Alessandro I di Tver'

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Incisione raffigurante Alessandro nell'atto di cacciare i Tatari da Tver'

Alessandro I di Tver' (in russo: Александр Михайлович Тверской?, Aleksandr Michajlovič Tverskoj) (7 ottobre 1301Saraj, 29 ottobre 1339) fu Gran Principe di Tver' dal 1326 fino alla sua morte nonché Gran Principe di Vladimir dal 1326 al 1327.

Secondogenito del Principe Michail di Tver' e di Anna di Kašin, in gioventù gli furono conferiti gli appannaggi di Cholm e Mikulin. Nel 1320 sposò Anastasia di Galizia. Nel 1326, succedette come Principe di Tver' e di Vladimir al fratello Dimitrij, ucciso per ordine di Uzbeg Khan nella città di Saraj[1]. L'anno successivo un ufficiale tataro, Shevkal (cugino di Uzbeg), arrivò a Tver' con un largo contingente militare.

Dopo essersi stabilito nel palazzo di Alessandro, secondo i resoconti storici, iniziò a terrorizzare la città, permettendo alle sue truppe di uccidere e saccheggiare liberamente. Voci di corte sostenevano inoltre che fosse suo obiettivo uccidere Alessandro, usurpare il suo trono e introdurre l'Islam nella città. Leggenda vuole che, quando il 15 agosto 1327 alcuni tatari cercarono di portare via il cavallo a un diacono, noto come Diudko, una folla di cittadini corse dapprima in suo aiuto e quindi iniziò a massacrare i tatari accampati in città. Shevkal e le sue guardie furono bruciati vivi nelle case all'interno delle ove avevano cercato di rifugiarsi nel vano tentativo di sottrarsi al linciaggio[2].

Il massacro comportò inevitabilmente la rappresaglia tatara. Ivan Kalita, fratello del Principe Jurij di Mosca, ucciso nel 1322 da Dimitrij, si recò immediatamente presso l'Orda e, prima che Alessandro avesse la possibilità di giustificarsi presso Uzbeg Khan, persuase quest'ultimo a conferire a Mosca lo yarlik (titolo) del trono di Vladimir[1]. Il Khan inviò inoltre 50.000 soldati, guidati da Ivan, a Tver'. Alessandro fuggì con la propria famiglia a Novgorod, ma quest'ultima rifiutò, per timore dei Tatari, di offrigli ospitalità: vistosi respinto, decise di rifugiarsi a Pskov.

Pskov non solo autorizzò Alessandro ad entrare in città, ma gli conferì il titolo di Principe. Tuttavia, nel desiderio di salvare le terre russe da ulteriori devastazioni (se Ivan Kalita avesse sorpreso Alessandro a Pskov, il Khan avrebbe senza dubbio ordinato una spedizione punitiva con il compito di distruggere la città) Alessandro cercò di allontanarsi dalla città ma i cittadini non gli permisero di fuggire. Il Metropolita Teognoste arrivò quindi a Novgorod e, insieme all'Arcivescovo Moisei e sotto l'ordine di Ivan Kalita, scomunicò Pskov. Nel 1329, obbedendo agli ordini del khan, Ivan Kalita e alcuni altri Principi dichiararono guerra alla città.

Alessandro fuggì prima in Polonia, quindi in Svezia e quando il Metropolita revocò la scomunica, tornò a Pskov sotto la protezione di Gediminas, Granduca di Lituania. Nel 1335 Alessandro inviò il suo primogenito, Fëdor, all'Orda con il compito di chiedere perdono; due anni dopo vi si recò egli stesso: Uzbeg Khan, in un primo momento, perdonò il suo vecchio nemico e permise il suo ritorno a Tver'. Questo rinnovò le ostilità con Mosca, che Tver' non era tuttavia più in grado di sostenere: a fronte di nuove tensioni, avendo Tver' stretto un'alleanza con Jaroslavl', Ivan Kalita, pur militarmente in netto vantaggio in un eventuale scontro, decise tuttavia di non affrontare il nemico in campo aperto ma si recò dal Khan insieme ai figli Simeone e Ivan, denunciando le provocazioni di Alessandro e dipingendolo come uno strenuo nemico dei mongoli.

Uzbek decise tuttavia di chiamare a sé i principi di Tver' e di Jaroslav, annunciando loro il perdono. Alessandro, oltremodo diffidente, prima inviò il proprio figlio Fyodor a Saraj e successivamente, di nuovo invitato, vi si recò seppur riluttante. I suoi timori furono confermati: nella capitale dell'orda d'Oro egli fu condannato a morte per ordine del Khan nell'ottobre 1339 tramite squartamento insieme al proprio figlio primogenito. I loro corpi fatti a pezzi furono dapprima portati a Vladimir e quindi seppelliti a Tver'[3].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Janet Martin, Medieval Russia 980-1584, Cambridge: Cambridge University Press, 1995, p. 176.
  2. ^ Arsenij Nikolaevič Nasonov, ed., Novgorodskaja Pervaja Letopis Staršego i Mladšego Izvodov (Moscow and Leningrad: ANSSR, 1950), 98-99, 342; A. N. Nasonov, ed., Pskovskie Letopisi (Moscow and Leningrad: ANSSSR, 1941-1955), Vol. 1, p. 17, Vol. 2, p. 23; John Fennell, "The Tver Uprising of 1327: A Study of the Sources," Jahrbücher für Geschichte Osteuropas 15 (1967), 161-179; Michael C. Paul, "Secular Power and the Archbishops of Novgorod Before the Muscovite Conquest," Kritika: Explorations in Russian and Eurasian History 8, No. 2 (2007), 251
  3. ^ John Fennell, "Princely Executions in the Horde 1308-1339," Forschungen zur Osteuropäischen Geschichte 38 (1988), 9-19.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Gran Principe di Tver' Successore
Dimitri di Tver 1326 – 1339 Konstantin
Predecessore Gran Principe di Vladimir Successore
Dimitrij di Tver' 1326 - 1327 Ivan I di Russia
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