Nitteo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Nitteo (in greco Nυκτεύς, il nome deriva da νύξ che significa notte) re tebano, padre di Antiope, fratello di Lico.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Zeus e Antiope, di Hendrick Goltzius

La mitologia grega offre due linee genealogiche per Nitteo: alcuni autori lo riconducono ad essere figlio di Posidone e della Pleiade Celeno, una seconda linea di fonti lo vede come figlio del contadino Ireo e della ninfa Clonia[1].

Nitteo e il fratello Lico furono originari dell'Eubea, terra che dovettero abbandonare dopo aver ucciso Flegia, il figlio del dio Ares, per poi rifugiarsi a Tebe, città in cui Lico ottenne il trono.

Nitteo ebbe due figlie: Antiope e Nittimene, quest'ultima venne tramutata in cietta dalla dea Atena per evitare che intrattenesse una relazione incestuosa con il padre, innamorato di lei,[2]. Antiope invece venne sedotta nella notte da Zeus, e scoperta la gravidanza scappò a Sicione e si sposò con il re della città Epopeo.

Nitteo alla notizia del matrimonio si uccise per la disperazione lasciando il compito al fratello di andare a riprendere la figlia e vendicare la sua morte. Lico così catturò Antiope, abbandonò sul monte Citerone i figli della nipote nati dal rapporto con Zeus, Anfione e Zeto, e uccise Epopeo.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Secondo altri Antiope non sarebbe figlia di Nitteo bensì di Asopo.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • IGINO, Fabulae

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pseudo Apollodoro, Biblioteca, 3,5,5
  2. ^ Ovidio, Metamorfosi, 2, 589-595


mitologia greca Portale Mitologia greca: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di mitologia greca