Camera del popolo (Repubblica Democratica Tedesca)

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Camera del Popolo
Volkskammer
Coat of arms of East Germany.svg
Palast der Republik DDR 1977.jpg
Il Palast der Republik, sede della Camera del Popolo dal 1977 al 1990.
Stato Germania Est Germania Est
Istituito 1949
Soppresso 1990
Successore Bundestag
Presidente Johannes Dieckmann
(1949-1969)
Gerald Götting
(1969-1976)
Horst Sindermann
(1976-1989)
Günther Maleuda
(1989-1990)
Sabine Bergmann-Pohl
(1990)
Sede Berlino Est
Indirizzo Palast der Republik, Marx-Engels-Platz

La Camera del Popolo (in tedesco: Volkskammer) fu il legislatore unicamerale (dal 1958, quando si sciolse la Länderkammer - Camera dei Länder) della Repubblica Democratica Tedesca. Sin dalla fondazione nel 1949 e fino alle prime elezioni libere del 18 marzo 1990, tutti i membri della Volkskammer furono eletti su una lista controllata dal Partito di Unità Socialista di Germania (SED), chiamata Fronte Nazionale. Nonostante l'apparenza di un sistema multi-partitico, tutti i partiti all'opposizione furono effettivamente controllati dal dominante SED. Inoltre alcuni seggi venivano assegnati a varie organizzazioni di massa affiliate al SED, come la Libera gioventù tedesca.

Una seduta della Volkskammer nel 1987

Sviluppo e funzione[modifica | modifica wikitesto]

La Provvisoria Volkskammer venne formata il 7 ottobre 1949 a Berlino Est dal Deutscher Volksrat. Le prime elezioni parlamentari si sono svolte, fuori del tempo e per un sistema elettorale diverso da quello originariamente previsto, il 15 ottobre 1950. Le elezioni del 1950 si sono basate, come tutte le elezioni, da un'unità di liste del Fronte Nazionale che componeva il sistema politico della RDT. Le elezioni si sono svolte in molti luoghi, non più in un luogo segreto: le cabine elettorali erano utilizzate, ma il loro uso fu un segno di opposizione contato al sistema. Secondo i dati ufficiali l'affluenza alle urne fu pari al 98% e votarono il 99,7% per il Fronte Nazionale. Poterono essere occupate dopo la fine della RDT dal Ministero per la Sicurezza di Stato, per una vasta frode elettorale. Ci furono delle elezioni truccate anche nelle successive elezioni per la regolamentazione della Volkskammer. I deputati erano legati al loro comportamento di voto per gli orientamenti politici della SED. Fino al 1958 vi era accanto alla Volkskammer, la Länderkammer della Repubblica Democratica Tedesca, il progetto di legge per portare la Volkskammer a tale sistema, poteva sollevare il ricorso sospensivo contro le leggi approvate.

Wilhelm Pieck (1876-1960) venne eletto nel 1949 dalla Volkskammer Presidente della Repubblica Democratica Tedesca. Dopo la sua morte nel 1960, la funzione di Presidente venne succeduta da quella del Consiglio di Stato della Repubblica Democratica Tedesca.

La Volkskammer non era un parlamento nel senso borghese di rappresentante della democrazia, ma doveva essere un rappresentante del popolo. Le rivendicazioni postulate dal parlamentarismo civile non diede unità tra la leadership politica e la popolazione, producendo un egoismo di partito, la partigianeria per la capitale, la dipendenza dall'arricchimento personale e la regola dell'auto-blocco per la separazione dei poteri.

I voti della Volkskammer sono stati resi pubblici solo nel periodo di conflitto, nel marzo 1972, quando nel voto sulla legge per l'interruzione della gravidanza e l'introduzione della soluzione a lungo termine degli aborti, 14 deputati della Cdu concordarono attraverso previa consultazione con la direzione del partito contro la legge. Questi voti contrari e alcune astensioni, tuttavia, rimasero senza effetto sul processo legislativo e sul termine della soluzione, aumentando invece la legittimità della Volkskammer, perché in questo caso l'impressione pubblica vera e propria sostenne la legge.

In effetti, la Volkskammer era in gran parte al di fuori sull'influenza del processo politico (stabilito anche nella Costituzione della Repubblica Democratica Tedesca del 1968).

Metodi di lavoro e composizione[modifica | modifica wikitesto]

La Volkskammer si è riunita in genere da due a quattro volte l'anno, gli incontri sono stati fondamentalmente pubblici ai sensi del 6 regolamento di procedura. Si sono incontrati dal 1950 al 1976 nel Langenbeck-Virchow-Haus. A partire dal 1976 hanno partecipato ai loro rari incontri nella piccola sala di recente costruzione, al Palast der Republik. Erano presenti le seguenti commissioni:

  • Commissione per gli Affari generali (1950-1963)
  • Commissione rappresentativa per la Popolazione locale (1956-1963)
  • Commissione per i Problemi Economici e Finanziari (1950-1963)
  • Commissione per gli Affari esteri (1950-1990)
  • Comitato per il Lavoro e la Salute (1950-1958)
  • Commissione per l'Assistenza Sanitaria (1958-1990)
  • Commissione per il Lavoro e le Politiche Sociali (1958-1990)
  • Commissione per il Commercio e Supply (1963-1990)
  • Commissione per le Petizioni e per gli Ingressi dei Cittadini (1950-1990)
  • Commissione per il Regolamento (1950-1990)
  • Commissione per le Libertà condizionali (1950-1963), successivamente compito assorbito dal Consiglio di Stato della Repubblica Democratica Tedesca
  • Commissione per il Bilancio e le Finanze (1950-1990)
  • Credenziali del Comitato (1963-1990)
  • Comitato per la Gioventù (1950-1990)
  • Commissione per la Giustizia (1950-1963)
  • Commissione per la Difesa Nazionale (1963-1990)
  • Commissione per l'Industria, l'Edilizia e i Trasporti (fino al 1990)
  • Commissione per l'Agricoltura e la Silvicoltura (1950-1990)
  • Commissione per l'Educazione e la Cultura (1954-1958)
  • Commissione per la Cultura (1958-1990)
  • Commissione per la Pubblica Istruzione (1958-1990)
  • Commissione Giuridica (1950-1963)
  • Commissione per le Elezioni (1950-1963)
  • Commissione Costituzionale
  • Commissione Costituzionale e Giuridica (1950-1990)

