Vescovo di Clermont

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Vescovo di Clermont o anche Vesques de Clarmon (lo) o Robert de Clarmont o Robert d'Auvergne, italianizzato anche in Roberto di Clermont o Roberto d'Alvernia (... – 1235) è stato un trovatore alverniate, decano del capitolo d'Autun e vescovo di Clermont[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Viene eletto nel 1195 vescovo di Clermont e nel 1227 arcivescovo di Lione. Figlio di Roberto IV, cugino di Dalfi d'Alvernha, Roberto nel 1199 si riconciliò con il fratello Gui II, conte d'Alvernia, che precedentemente aveva combattutto e fatto lui stesso scomunicare e imprigionare.[1]

Trovatore[modifica | modifica wikitesto]

La razó o vida di Dalfi D'Auvergne ci fornisce testimonianza di uno scambio di coblas con il vescovo di Clermont di cui sappiamo che "era amante di una gran bella donna, moglie di Chantart de Caulec [forse cugino di Dalfi] che stava a Pescadoiras"[2]

Roberto irride Dalfi d'Alvernia in una cobla alludendo alla sua generosità non proprio "integrale". Quest'ultimo amava una certa Maurina, che risiedeva in uno dei suoi castelli, la quale gli aveva mandato un messo per chiedergli della pancetta da poter cucinare con le uova, e Dalfi gliene mandò un "mezzo lardello".[3]

(OC) « 

Per Crist, sil servens fos meus,
Dun cotel li dari al cor,
Can fez del bacon partida
A lei que lil queri tan gen.
Ben saup del dalphin lo talen
Que sel plus ni men no i meses,
A la ganta li dera tres ;
Mas pose en ver dire
Petit ac lart Maurina als ous frire.[3]

 »
(IT) « 

Per Cristo, se il servo fosse mio,
una coltellata gli darei al cuore,
che divisa la pancetta fece
a chi gentile ne richiese.
Di Dalfin ben so l'intento
ché se più del men non vi mette,
a conti fatti ne avria dati tre;
Ma diede poco a dire il vero
di lardo da friggere a Maurina.

 »

Dalfi risponde con una cobla al vescovo, amante della moglie di Chantart of Caulec che abitava a Pescadoiras:

(OC) « 

Li evesque troban en sos breus
Mais volon chaulet que por,
E pesca, que li covida
A Pescadoiras fort soven,
Per un bel peisson que lai pren ;
El peissos es gais e cortes,
Mas duna re les trop mal pres,
Car ses laissatz ausire
Al preveire que no fais mas lo rire.[3]

 »
(IT) « 

Il vescovo a suo agio sermona
ma razzola come può,
e pesca, che lo si vede
a Pescadoiras molto spesso,
per un bel pesce che là prende;
il pesce e gaio e cortese,
ma di una cosa troppo mal presa
che s'è lasciata sfuggire,
al prete è passata la voglia di ridere.

 »

Con Peire de Maensac il vescovo di Clermont compose una tenso, formata da coblas unissonans

           [Vescovo di Clermont]
           Peire de Maensac, ges lo reis no seria
           Peire de Maensac, ges lo reis no seria
           tan savis com hom di, s'el el sout retenia
           cavallier cui sos cors trai mais a joglaria
           q'a valor ni a sen ni a cavalaria,
           e s'anc jorn vos i tenc, fetz o per cortesia

           [...]

           [Peire de Maensac]
           Escondre ben deu el, quan dis qu'el rei seguia,
           qu'el sec ni no 'l pot s'a pe non o fazia;
           e qui caval non a mentres que guerra sia
           no m sembla ges n'agues, quan guerra non seria;
           e cavallier d'a pe qui mal ditz ni feonia
           non deu estar en sout, si tromba non avia.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Trobar, Evêque de Clermont (PC 95), su tempestsolutions.com. URL consultato il 16 marzo 2013.
  2. ^ "L'evesques si era druz d'una fort bela domna, q'era moillier d'En Chantart de Caulec, q'estava a Pescadoiras."
  3. ^ a b c (FR) Camille Chabaneau, Les biographies des troubadours en langue provençale, 1975, pp. 55-56. URL consultato il 14 febbraio 2013.
  4. ^ (FR) François Just Marie Raynouard, Choix des poésies originales des troubadours: ¬Les biographies des ..., vol. 5, 1820, p. 145.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]