Whig (Regno Unito)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Partito Whig
Stato Regno Unito Regno Unito
Fondazione 1678
Dissoluzione 1868
Ideologia Liberalismo (con le sue componenti radicali, socioliberali e liberiste)[senza fonte]

Il Whig, viene spesso descritto come uno dei due grandi partiti politici, per le connotazioni di tolleranza religiosa e sociale quello "di stampo progressista", contrapposto al partito Tory, "di stampo conservatore", presente in Inghilterra, e più tardi nel Regno di Gran Bretagna e nel Regno Unito tra il tardo XVII secolo e la metà del XIX. Storicamente è comunque più preciso identificare quello dei whig come un raggruppamento accomunato da affinità e tendenze ideologiche che solamente nella visione politica contemporanea è assimilabile ai corrispondenti schieramenti attuali comunque, all'epoca, rappresentativi di un consenso limitato a classi sociali elitarie.
Mentre le origini dei Whig si rifanno alla monarchia costituzionale, i loro avversari si richiamavano all'assolutismo monarchico. Non vi fu una politica di partito coesa almeno fino al 1784, anno dell’ascesa di Charles James Fox come leader del ricostituito partito dei Whig schierato contro il partito al governo dei nuovi Tory di William Pitt il Giovane .

Il partito dei Whig ha lentamente preso forma nel corso del XVIII secolo. In generale, la politica dei Whig andava a supporto delle grandi famiglie aristocratiche e dei non-Anglicani (i dissenters, quali ad esempio i Presbiteriani), mentre i Tory davano il proprio sostegno alla Chiesa Anglicana e alla gentry inglese. Più tardi, i Whig incontrarono l’interesse della classe emergente industriale e dei mercanti più ricchi, ed i Tory a loro volta drenavano consensi dai proprietari terrieri e dai membri della Corona Britannica. Il nome formale dei Whig era in origine Country Party (opposti ai Tory, il Court Party). Ad ogni modo, nel corso del XIX secolo il programma politico dei Whig abbracciava non più solamente gli ideali di un Parlamento dominante rispetto al monarca e del libero scambio, ma anche l’abolizione dello schiavismo, e, ancora più importante, l’ampliamento del suffragio. Infine, nel 1859 i Whig formarono il Partito Liberale sotto la guida di Lord Aberdeen e William Gladstone in seguito ad una fusione[1] mentre i Tory diventarono il Partito Conservatore.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La gloriosa rivoluzione[modifica | modifica sorgente]

Guglielmo III ritratto da Godfrey Kneller durante gli anni 1680

Dopo la gloriosa rivoluzione del 1688, la Regina Maria II prima e il Re Guglielmo III governarono con l’appoggio sia dei Whig che dei Tory, nonostante il fatto che molti tra quest’ultimi supportavano il cattolico Giacomo II, già deposto dal suo incarico di monarca. Guglielmo vide la maggiore disponibilità dei Tory nei confronti della monarchia piuttosto che dei Whig, e nei suoi governi impiegò membri di entrambi i gruppi. In un primo periodo il re scelse primi ministri Tory, ma gradualmente il governo iniziò ad essere maggiormente influenzato dai Junto Whig, un gruppo di giovani politici Whig che si misero alla testa di un serrato gruppo politico organizzato. Questa crescente influenza generò uno strappo all’interno dei Whig con la separazione dei cosiddetti "Country Whig", i quali accusavano la fazione opposta di tradimento verso i propri ideali a favore della possibilità di gestire le cariche amministrative. I Country Whig diretti da Robert Harley si unirono gradualmente all’opposizione organizzata dai Tory verso la fine del XVII secolo.[2]. Sebbene Anna, che nel 1702 successe al trono di Guglielmo, avesse visibili simpatie per i Tory, con l'esclusione dei Junto Whig dal potere, dopo un breve ed infruttuoso esperimento costituito da un governo completamente in mano ai Tory, si limitò a continuare la politica di Guglielmo bilanciando i partiti, sostenuta dai suoi moderati ministri Tory, il duca di Marlborough e Lord Godolphin. Ad ogni modo, mentre la guerra di successione spagnola si protraeva e diventava sempre meno importante nei piani dei Tory, Marlborough e Godolphin si dovettero appoggiare sempre più ai Junto Whig, fino ad arrivare al 1708, anno in cui si trovarono a dirigere un'amministrazione dominata dai Junto. Anna si trovava costretta ad accettare questo scomoda dipendenza dai Whig, specialmente dopo il deterioramento del suo rapporto con la duchessa di Marlborough. Questa situazione si trovò ad essere sempre peggiore anche per molti dei non-Junto Whig, capeggiati dal duca di Somerset e dal duca di Shrewsbury, che iniziarono a relazionare sempre più strettamente con i Tory di Robert Harley. Nella primavera del 1710, Anna licenziò Godolphin e i ministri Junto, rimpiazzandoli con dei Tory.

I Whig andarono perciò all’opposizione, screditando il Trattato di Utrecht, che cercarono di bloccare grazie alla loro maggioranza nella Camera dei Lord; tale manovra, tuttavia, non ebbe seguito in quanto la regina nominò altri 12 pari pur di far approvare il trattato.