La Volkskammer aveva fino al 1963 400 posti, seguito da 500. Per la V legislatura (1967-1971) ci sono stati a Berlino 66 rappresentanti della Volkskammer a titolo consultivo, quindi questi erano parlamentari ordinari. Dalla fine del 1958 hanno partecipato alle riunioni e ai lavori del comitato 100 deputati, successivamente 200 candidati parteciparono come successori. Non avevano diritto di voto nei sondaggi, erano deputati regolari ma per il resto in gran parte assimilati.

Le seguenti frazioni nella Volkskammer erano rappresentate dal 1950 all'aprile 1990 dal: gruppo SED, frazione CDU, gruppo LDPD, gruppo NDPD, gruppo DBD, gruppo FDGB, gruppo FDJ, gruppo DFD, gruppo Alleanza Culturale, frazione VdgB/frazione Cooperative di consumo (solo dal 1950 al 1963 e dal 1986) e la frazione VVV (1950-1954).

Libere elezioni della Volkskammer del 1990[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Elezioni parlamentari in Germania Est del 1990.

Dopo il 1989 venne innescata una protesta cittadina con conseguenza di una svolta politica nella RDT, dove si tennero le elezioni parlamentari libere il 18 marzo 1990. Il potere del Parlamento ora corrispondenva per la prima volta ai parlamenti delle democrazie borghesi. La Volkskammer creò il ländereinführungsgesetz, nuovi stati federali che facevano parte della Repubblica federale di Germania con la sua fondazione. La RDT fu quindi abolita. Allo stesso tempo, la Volkskammer pose uno "statuto di equipaggio minimo" per i nuovi paesi, che esistevano immediatamente al suo insediamento sulla legge statale. Anche se era un trattato di unificazione, che regolava, tra l'altro, che le leggi federali dovevano nei nuovi Länder essere applicate e solo modificate.

Nel corso della riunione inaugurale del 5 aprile, all'Ufficio di presidenza della Volkskammer vennero affidati i poteri del Consiglio di Stato non più occupati con l'inserimento dell'articolo 75 bis della Costituzione della RDT. Il giorno stesso al presidente di sezione della Volkskammer, Sabine Bergmann-Pohl (CDU), gli venne affidato il potere dal Consiglio di Stato di Capo di Stato della Repubblica Democratica Tedesca, ultimo prima della cessazione della RDT e della riunificazione con la RFG.

Il 12 aprile 1990 venne eletto Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Democratica Tedesca Lothar de Maizière (CDU), votato con 9 astensioni, 108 voti contrari e 265 favorevoli. I deputati confermarono successivamente il blocco al Governo de Maizière, primo e ultimo governo eletto liberamente della RDT.

Nel suo storico incontro del 23 agosto 1990 la Volkskammer decise l'adesione della RDT alla Repubblica federale di Germania, in vigore il 3 ottobre 1990 e la fine della RDT come soggetto di diritto internazionale.

Presidenti della Camera del Popolo[modifica | modifica wikitesto]

Il Presidente della Camera (in tedesco: Präsident(in) der Volkskammer) stava a capo della Volkskammer, il parlamento tedesco-orientale, ed esercitava le funzioni di presidente supplente in sostituzione del Presidente della Repubblica Democratica Tedesca in ogni caso in cui questi non avesse potuto svolgerle, funzione resa di fatto inoperante dalla creazione del Consiglio di Stato, ma riesumata allo scioglimento di quest'ultimo, quando la Bergmann-Pohl svolse tale compito fino alla soppressione dello Stato il 3 ottobre 1990.

Fotografia Nome Insediamento Fine Mandato Partito
Bundesarchiv Bild 183-08616-0001, Berlin, 2. Volkskammersitzung, Johannes Dieckmann.jpg Johannes Dieckmann 7 ottobre 1949 22 febbraio 1969 (decesso) Partito Liberal-Democratico di Germania (LPDD)
Bundesarchiv Bild 183-1989-0608-024, Gerald Götting.jpg Gerald Götting 12 maggio 1969 29 ottobre 1976 (fine mandato) Unione Cristiano-Democratica di Germania (CDU)
Bundesarchiv Bild 183-M1030-0315, Horst Sindermann.jpg Horst Sindermann 29 ottobre 1976 13 novembre 1989 (dimissioni) Partito di Unità Socialista di Germania (SED)
Bundesarchiv Bild 183-1989-1113-031, Berlin, 11. Volkskammertagung.jpg Günther Maleuda 13 novembre 1989 5 aprile 1990 (fine mandato) Partito Agrario Democratico di Germania (DBD)
Bundesarchiv Bild 183-1990-0813-302, Sabine Bergmann-Pohl.jpg Sabine Bergmann-Pohl 5 aprile 1990 2 ottobre 1990 (carica abolita) Unione Cristiano-Democratica di Germania (CDU)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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