capolavoro di arte tardoantica orientale, proveniente da Antiochia e databile al IV secolo.

Storia e caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Andata persa in antichità nel corso di un naufragio al largo del golfo di Baratti, fu rinvenuta accidentalmente in mare tra le reti di un peschereccio nel 1968, peraltro notevolmente danneggiata da un'estremità di un'ancora.

Oggetto di pregevolissima fattura, l'anfora presenta 134 applicazioni ovali con figure, legate al culto di Cibele, diffuso soprattutto in Siria e Anatolia (Frigia). Non solo si tratta quindi di un raro pezzo di argenteria tardoantica, ma anche di un documento sul persistere della cultura pagana in alcune frange di popolazione dell'Impero Romano anche dopo la conversione statale al Cristianesimo.

L'anfora, dopo essere stata a lungo al Museo archeologico nazionale di Firenze, è oggi conservata nel Museo archeologico del territorio di Populonia a Piombino.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]