Vitus Jonassen Bering

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Vitus Jonassen Bering

Vitus Jonassen Bering (Horsens, 12 agosto 1681Isola di Bering, 19 dicembre 1741) è stato un esploratore danese, nato nello Jutland e morto probabilmente di scorbuto, insieme ad altri 18 membri dell'equipaggio, nel mare di Bering, sull'isola che da allora porta il suo nome.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ufficiale di marina nel suo paese venne in seguito incaricato da Pietro il Grande di scoprire se l'America e l'Asia fossero collegate e nel 1728 scoprì lo stretto che ne reca il nome e che separa la Siberia dall'Alaska. Scoprì tra l'altro anche le Isole Aleutine. Il medico e naturalista tedesco Georg Wilhelm Steller, uno dei pochi uomini della spedizione che tornarono vivi in Europa, redasse un diario della spedizione.

Fu nel 1946 che alcuni cacciatori di pellicce rinvennero i resti del suo accampamento, in una baia dell'isola di Avatca, in seguito chiamata isola di Bering. Solo nel 1991 una spedizione russo-danese cercò e trovò i resti di Bering, per poi trasportarli in Russia, dove vennero studiati. Gli esami ai denti non evidenziarono segni di scorbuto. Effettivamente il decorso della malattia era stato insolitamente rapido, ed era cominciata poco tempo dopo l'inizio del viaggio di ritorno dalla Alaska, quando verosimilmente Bering e i suoi compagni avevano ancora a disposizione alimenti freschi. Le cause della sua malattia sono quindi sconosciute.

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Lo scrittore austriaco Konrad Bayer scrisse una biografia sull'esploratore, ricca di numerose digressioni, dal titolo La testa di Vitus Bering.

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