17 ragazze

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17 ragazze
17 ragazze.png
una scena del film
Titolo originale 17 filles
Lingua originale francese
Paese di produzione Francia
Anno 2011
Durata 90 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1.85 : 1
Genere drammatico
Regia Delphine Coulin, Muriel Coulin
Sceneggiatura Delphine Coulin, Muriel Coulin
Produttore Denis Freyd
Produttore esecutivo André Bouvard
Casa di produzione Archipel 35, ARTE France Cinéma
Distribuzione (Italia) Teodora Film
Fotografia Jean-Louis Vialard
Montaggio Guy Lecorne
Scenografia Benoît Pfauwadel
Costumi Dorothée Guiraud
Trucco Sylvie Aïd-Denisot
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
« Se dovessimo aspettare il permesso per tutto, non faremmo mai niente »
(Camille)

17 ragazze (17 filles) è un film del 2011 scritto e diretto da Delphine Coulin e Muriel Coulin[1], nominato per il Premio César per la migliore opera prima nel 2012 e vincitore dello Student Jury Award al Bratislava International Film Festival nel 2011.

Il film è stato principalmente girato a Lorient, ma anche a Étel, Guidel, Ploemeur, Morbihan, Bretagna meridionale.

Si ispira a un fatto analogo realmente accaduto nel 2008 a Gloucester, Massachusetts[2].

Trama[modifica | modifica sorgente]

Le 17 ragazze, tutte adolescenti, frequentano la stessa scuola di Lorient: quindici di esse, a breve distanza di tempo l'una dall'altra, restano incinte e desiderose di portare a termine la propria gravidanza. Delle altre due, una, Mathilde, rimane vicina alle sue amiche anche senza essere riuscita a fare altrettanto; l'altra, Florence, simulerà con un finto pancione fino a quando non sarà scoperta e allontanata. La voce narrante all'inizio e alla fine del film è quella di Clèmentine.

Tutto inizia quando Camille, diciassettenne dal carattere volitivo, scopre di aspettare un bambino, per colpa del preservativo che non ha funzionato durante un rapporto. L'occasione le è propizia per aspirare a una vita migliore di quella che la circonda, sentendosi mal sostenuta dal mondo degli adulti ai quali imputa una predestinazione verso quella che chiama senza mezza termini "una vita di merda": decide dunque di non abortire. Le sue amiche, inizialmente dubbiose, decidono di starle vicino: dopo che Florence, ragazza introversa e già piuttosto invisa al gruppo, viene per caso a conoscenza della notizia, non ancora di pubblico dominio, rivela a Camille di essere anche lei incinta. La sua bugia sarà smascherata soltanto qualche mese dopo, ma l'idea di non essere già l'unica, permette a Camille di condividere con le sue amiche del cuore la sua fantasia di una vita da passare insieme, unite in un unico destino di ragazze madri, libere dall'oppressiva mentalità dei genitori, e anzi con la voglia di rivendicare tutti i diritti e l'emancipazione che si devono a una madre in procinto di partorire. Le amiche di Camille sposano in pieno l'idea, e per loro sarà (appunto) un gioco da ragazzi rimanere incinte attraverso rapporti occasionali e non protetti. La diffusione della notizia innesca una reazione a catena, e altre ragazze della stessa scuola seguono la loro stessa sorte, fino a un numero di quindici gravidanze. Tra queste la più problematica è quella di Julia, che è più giovane e più fragile delle altre, e dovrà faticare non poco per trovare un padre per il suo bambino, o meglio un ragazzo, che non la veda ancora come una bambina, con cui fare l'amore, al punto da arrivare ad offrirsi a pagamento. Di lei si segue anche il forte ostracismo dei suoi genitori contro i quali dovrà combattere.

Mentre le famiglie di queste ragazze e le istituzioni, in modo particolare quella scolastica, si interrogano sulle cause di questo fenomeno e sui tentativi di arginarlo (fino anche a espellere Camille dalla scuola, indicata come il motore dell'intera vicenda), le ragazze continuano a vivere normalmente la loro vita, alternando lo studio e il tempo libero, alle continue ecografie, controlli, e ginnastiche prenatali, senza lesinare alcol e sigarette e serate con i ragazzi, di cui non viene svelato se siano sempre coloro che hanno dato il loro prezioso contributo. Al termine di una serata trascorsa davanti a un falò, Camille accusa un malore: trasportata all'ospedale subisce il distacco della placenta e perde il bambino. Il suo padre naturale, Florian, le resta vicino e i due lasciano la loro città facendo perdere progressivamente le loro tracce, limitandosi a mandare qualche cartolina alle altre ragazze che nel frattempo partoriscono con successo e continuano a frequentarsi, benché abbiano abbandonato i loro fantasiosi progetti di una vita legate a filo doppio a condividere gioie e dolori della maternità.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (FR) Rencontre avec Delphine et Muriel Coulin, 18 aprile 2012. URL consultato l'11 luglio 2013.
  2. ^ Il patto di Juno al liceo incinte assieme 17 ragazze

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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