Wodaabe

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Wodaabe
Wodaabe
Un gruppo di Wodaabe durante la festa di Gerewol (Niger, 1997)
Nomi alternativi Bororo ("pastori in stracci")
Luogo d'origine Africa occidentale
Popolazione 100 mila (nel 2001)[1]
Lingua Lingua fula
Religione Islam, religione tradizionale africana
Gruppi correlati Fulani

I Wodaabe (o Bororo) sono una sub-etnia appartenente al popolo dei Fulani e vivono una vita nomade nell'Africa centrale. Il nome dispregiativo "Bororo", letteralmente "pastori in stracci", datogli dalle tribù vicine non deve essere confuso con quello dei Bororo del Mato Grosso, Brasile.

Giacché nomadi, i Wodaabe si spostano con il loro bestiame e vivono in capanne di rami. Le loro migrazioni li portano dal sud del Niger al nord della Nigeria, dal nord-est del Camerun, al sud-ovest del Ciad e nelle regioni occidentali della Repubblica Centrafricana[2]. Da pochi anni a questa parte, penetrano anche nel Congo-Kinshasa, nelle regioni del Basso Uele e dell'Alto Uele, che hanno una frontiera con il Centrafrica e il Sudan.

In autunno si radunano per una festa chiamata Guérewol, durante la quale le ragazze scelgono il fidanzato fra tutti i ragazzi presenti.

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

La natura nomade di questo popolo non permette un'enumerazione chiara della sua popolazione. Nel 1983, lo scrittore e fotografo Carol Beckwith stimava a 45 000 il numero di Wodaabe nel Niger[3]. Negli anni 2000, Elisabeth Boesen dell'Università del Lussemburgo valutava il loro numero a 100 000 persone[1][4].

Religione[modifica | modifica wikitesto]

I Wodaabe sono essenzialmente mussulmani[5], anche se alcune pratiche legate a tradizioni locali sembrano negare alcuni precetti dell'Islam. L'Islam diventò una religione importante presso i Bororo nel corso del XVI secolo, quando lo studioso El Maghili predicò presso le elite del nord della Nigeria, convertendo le classi dirigenti dei popoli HausaFulaniTuareg[2][5].

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b David J. Phillips, Peoples on the Move: Introducing the Nomads of the World, Carlisle, Piquant, 2001, p. 159.
  2. ^ a b The University of Iowa Museum of Art (a cura di), Wodaabe - Art & Life in Africa su africa.uima.uiowa.edu. URL consultato il 2015-07-15.
  3. ^ Carol Beckwith, Niger's Wodaabe : "people of the taboo" in National Geographic, vol. 164, nº 4, ottobre 1983, pp. 482-509.
  4. ^ Elisabeth Boesen, Les nouveaux urbains dans l'espace Sahara-Sahel : un cosmopolitisme par le bas, Karthala, 2008, p. 209.
  5. ^ a b Wodaabe Tribe su www.gateway-africa.com, Gateway Africa Safaris. URL consultato il 2015-07-15.

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