Acido di Lewis

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Una acido di Lewis è una qualsiasi molecola o ione che è in grado di formare un nuovo legame di coordinazione accettando una coppia di elettroni.[1]

Un elettrofilo o accettore di elettroni è un acido di Lewis.

Un acido di Lewis possiede solitamente un orbitale di frontiera non occupato a bassa energia (LUMO, lowest unoccupied molecular orbital), che interagisce con l'orbitale HOMO (highest occupied molecular orbital) della base di Lewis. Diversamente un acido di Brønsted-Lowry, che trasferisce sempre uno ione idrogeno (H+), un acido di Lewis può essere qualsiasi elettrofilo (ovviamente anche H+).
Nonostante tutti gli acidi Brønsted-Lowry siano anche acidi di Lewis, il termine comune di acido di Lewis è spesso riservato per quegli acidi che non appartengono alla categoria di Brønsted-Lowry.

La reattività degli acidi di Lewis può essere ricavata mediante la teoria Hard-Soft Acid-Base. Non esistono descrizioni universali di acidi forti di Lewis, proprio perché la forza dell'acido dipende dalla specifica base di Lewis.

Alcuni acidi di Lewis comuni sono il cloruro di alluminio o il cloruro ferrico.

Esempio di acido di Lewis:

 \mathrm{Zn^{2+}}_{(aq)} + \mathrm{2H_2O}_{(l)} \longrightarrow \mathrm{Zn(OH)_2}_{(aq)} + \mathrm{2H^+}_{(aq)}

In questo caso  \mathrm{Zn^{2+}}\, presenta una struttura elettronica incompleta e nessun idrogeno ionizzabile: le molecole infatti che possiedono una struttura elettronica incompleta sono degli acidi di Lewis.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) IUPAC Gold Book, "Lewis acid"

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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