Wilhelm Pieck

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Wilhelm Pieck
Fotothek df roe-neg 0002793 004 Portrait Wilhelm Piecks im Publikum der Bachfeier.jpg

Presidente della Repubblica Democratica Tedesca
Durata mandato 11 ottobre 1949 –
7 settembre 1960
Primo ministro Otto Grotewohl
Predecessore Karl Dönitz
(Reichspräsident)
Zone di occupazione della Germania (1945-1949)
Successore Walter Ulbricht
(come Presidente del Consiglio di Stato della Repubblica Democratica Tedesca)

Co-Presidente del Partito di Unità Socialista di Germania
(con Otto Grotewohl)
Durata mandato 22 aprile 1946 –
25 luglio 1950
Predecessore fondazione del partito
Successore Walter Ulbricht
(come primo Segretario)

Dati generali
Prefisso onorifico Flag of president of East Germany.svg
Partito politico Partito Socialdemocratico di Germania
(1895-1918)
Partito Comunista di Germania
(1918-1946)
Partito di Unità Socialista di Germania
(1946-1960)
Francobollo della DDR raffigurante Wilhelm Pieck (a ricordare i cinque anni dalla nascita dello stato)

Wilhelm Pieck (Guben, 3 gennaio 1876Berlino, 7 settembre 1960) è stato un politico tedesco. Dal 1949 al 1960 fu l'unico uomo politico a ricoprire la carica di Presidente della Repubblica Democratica Tedesca, poi abolita dopo la sua morte. Già segretario in esilio del Partito Comunista di Germania (KDP), il partito comunista tedesco, in tale veste divenne di diritto Co-presidente del Partito di Unità Socialista di Germania (SED) dal 1946 al 1950.

Lavorò come falegname, ma divenne rapidamente un attivista politico. Attivo nel sindacato dei carpentieri e poi nel SPD. Mentre la maggioranza del Partito Socialdemocratico sostenne il governo tedesco durante la prima guerra mondiale, Pieck e il resto della sinistra del partito furono per l'opposizione alla guerra. Per la posizione tenuta venne arrestato e trascorse un periodo in una prigione militare. Dopo il suo rilascio, visse ad Amsterdam per un breve periodo.

Quando tornò a Berlino, nel 1918, si unì al KPD, di recente formazione.

Dopo la presa del potere da parte del Partito Nazista nel 1933, lasciò la Germania e si trasferì in Francia, ma già nel 1935 si spostò a Mosca, dove rimase in esilio sino alla fine della guerra. Nel periodo 1938-1943 fu segretario generale dell'Internazionale Comunista. Nel 1943 fu uno dei fondatori del Nationalkomitee Freies Deutschland.

Come capo del Comitato centrale del KPD operò per la fusione del KPD e del SPD nella zona di occupazione sovietica nel Partito Socialista Unificato di Germania. Inoltre, ebbe grande influenza nella stesura del programma del SED. Insieme a Otto Grotewohl, fu a capo del SED nell'aprile 1946, e nel 1949 venne eletto presidente del parlamento provvisorio. In seguito, fu rieletto nel 1953 e 1957. A causa della sua salute cagionevole apparve raramente in pubblico.

Pieck fu così il primo capo di Stato della DDR. Dopo la sua morte, nel 1960, la Presidenza della Repubblica della RDT assunse una nuova forma divenendo Consiglio di Stato, un organo collegiale.

Pieck visse sulla Majakowskiring a Pankow, Berlino Est.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Pieck era figlio di un cocchiere. Crebbe a Guben; la casa dei suoi genitori si trovava nella parte orientale della città, la Gubin polacca dopo il 1945. Dopo aver terminato la scuola elementare iniziò nel 1890 a lavorare come falegname. Entrato nel 1895 nell'SPD (Sozialdemokratische Partei Deutschlands), divenne insieme a Karl Liebknecht e Rosa Luxemburg esponente della sinistra del partito. Fuoriuscito dalla SPD, fu tra i fondatori nel 1917 della Lega Spartachista, embrione del Kommunistische Partei Deutschlands (KPD, Partito Comunista di Germania) fondato due anni dopo.

Fu deputato al Landtag della Prussia e, a partire dal 1928, al Reichstag.

