Ab ovo

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Ab ovo: frase latina, letteralmente "dall'uovo", e quindi "da molto lontano", "dalle più remote origini".

La frase risale ad Orazio, (Ars poetica, 147), che nella sua Ars poetica avvisava di non mettersi a parlare della guerra di Troia cominciando appunto ab ovo. L'uovo in questione è quello generato da Leda dopo essere stata resa incinta da Giove sotto forma di cigno, dal quale nacquero da un lato i figli di Tindaro Castore e Polluce, e dall'altro Elena e Clitemnestra.

L'equivalente italiano del proverbio initiare ab ovo è "cominciare da Adamo ed Eva", e nel linguaggio comune si suole citare quando qualcuno incomincia a raccontare una storia molto alla lontana.

Il consiglio di Orazio si concretizza nel verso successivo, che incita a condurre il lettore in medias res.

Inoltre il pranzo "tipo" degli antichi romani iniziava con le uova, per questo "ab ovo".

Quintus Horatius Flaccus.jpg Quinto Orazio Flacco (8 dicembre 65 a.C. 27 novembre 8 a.C.)
Opere: Satire (Sermones) - Epòdi - Odi - Epistole (contenente il componimento Ars Poetica) - Carmen saeculare
Citazioni celebri: Carpe diem - Aurea mediocritas - In medias res - Odi profanum vulgus, et arceo - Coelum non animum mutant qui trans mare currunt
Corrente di pensiero: Epicureismo
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