La supremazia Whig[modifica | modifica sorgente]

Con l'ascesa al trono nel 1714 del Principe Elettore Georg Ludwig von Hannover con il titolo di Re Giorgio I, i Whig tornarono a governare. Il discredito della rivolta giacobita del 1715 sulla fazione dei Tory, ridotti al rango di possibili traditori giacobiti, e il controllo dei Whig sulle leve del potere (ad esempio attraverso il Septennial Act) assicurò a questi ultimi la dominanza quale partito di governo. Durante il lungo periodo tra il 1714 e il 1760 i Whig si affermavano come potenza incontrastata, tanto è vero che sia la leadership di entrambe le camere sia il titolo di primo ministro rimasero ininterrottamente nelle mani dei Wigh e in particolar modo nelle mani di Robert Walpole e dei fratelli Pelham, Henry Pelham e il suo fratello maggiore il Duca di Newcastle.

L'ascesa di Giorgio III[modifica | modifica sorgente]

Tutto ciò cambiò durante il regno di Giorgio III, il quale sperava di restaurare maggiori poteri su di sé liberandosi dal controllo dei leader dei Whig; decise quindi di promuovere il suo vecchio tutore, Lord Bute, alla carica di Primo Ministro, rompendo così la vecchia leadership dei Whig, prima circondando il Duca di Newcastle, e successivamente costringendolo alle dimissioni. Dopo 10 anni di caos tra le varie correnti all'interno dei Whig, che nel corso degli anni influenzarono i governi, emerse un nuovo sistema, con due gruppi distinti all'opposizione. I Whig di Rockingham, i quali rivendicavano il titolo di "Old Whigs" in quanto successori della dottrina impartita dai fratelli Pelham e le nobili famiglie dei Whig, annoveravano dietro il loro pensiero politico noti intellettuali quali Edmund Burke e svilupparono una filosofia che per la prima volta lodava le virtù delle correnti di partito, o perlomeno della loro fazione. L'altro gruppo era caratterizzato dai Whig sostenitori di Lord Chatham il quale fu il grande eroe politico della Guerra dei Sette Anni e prese una posizione contraria allo sviluppo di diverse correnti nel partito.

A Block for the Wigs (1783), caricatura di James Gillray sul ritorno al governo di Fox in coalizione con North. Giorgio III è il busto al centro.

I Whig si opposero con forza al governo di Lord North, accusato di gestire un'amministrazione "Tory", nonostante fosse largamente composta da persone prima associate agli stessi Whig — molti della vecchia fazione dei Pelhamiti, come molti dei Whig guidati in passato dal Duca di Bedford, e alcuni elementi lasciati liberi dalla guida di George Grenville — tuttavia conteneva anche alcuni degli "Uomini del Re", il gruppo formalmente associato a Lord Bute, e generalmente visto come una corrente molto vicina al pensiero dei Tory. Quest'idea di una possibile relazione tra il governo North e i Tory ebbe vasta influenza anche nell'America britannica, e gli scritti di molti commentatori politici britannici conosciuti come i Whig Radicali fecero molto per stimolare il sentimento repubblicano nelle colonie. I primi coloni attivisti si consideravano Whig, e si vedevano meglio in un'alleanza con l'allora opposizione britannica, perlomeno fino a quando non ottennero l'indipendenza; da allora infatti iniziarono ad etichettarsi come Patriots. Più tardi, precisamente nel 1833, verrà fondato il Partito Whig statunitense, avente il principale obiettivo di dar vita ad una convinta opposizione ad una forte presidenza, così come i Whig britannici si opponevano ad una forte monarchia.

Il sistema bipartitico[modifica | modifica sorgente]

Dopo gli eventi della Rivoluzione Americana il governo North cadde nel marzo 1782, e una coalizione formata dai Rockingham Whig e dai vecchi Chathamiti, guidata da William Petty, prese il suo posto. Con l'inaspettata morte di Rockingham nel luglio 1782, questa difficile coalizione si sfaldò: Charles James Fox, il successore di Rockingham quale leader della fazione, prese le distanze da Petty e ritirò i propri sostenitori. Il governo Petty ebbe quindi vita breve, e nell'aprile 1783 Fox ritornò al potere, in una coalizione che vide come alleato lo stesso North, il suo vecchio nemico. Sebbene questo connubio sembrava improbabile per molti politici del tempo, rimaneva comunque improbabile che finisse entro lo stesso anno; Giorgio III infatti, in combutta con la Camera dei Lord, pose fine alla coalizione e diede il proprio favore al figlio di Chatham, William Pitt il Giovane, come suo primo ministro.

