Ameiurus nebulosus

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Pesce gatto nebuloso
Ameiurus nebulosus.jpg
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Actinopterygii
Ordine Siluriformes
Famiglia Ictaluridae
Genere Ameiurus
Specie A. nebulosus
Nomenclatura binomiale
Ameiurus nebulosus
Lesueur, 1819

Ameiurus nebulosus, conosciuto comunemente come pesce gatto nebuloso, è un pesce d'acqua dolce appartenente alla famiglia Ictaluridae.

Distribuzione ed habitat[modifica | modifica sorgente]

Originario del versante atlantico del Nord America (fiume Delaware) tra il Canada meridionale ed il golfo del Messico è stato introdotto in moltissimi Paesi in tutti i continenti compresa gran parte dell'Europa, come ad esempio l'Italia e la Francia, dove comunque è molto meno comune del congenere pesce gatto nero e con la quale probabilmente si è ibridato assieme alla specie Ameiurus natalis. Come il pesce gatto comune questa specie frequenta acque ferme ed a lento corso, torbide, basse e calde evitando il corso dei fiumi e preferendo stagni, paludi, laghi e canali. Preferisce zone ricche di sedimenti (rami e radici), piante acquatiche e fondo melmoso. È un pesce di straordinaria resistenza, in grado di sopravvivere in ambienti fortemente inquinati, poco ossigenati e persino per qualche ora fuori dall'acqua.

Rappresentazione grafica.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Lunghezza: misura fino a circa 60 cm.

È molto simile al più comune congenere da cui si distingue per i seguenti caratteri:

  • l'aculeo (velenoso) delle pinna pettorale presenta alcune seghettature;
  • gli adulti hanno ventre biancastro e non bruno giallastro come in Ameiurus melas;
  • i raggi delle pinne caudale ed anale non sono chiari e contrastanti con la membrana scura come nel pesce gatto nero ma hanno più o meno lo stesso colore.

Dimorfismo sessuale: le femmine presentano il ventre più gonfio nel periodo riproduttivo.

Ameiurus nebulosus Hungary.jpg

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Pesce che talvolta può riunirsi in gruppi numerosi. Si sposta sul fondo ed ha un temperamento predatorio molto accentuato.

La scarsità di ossigeno porta questa specie ad integrare l'ossigeno disciolto nell'acqua con l'aria esterna ed il boccheggiamento ha questa funzione.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

In tutto simile a quella di Ameiurus melas tranne per il fatto che la riproduzione avviene prima, a partire da aprile.

Ictalurus nebulosus GLERL 1.jpg

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di un predatore instancabile e vorace con un regime alimentare onnivoro. Si nutre prevalentemente di notte od al crepuscolo mangiando in gran quantità uova, avannotti, subadulti ed adulti di diverse specie. Inoltre non disdegna rane, girini, tritoni, larve d'insetti, molluschi e vegetali. Pratica anche il cannibalismo.

Pesca[modifica | modifica sorgente]

Questa specie, come le altre conspecifiche, è oggetto di pesca sia professionale, in quanto risulta commestibile e sia sportiva.

Acquariofilia[modifica | modifica sorgente]

Pesce che viene talvolta allevato e riprodotto in acquario, anche se gli esemplari più grossi sono più adatti ad acquari pubblici e laghetti.

Effetti ecologici della sua introduzione[modifica | modifica sorgente]

La sua immissione nelle acque europee ha fortemente danneggiato le specie autoctone. Questa specie, infatti, ha diverse caratteristiche che la rendono invasiva in quanto non viene predata a causa delle spine velenose che possiede, inoltre è in grado di sopravvivere anche in acque molto inquinate e prive di ossigeno, oltre che essere un vorace predatore notturno. A ciò si aggiunge la capacità di prestare cure parentali durante la riproduzione. Il divieto dell'allevamento in cattività e la sua introduzione non è stata frenata dalla legge del 1931 così come gli scarsi controlli compiuti dagli organi competenti non hanno ovviamente portato significativi risultati. A ciò si sono aggiunte semine ittiche in natura del tutto sconsiderate che hanno creato seri squilibri alla fauna autoctona.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Kottelat M., Freyhof J. Handbook of European Freshwater Fishes, Publications Kottelat, Cornol (CH), 2007

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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