Abbazia Saint-Étienne di Bassac

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Abbazia Saint-Étienne di Bassac
Abbazia
Abbazia
Paese bandiera Francia
Regione Blason region fr Poitou-Charentes.svg Poitou-Charentes
Località Bassac
Blason16.PNG Provincia di Charente
Religione Ordine di San Benedetto
Diocesi Cattolica
Anno consacrazione
Architetto
Stile architettonico Gotica
Inizio costruzione XI secolo
Completamento XIII secolo
Demolizione {{{Demolizione}}}
Sito web Abbazia di Bassac

L'Abbazia Saint-Étienne di Bassac è un'abbazia benedettina situata a Bassac, è un'abbazia benedettina fondata all'inizio del XI secolo.

Indice

[modifica] Storia dell'abbazia

[modifica] Fondazione

L'Abbazia Saint-Étienne di Bassac, nel 1002, ha come fondatori Wardrade Lorichès, conti di Marche e primo signore noto di Jarnac e sua moglie Rixendis, al loro ritorno di un pellegrinaggio a Roma. Entrambi sono stati sepolti nella chiesa di Bassac[1]. La carta firmata a Roma in presenza di Guillaume Taillefer, conte di Angoulême, è giunta fino a noi:

io, Wardrade, designato, do al signore Dio ed ai suddetti abitanti del monastero Saint-Etienne de Bassac, ed ai loro successori, a perpetuità, la mia foresta di Marive, prati, boschi e giardini, acque e laminatoi, e tutto quanto lo circonda che mi appartiene. Inoltre il borgo dove è situato il monastero e tutta la terra che lo circonda, la parrocchia e la decima[2], le rendite, di conseguenza tutte le case (...).

[modifica] Evoluzione dello statuto

Aymard sarà il primo abate, accompagnato da venti monaci benedettini dell'Abbazia Saint-Cybard.
Era una chiesa abbaziale della diocesi di Saintes.
È stata consacrata verso il 1015 da Grimoard, vescovo di Angoulême, con suo fratello Iso, vescovo di Saintes. È stata dedicata a Notre-Dame, Saint Étienne, primo martire ed ai santi apostoli Pierre e Paul.
Collegata nel 1092 all'abbazia di Saint-Jean-d'Angély, ridiventa libera nel 1246.
Quest'abbazia benedittina di Saint Maur aveva diritto di giustizia su Bassac[3].

[modifica] Guerre, saccheggi e distruzioni

L'abbazia ha sofferto durante la guerra dei cento anni, il conte di Derby ha saccheggiato per la prima volta. I monaci la rinforzano bucando le pareti creando delle feritoie.
Quindi è stata restaurata dall'abate Guillaume di Vibrac, dal 1247 al 1286.

Viene saccheggiata dalle truppe anglo-guasconi nel 1434, gli abitanti del villaggio e dell'abbazia vengono dispersi o fatti prigionieri. Nel 1450, Pierre-Bernard III, scoraggiato, e non sentendosi l'uomo della situazione, si dimette dalla sua carica. Viene restaurata e rinforzata dall'abate Henri de Courbon, dal 1451 al 1476 che ricostruisce anche la casa dell'abate ed il chiostro.

Viene nuovamente saccheggiata nel 1564, questa volta dai Protestanti, poi nel 1569 assediata e saccheggiata dai cattolici al momento della Battaglia di Jarnac[4].

[modifica] Perdita temporanea della funzione religiosa

L'abbazia è stata abbandonata nel 1793, quindi rioccupata dai Mauristes.
È attualmente occupata dai fratelli missionari di Sainte-Thérèse del figlio Gesù.
Si può leggere sulla propria facciata romana un'iscrizione della frase di Maximilien de Robespierre: Il popolo francese riconosce l'essere supremo ed l'immortalità del cuore.

[modifica] Architettura dell'abbazia

È stata classificata Monumento storico dal decreto del 10 dicembre 1880.

