Anfione

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Il Toro Farnese. Particolare con Anfione intento a legare Dirce al toro furioso, Napoli, Museo Archeologico Nazionale.

Anfione è un personaggio della mitologia greca, figlio di Zeus e Antiope (figlia di Nitteo di Tebe).

Nella mitologia[modifica | modifica sorgente]

Antiope fu cacciata dal padre Nitteo, quando questi conobbe della gravidanza della figlia. Ella si rifugiò allora a Sicione, presso lo zio Lico, dove fu trattata da prigioniera. Qui la ragazza diede alla luce due gemelli, Anfione e Zeto, e quando Lico ne venne a conoscenza, ordinò che questi venissero abbandonati sul Monte Citerone. Un pastore trovò i gemelli e li prese con sé.

Antiope fu quindi riportata nella Cadmea, l'antica rocca di Tebe, dove Lico e sua moglie, Dirce, avevano occupato il trono lasciato vacante dalla morte di Nitteo. Anche qui Antiope fu trattata da schiava, ma riuscì a fuggire e a tornare dai suoi figli.

Divenuti adulti, i figli decisero di vendicare la madre e uccisero Lico. Poi attaccarono Dirce ad un toro, che la trascinò via uccidendola. I fratelli divennero i nuovi re di Tebe, ma fondarono anche una nuova città: Zeto portava le pietre, Anfione le sistemava grazie al suono magico della sua lira.

Anfione e Zeto governarono in accordo le due città.

Anfione sposò Niobe, figlia di Tantalo, ma morì di crepacuore quando Apollo e Artemide uccisero i suoi numerosi figli per punire la moglie.

Secondo la leggenda costruì con la musica le mura di Tebe, sia per la capacità di incantare gli animali selvaggi, sia per il potere ordinatore che costringeva i massi a prendere spontaneamente il loro posto nelle mura di una città.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Fernando Palazzi, Giuseppe Ghedini, Piccolo dizionario di mitologia e antichità classiche, 15ª ed., Milano, Arnoldo Mondadori [agosto 1924], luglio 1940.

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