Alla presa del potere da parte dei nazisti emigrò in Francia, per trasferirsi poi in Unione Sovietica. Ricoprì numerosi incarichi nella KPD fino a diventarne Segretario nel 1935; dal 1938 al 1943 fu anche Segretario Generale del Comintern. Durante la seconda guerra mondiale rimase in Unione Sovietica e resse la segreteria del Comitato Germania Libera.

Nella Socialdemocrazia tedesca[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1894 divenne membro del sindacato libero Deutscher Holzarbeiterverband e nel 1895 si unì al Partito Socialdemocratico (SPD). Dal 1896 lavorò come falegname a Brema. Nel 1900 assunse la carica di Presidente dell'organismo pagatore della Zahlstelle Bremen des Holzarbeiterverbandes. Nel 1904, a Brema, fu delegato del Gewerkschaftskartell e votato nel 1905 come rappresentante del 4º grado nel Parlamento di Brema, di cui fu membro fino al 1910. Nel 1905 fu anche Presidente della Commissione Stampa e nel 1906 Primo segretario del SPD a Brema. Dal 1907 al 1908 frequentò la Scuola del Partito Socialdemocratico, dove, sotto l'influenza di Rosa Luxemburg, arrivò ad esserne membro. Nel 1910 fu il secondo segretario del Comitato Centrale d'Istruzione del SPD a Berlino.

Durante la prima guerra mondiale fu strenuo oppositore alla guerra. Nel 1915 fu chiamato alle armi. Mentre era al fronte fu agitatore contro la guerra arrivando dinanzi alla corte marziale. Prima che potesse giungere a giudizio, Pieck fuggì nel 1917 nel sottosuolo di Berlino e, come membro della Lega Spartachista, in seguito andò in esilio ad Amsterdam.

Cofondatore e funzionario del KPD[modifica | modifica wikitesto]

Il Presidente della RDT Wilhelm Pieck insieme ad Erich Honecker presidente del Consiglio Centrale della FDJ all'apertura della Repubblica dei Giovani Pionieri, il 24 maggio 1950

Dopo la guerra, nel 1918, tornò a Berlino dove divenne uno dei membri fondatori del Partito Comunista di Germania (KPD). Partecipò alla rivolta spartachista (5 gennaio 1919 - 12 gennaio 1919), facendone parte dal 15 gennaio con Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht, i quali vennero arrestati. Luxemburg e Liebknecht furono assassinati; Pieck riuscì a fuggire. Molto più tardi l'ufficiale Waldemar Pabst affermò che ordinò ai suoi soldati di assassinare Liebknecht e Luxemburg e di aver rilasciato Pieck perché avrebbe svelato in dettaglio i piani militari e i nascondigli dei membri di spicco del Partito comunista.

Nel 1921 fu eletto nel Comitato Esecutivo del KPD nell'Internazionale Comunista. Allo stesso tempo era deputato del Landtag, ricoprendo tale carica fino alla sua elezione al Reichstag (lezioni del 20 maggio 1928).

Nel 1922 fu cofondatore del Soccorso Rosso Internazionale e nel 1925 presidente del Soccorso Rosso della Germania. Le sue attività internazionali gli valsero l'elezione alla presidenza del Comitato esecutivo dell'Internazionale Comunista nel 1931.

Dopo la presa del potere di Adolf Hitler nel gennaio 1933 e l'inizio della persecuzione dei comunisti tedeschi, Pieck prese parte il 7 febbraio 1933 alla conferenza ufficiale del KPD alla Sporthaus Ziegenhals a Berlino. Il 23 febbraio 1933 Pieck partecipò in vista delle elezioni di marzo all'ultimo raduno di massa del KPD al Berliner Sportpalast, dove fu l'oratore principale. Nel maggio 1933 dovette trasferirsi a Parigi, dove andò in esilio. Nell'agosto 1933 Pieck si trovò sulla prima Ausbürgerungsliste del Reich tedesco.