[modifica] La chiesa abbaziale Saint-Étienne

La prima chiesa, romana, è sostituita nel XIII secolo da una chiesa gotica conservando le basi delle pareti del XI secolo. È di piano rettangolare e si compone di quattro campate che terminano su l'abside portante. Le sue volte di ogiva[5] bombata sono dello stile gotico dell'ovest.
L'interno, è diviso in due parti uguali con un recinto, nella sua parte inferiore, sotto un'arcata, la sepoltura dei fondatori, Wardrade e Rixendis, signori di Jarnac[6].

Il muro del'abside è stato bucato successivamente, nel XV secolo e rimpiazzata da una grande apertura. È stata allora rinforzata, fiancheggiata di guardiole. Due guardiole quadrate che fungono da archetti, sono costruite sopra i contrafforti[7] che inquadrano la facciata. Sono collegate da un passaggio che permette anche di servire le altre due aperture nel pignone[8].

Nel 1677 e 1688 le volte della chiesa dell'abbazia sono state ricostruite.

[modifica] Il campanile

Il campanile romano è stato conservato e la sua parte superiore è stata completata nel XIII secolo. Possiede un piano terra coperto da una piccola cupola molto elevata del XII secolo, presenta, sopra il basamento, quattro piani in ritiro gli uni sugli altri, posti agli angoli e sottolineati da un cordone, è superato di una freccia conica a sovrapposizione, accostata alla sua base da quattro pinacoli in piramide triangolare[4].

[modifica] L'abside

Si trova, dentro una volta del XIII secolo passando da un'apertura, converte in una volta con traverse, seguita da un'altra volta del XV secolo, incurvata soltanto su ogive, aventi un'apertura a tre croci con una rete che schiarisce.[9][10]

[modifica] Gli edifici monastici

Al XV secolo l'abbazia è stata circondata da un recinto di muro.
Gli edifici conventuali sono stati costruiti tra il 1677 e il 1716.

Il chiostro è stato distrutto nel 1820[4].

L'abbazia è stata in parte ricostruita dai Mauristes e quindi restaurata nel XIX secolo.

[modifica] Attività

L'abbazia ha l'approvazione per ricevere le classi verdi, ma è soprattutto un luogo d'accoglienza, che si presenta così: « I fratelli missionari di Sainte-Thérèse li accolgono all'abbazia di Bassac in uno scrigno di verde, bagnato di sole. Decorato da un parco di 2,5 ettari, sui bordi della Charente, questa costruzione di pietre caricate di storia, vi offre calma e bellezza, al cuore di una regione pittoresca»

[modifica] Note

  1. ^ (FR) Le château de Jarnac, ses barons et ses comtes, P. Lacrois, Aux Librairies Historiques, Parigi, 1875
    Il castello di Jarnac, i suoi baroni ed i suoi conti, P. Lacrois, Alle librerie storiche, Parigi, 1875
  2. ^ Definizione Decima
  3. ^ (FR) Histoire de Cognac, abbé Cousin, 1882, réédition 2007, ISBN 2-84618-496-8
    Storia di Cognac, abate Cousin, 1882, riedizione 2007, ISBN 2-84618-496-8
  4. ^ a b c (FR) Base Mérimée de l'inventaire général du patrimoine culturel
    Base Mérimée dell'inventario generale del patrimonio culturale
  5. ^ Definizione Ogiva
  6. ^ (FR) J. Martin-Buchey, Géographie historique et communale de la Charente, Tome II, 1915, Éditions Martin-Buchey, Châteauneuf-sur-Charente.
    J. Martin-Buchey, Geografia storica e comunale di Charente, Tome II, 1915, Edizioni Martin-Buchey, Châteauneuf su Charente.
  7. ^ Definizione Contrafforte
  8. ^ (FR) L'architecture gothique en Saintonge et en Aunis, Yves Blomme, Éditions Bordessoules, ISBN 2-903504-33-4
    L'architettura gotica e Saintonge e Aunis, Yves Blomme, Edizioni Bordessoules, ISBN 2-903504-33-4
  9. ^ Bull. Soc. arch. Charente; 1881-1881, pg.3.
  10. ^ Congresso architettonico d'Angoulême, t.1, 1912, pg.398.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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