Si arrivò così alla formazione di ciò che oggi definiamo un puro sistema bipartitico, avente da un lato Pitt e il suo governo, e dall'altro la coalizione Fox-North. Sebbene Pitt sia spesso stato definito un Tory e Fox un Whig, Pitt si considerò sempre un Whig indipendente, opponendosi generalmente allo sviluppo di un sistema politico di parte. I sostenitori di Fox, invece, si ritenevano i legittimi eredi della tradizione Whig, opponendosi fortemente ai primi anni di governo di Pitt, facendosi notare specialmente in un momento di crisi della monarchia, nel 1788-1789, quando il Re fu diagnosticato di pazzia. Fox e i suoi diedero allora pieno supporto al loro alleato, il Principe del Galles, futuro re Giorgio IV, all'incarico di reggente.

Tuttavia, i Whig all'opposizione si divisero con l'avvicendarsi della Rivoluzione francese. Mentre Fox e alcuni membri più giovani del partito come Charles Grey e Richard Brinsley Sheridan erano vicini alle posizioni dei rivoluzionari francesi, altri, guidati da Edmund Burke, si opposero fortemente a tale posizione. Mentre lo stesso Burke defezionò in favore di Pitt nel 1791, gran parte del resto del partito, inclusi i leader più influenti della Camera dei Lord quali il duca di Portland, il nipote di Rockingham Lord Fitzwilliam, e William Windham, si trovarono sempre più a disagio con l'appoggio che Fox e i suoi alleati davano al pensiero radicalista e alla Rivoluzione francese. Si divisero agli inizi del 1793 quando Fox chiese il supporto del partito alla Francia in guerra, ed entro la fine dell'anno ruppero completamente i rapporti con Fox. Entro l'estate dell'anno successivo gran parte ddell'opposizione si congiunse al governo Pitt.

Molti dei Whig che si erano uniti alla fazione di Pitt tornarono poi sui propri passi, condividendo la nomina di Fox nel Ministero di tutti gli Ingegni, formato dopo la morte di Pitt nel 1806. Dopo questa data le divisioni iniziarono a manifestarsi chiaramente: i sostenitori di Pitt, guidati fino al 1809 dal vecchio compagno di Fox il Duca di Portland, si etichettarono fieramente con il nome di Tories, mentre i sostenitori di Fox, guidati da Lord Grey dopo la morte di Fox nel 1806, si definirono con orgoglio Whigs. Dopo la caduta del Ministero degli Ingegni nel 1807, i Whig rimasero all'opposizione per ben 25 anni. L'ascesa al trono del vecchio alleato di Fox, il Principe del Galles, alla reggenza nel 1811 non cambiò la situazione, avendo il Principe tagliato di fatto ogni relazione con i vecchi compagni Whig.

Solo con la morte di Giorgio IV, nel 1830, i Whig tornarono a governare. Il governo di Lord Grey fece passare delle riforme molto importanti, quali il Reform Act 1832 e l'abolizione della schiavitù. Bisogna comunque far notare che sia i Whig che i Tory di questo periodo rimasero comunque notevolmente conservatori, opponendosi generalmente ad ogni possibile riforma nel sistema governativo Britannico. Attorno a questo periodo il grande storico Whig Thomas Babington Macaulay iniziò a promulgare quella che più tardi sarebbe stato definita "la prospettiva Whig della storia", per la quale tutta la storia inglese conduceva al momento culminante in cui passò la riforma di Lord Grey. Questa prospettiva portò a serie distorsioni nei futuri ritratti della storia del XVII e del XVIII secolo; Macaulay e i suoi sostenitori tentarono infatti di riunire la complessa rete di cambi di fazioni politiche della Restaurazione inglese nelle ordinate categorie di divisioni politiche del XIX secolo.

Il Partito Liberale[modifica | modifica sorgente]

Il Partito Liberale (il termine venne usato ufficialmente nel 1868 ma venne introdotto colloquialmente parecchi anni prima) nacque da una coalizione formata da Whig, da Tory seguaci di Robert Peel e sostenitori del libero scambio, e da Radicali sostenitori anch'essi della dottrina del libero mercato. Si sviluppò quale fragile fazione sotto la guida del Peelita Lord Aberdeen nel 1852, e fu reso più forte ed unito dallo storico Canningita Tory Lord Palmerston nel 1859. Sebbene nei primi tempi i Whig erano la maggioranza all'interno di questo gruppo politico, i nuovi elementi persero a poco a poco la loro influenza durante la lunga leadership del Peelita William Ewart Gladstone, e molti tra i vecchi aristocratici Whig ruppero con il partito sulla questione irlandese dell'Home Rule nel 1886, andando ad aiutare la formazione del Partito Liberale Unionista (i quali si sarebbero poi andati a fondere con il Partito Conservatore nel 1912). Il supporto unionista alla logica di un mercato protezionista nei primi anni del XX secolo con Joseph Chamberlain (probabilmente il carattere meno Whig all'interno del partito) alienò maggiormente i Whig più ortodossi, e alla metà del secolo la parte Whig era praticamente inesistente e spaesata all'interno di questo nuovo soggetto politico.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Adelman, Peel and the Conservative Party: 1830–1850, 86–87; Ramsay, Sir Robert Peel, 364.
  2. ^ Keith Feiling, A History of the Tory Party, 1640-1714, (1924)

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]