Il KPD operò in clandestinità all'interno del Reich e dall'estero. Dopo l'assassinio di John Schehr nel febbraio 1934 Pieck venne nominato suo vice alla presidenza del partito. Nel 1935 Pieck partecipò alla Conferenza di Bruxelles del KPD come presidente del partito nel periodo della carcerazione di Thälmann, trasferendosi a Mosca, dove tra le altre cose lavorò per Radio Mosca. Sopravvisse al Grande terrore degli anni '30, di cui gran parte dei comunisti tedeschi che erano fuggiti a Mosca fu vittima. Nel 1943 fu uno dei promotori del Comitato Nazionale per una Germania libera.

Pieck, insieme ai membri del Gruppo Ulbricht e ad altri quadri del KPD che avevano ricevuto istruzioni da Stalin, tornò il 1º luglio 1945 a Berlino. La loro missione era quella di partecipare alla costruzione di un sistema statale tedesco democratico-borghese, con Stalin che voleva conservare l'unità tedesca o, altrimenti, di far prevalere l'egemonia dei comunisti nella creazione di una struttura di governo nella zona di occupazione sovietica. Attuò il processo di fusione per unire forzatamente l'SPD e il KPD nella SED.

Leader del partito della SED e Presidente della RDT[modifica | modifica wikitesto]

Wilhelm Pieck (a sinistra) con Otto Grotewohl nel 1949
Karl Maron e Wilhelm Pieck nel 1958

Tornato in Germania al seguito della Armata Rossa, fu con Otto Grotewohl il fondatore nel 1946 del Partito di Unità Socialista di Germania (SED), nato dalla fusione tra le sezioni orientali di KPD e SPD. Eletto Presidente della Repubblica Democratica Tedesca nel 1949, ricoprì questo incarico fino alla sua morte, avvenuta il 7 settembre 1960[1].

Tuttavia le redini del governo della RDT erano già nelle mani di Walter Ulbricht come Segretario Generale e Primo Segretario del Comitato Centrale della SED.

Dopo la morte di Pieck venne creato il Consiglio di Stato della Germania Est come istituzione erede dell'Ufficio del Presidente della Repubblica.

Famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Sua figlia Elly Winter (1º novembre 1898 - 13 maggio 1987) fu dall'autunno 1944 combattente della resistenza insieme a Theodor Winter, suo marito. Dal 1949 lavorò presso l'ufficio del presidente della RDT e dal 1961 presso l'Istituto del marxismo-leninismo al Comitato Centrale della SED.

Suo figlio Arthur Pieck (1899-1970) fu tra l'altro direttore della compagnia aerea tedesca Lufthansa e la successiva Interflug.

La figlia Eleonore Staimer (1906-1998) fu una diplomatica e ambasciatrice della RDT. Sposò Josef Springer e in seconde nozze Richard Staimer.

Intitolazioni[modifica | modifica wikitesto]

La tomba di Wilhelm Pieck al Cimitero centrale di Friedrichsfelde a Berlino

La sua città natale Guben era chiamata dal 1961 al 1990 col nome ufficiale di "Città di Guben Wilhelm Pieck".

L'Organizzazione dei pionieri Ernst Thälmann assunse il nome di Pionieri della Repubblica Wilhelm Pieck. Così come numerose scuole, strade, piazze e simili. La maggior parte dei nomi sono stati invertiti nei primi anni 1990, come è accaduto, per esempio, per il Rosa-Luxemburg-Gymnasium a Berlino-Pankow. In molti luoghi ci sono ancora strade che portano il suo nome.

Le poste della RDT hanno utilizzato il ritratto di Pieck per una serie di francobolli, così come diverse emissioni di francobolli speciali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Das große Leben Wilhelm Pieck hat sich vollendet, in "Neues Deutschland" dell'8 settembre 1960, p. 1

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Eroe del Lavoro della Repubblica Democratica Tedesca - nastrino per uniforme ordinaria Eroe del Lavoro della Repubblica Democratica Tedesca
Ordine di Karl Marx - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Karl Marx
— 1953

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • B.P. Boschesi, Storia della guerra fredda (1945-1962) - Mondadori Editore, 1977 – pag. 51
  • B. Palmiro Boschesi, Il chi è della Seconda Guerra Mondiale, vol. 2, Milano, Mondadori Editore, 1975, p. 103, SBN IT\ICCU\TO0\0604602.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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