Accordi di Pasqua

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Gli Accordi di Pasqua, così chiamati perché vennero stipulati il 16 aprile 1938, giorno di sabato santo, furono degli accordi fra Gran Bretagna e Italia che appianavano i contrasti nelle politiche medio-orientali dei due Paesi e garantivano la libera disponibilità al transito nel lago Tana e nel Canale di Suez.

A fronte dell'impegno britannico per la promozione della causa imperiale italiana nell'ambito della Società delle Nazioni, l'Italia si impegnava a ritirare le proprie milizie impegnate in Spagna, assicurando al tempo stesso di non avere alcuna mira espansionistica in terra spagnola.

Gli accordi erano la conferma di un gentlemen's agreement del 2 gennaio 1937 tra i due stati, che poneva i suoi presupposti nello scambio di lettere, avvenuto i mesi precedenti, tra il ministro degli esteri Galeazzo Ciano e l'ambasciatore inglese a Roma lord James Eric Drummond Perth. Si stabiliva il reciproco interesse del diritto di entrata, uscita e transito nelle acque del Mediterraneo, e di evitare la modifica dello «statu quo relativo alla sovranità nazionale dei territori del bacino del Mediterraneo»[1].

Note[modifica | modifica sorgente]

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