Zona a traffico limitato

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Segnale stradale utilizzato in Italia.

Le zone a traffico limitato (sigla ZTL), in Italia, sono aree urbane situate in punti interni delle città (ad es. nei centri storici) soggette, in alcuni orari, a particolari restrizioni del traffico veicolare (ad es. limitando il traffico relativo ai veicoli catalogati al di sotto di una specifica classe di emissioni, di una data di omologazione e di un peso (es. traffico pesante)): la norma che regola le ZTL è l'art. 7 del codice della strada italiano che regola anche l'accesso alle corsie riservate, segnalate dallo stesso segnale delle ZTL, ma senza la scritta "zona traffico limitato".

Le sanzioni per accesso non autorizzato in ZTL e in corsia riservata sono elevate ai sensi dell'art. 7 comma 14, hanno lo stesso importo e non sono applicate le sanzioni accessorie (per es. la detrazione dei punti patente); alla medesima sanzione sono ricondotte le corsie riservate le quali, a differenza delle ZTL non sono delimitate.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

In alcuni casi le zone a traffico limitato sono delimitate da appositi varchi per il riconoscimento dei mezzi autorizzati all'ingresso. Questi varchi possono essere costituiti da sbarre apribili con appositi pass o con permessi elettronici oppure da telecamere poste all'accesso; in quest'ultimo caso le telecamere poste ad ogni ingresso delle zone a traffico limitato registrano le targhe di ogni singolo veicolo entrante e trasmettono al comando dei vigili competente eventuali trasgressioni da parte di mezzi non autorizzati all'ingresso.

Scopo[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli scopi di questo provvedimento si annoverano:

  • il mantenimento in sicurezza del centro storico durante gli orari di affluenza di un gran numero di pedoni o di maggiore traffico
  • mantenere bassi i livelli di inquinamento nelle zone centrali
  • aumentare le entrate amministrative anche con l'eventuale pagamento di un pedaggio urbano.

Istituzione delle ZTL[modifica | modifica wikitesto]

I comuni per istituire una ZTL devono ottenere l'autorizzazione ministeriale cosa non necessaria qualora il comune voglia inserire nella viabilità cittadina una corsia riservata. L'istituzione di una ZTL implica argomenti di diritto della circolazione da parte dei cittadini e ha un impatto sugli aspetti economici delle imprese all'interno della ZTL. Visto la rilevanza socio-economica delle ZTL alcune categorie portatori di interesse sono legittimate ad impugnarle datanti all'autorità amministrativa dello Stato come i TAR e il Consiglio dello Stato.

Le categorie legittimate all'impugnazione sono: i titolari di imprese commerciali che agiscono all'interno dell'area regolamentata, le persone fisiche che operano all'interno della ZTL, i cittadini residenti che sono obbligati a dotarsi di autorizzazioni a pagamento oppure coloro i quali a cui è interdetto l'accesso.

Il Ministero delle Infrastrutture ha posto regole precise per l'Istituzione di ZTL a pagamento da parte dei Comuni e una modifica di notevole impatto sulla società deve essere esaminata nel Piano urbano del traffico (PUT). Nel PUT della città di Milano sono descritte ZTL a tempo limitato, ZTL 0-24h, ZTL a pagamento come AreaC[1], ZTl ad accessi regolamentati per residenti e non come AreaB.

Segnaletica di divieto[modifica | modifica wikitesto]

Per molto tempo la segnaletica di divieto delle ZTL ha utilizzato le espressioni linguistiche: “varco attivo” e “varco non attivo” per indicare, rispettivamente, la sussistenza o la temporanea sospensione del divieto.

L’espressione “varco attivo”, nel significato che le amministrazioni municipali le avrebbero voluto attribuire per indicare la sussistenza del divieto di accesso nella ztl, è stata da sempre ritenuta ambigua e di incerta interpretazione semantica. Sul punto si è espressa anche l’Accademia della Crusca, che ha definito sotto il profilo linguistico, la dizione varco attivo “eccessivamente ellittica in quanto presuppone che tutti conoscano il funzionamento delle ztl e delle telecamere messe ai varchi[2].

L’incertezza interpretativa della definizione “varco attivo” è stata anche al centro di numerose sentenze di accoglimento nei giudizi con cui gli automobilisti coinvolti hanno inteso impugnare i verbali di accertamento affinché se ne dichiarasse la nullità[3].

Nel luglio del 2019, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha emanato nuove linee guida, impartendo alle amministrazioni municipali la direttiva di sostituire alle dizioni “varco attivo” e “varco non attivo” le due diverse formulazioni “ztl attiva” e “ztl non attiva”.

Denominazione nelle lingue minoritarie d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Nelle regioni italiane che beneficiano di un regime di bilinguismo, la denominazione Zona a traffico limitato è stata resa:

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le ZTL di Milano, su ztlmilano.it.
  2. ^ Accademia della Crusca, su accademiadellacrusca.it.
  3. ^ Sent. Giudice di Pace di Cosenza n. 1574/2019, su ricorsi.net.
  4. ^ Notizia riportata su PalermoWeb NEWS Archiviato il 12 gennaio 2009 in Internet Archive., e sentenza disponibile su Bispensiero.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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