Zona a traffico limitato

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Segnale stradale utilizzato in Italia.

Le zone a traffico limitato (sigla ZTL), in Italia, sono aree situate in alcuni punti delle città, ad esempio nei centri storici, per limitare in alcuni orari il traffico ai veicoli sotto una specifica classe di emissioni, di una data di omologazione e di un peso.

Scopo[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli scopi di questo provvedimento si annoverano:

  • il mantenimento in sicurezza del centro storico durante gli orari di affluenza di un gran numero di pedoni o di maggiore traffico
  • mantenere bassi i livelli di inquinamento nelle zone centrali
  • aumentare le entrate amministrative anche con l'eventuale pagamento di un pedaggio urbano.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

In alcuni casi le zone a traffico limitato sono delimitate da appositi varchi per il riconoscimento dei mezzi autorizzati all'ingresso. Questi varchi possono essere costituiti da sbarre apribili con appositi pass o con permessi elettronici oppure da telecamere poste all'accesso; in quest'ultimo caso le telecamere poste ad ogni ingresso delle zone a traffico limitato registrano le targhe di ogni singolo veicolo entrante e trasmettono al comando dei vigili competente eventuali trasgressioni da parte di mezzi non autorizzati all'ingresso.

Segnaletica di divieto[modifica | modifica wikitesto]

Per molto tempo la segnaletica di divieto delle ztl ha utilizzato le espressioni linguistiche: “varco attivo” e “varco non attivo” per indicare, rispettivamente, la sussistenza o la temporanea sospensione del divieto.

L’espressione “varco attivo”, nel significato che le amministrazioni municipali le avrebbero voluto attribuire per indicare la sussistenza del divieto di accesso nella ztl, è stata da sempre ritenuta ambigua e di incerta interpretazione semantica. Sul punto si è espressa anche l’Accademia della Crusca, che ha definito sotto il profilo linguistico, la dizione varco attivo “eccessivamente ellittica in quanto presuppone che tutti conoscano il funzionamento delle ztl e delle telecamere messe ai varchi[1].

L’incertezza interpretativa della definizione “varco attivo” è stata anche al centro di numerose sentenze di accoglimento nei giudizi con cui gli automobilisti coinvolti hanno inteso impugnare i verbali di accertamento affinché se ne dichiarasse la nullità[2].

Nel luglio del 2019, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha emanato nuove linee guida, impartendo alle amministrazioni municipali la direttiva di sostituire alle dizioni “varco attivo” e “varco non attivo”  le due diverse formulazioni “ztl attiva” e “ztl non attiva”.

Denominazione nelle lingue minoritarie d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Nelle regioni italiane che beneficiano di un regime di bilinguismo, la denominazione Zona a traffico limitato è stata resa:

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Accademia della Crusca, su accademiadellacrusca.it.
  2. ^ Sent. Giudice di Pace di Cosenza n. 1574/2019, su ricorsi.net.
  3. ^ Notizia riportata su PalermoWeb NEWS Archiviato il 12 gennaio 2009 in Internet Archive., e sentenza disponibile su Bispensiero.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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