Valerio Bispuri

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Valerio Bispuri (Roma, 1971) è un fotografo italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È fratello della regista Laura Bispuri.[1]

Si è formato presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", dove ha conseguito la laurea in lettere. Dal 2001 ha iniziato ad occuparsi di fotografia a livello professionale, collaborando con le riviste L'Espresso, Il Venerdì di Repubblica, Internazionale, Le Monde e Stern. Ha curato reportage dall'Africa, Asia e Sudamerica.

Dal 2004 ha seguito un progetto decennale dedicato al mondo carcerario dell'America meridionale, con lo scopo di raccontare il continente attraverso i detenuti e la loro condizione ed i drammi da loro vissuti.[2] Durante il suo percorso, Vispuri ha visitato 74 carceri di tutti i paesi del Sudamerica. In Argentina ha ottenuto l'autorizzazione a visitare il Padiglione 5 del carcere di Mendoza, dove erano reclusi i detenuti argentini più pericolosi.[3] Il direttore della struttura gli fece firmare una liberatoria in cui si assumeva tutte le responsabilità per la sua incolumità.[3] Attraverso le foto scattate in questo padiglione ha documentato le condizioni di estremo degrado in cui i detenuti erano costretti a scontare pena.[3]

Le fotografie, realizzate in bianco e nero, sono state oggetto di esposizione in varie mostre internazionali e sono state raccolte nel libro Encerrados, edito da Contrasto nel 2015 e sostenuto anche da Amnesty International.[4] L'impatto sociale di Encerrados è stato tale che ha contribuito alla chiusura del Padiglione 5 del carcere di Mendoza.[3][2] Nel 2013 ha vinto il Sony World Photography Award nella categoria Contemporary Issues.[5]

Con il suo foto reportage Paco ha tentato di sensibilizzare l'opinione pubblica sulle conseguenze dell'assunzione da parte di adolescenti e ragazzini a Buenos Aires del Paco, una droga estremamente nociva, ottenuta con gli scarti della lavorazione della cocaina, miscelati a cherosene, colla, veleno per topi o polvere di vetro.[6][7]

Per sei anni ha seguito la vita di Betania una donna trentacinquenne lesbica di Buenos Aires, ritraendola nella sfera privata, indagando lo sviluppo della vita intima e sentimentale e le aspirazioni di autonomia e riconoscimento nella società argentina, che ha approvato il matrimonio egualitario.[8][9][10]

Dopo aver ottenuto l'autorizzazione a visitare le carceri italiane da parte del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria del ministero della Giustizia, ha costruito un progetto di documentazione delle strutture detentive e della popolazione carceraria, realizzando un'indagine sulla condizione psichica e fisica dell'uomo privato della libertà. I progetto ha rigurdato 10 carceri: l'Ucciardone di Palermo, Poggioreale a Napoli, Regina Coeli e Rebibbia Femminile a Roma, Capanne a Perugia, Bollate e San Vittore a Milano, la Giudecca a Venzia, la Colonia penale di Isili a Cagliari e Sant’Angelo dei Lombardi, in provincia di Avellino. Alcune delle fotografie realizzate sono state raccolte nel volume Prigionieri pubblicato nel 2019. Prigionieri, Encerrados e Paco, formano una trilogia sulla libertà perduta.[2][11]

I suoi reportage sono stati oggetto di diverse esposizioni internazionali.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Valerio Bispuri, Encerrados: 10 years, 74 prisons, Contrasto, 2015, ISBN 8869655814, ISBN-13 978-8869655814.
  • (EN) Valerio Bispuri, Paco: A Drug Story, Contrasto, 2017, ISBN 886965723X, ISBN-13: 978-8869657238.
  • Valerio Bispuri, Prigionieri, Contrasto, 2019, ISBN 8869657914, ISBN-13 978-8869657917.

Premi[modifica | modifica wikitesto]

  • 2011: Poy America Latina;
  • 2013: Sony World Photography Award (1º posto, Contemporary Issues);
  • 2013: Days Japan International Photojournalism Awards;

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Quattro chiacchiere con Laura e Valerio Bispuri, tra cinema, fotografia e racconti di vita, su L'HuffPost, 23 febbraio 2015. URL consultato il 30 novembre 2019.
  2. ^ a b c Damiano Alpirandi, Un viaggio fotografico in dieci carceri italiane, Il Dubbio, 31 agosto 2019. URL consultato il 30 novembre 2019.
  3. ^ a b c d Fotografando i volti in bianco e nero della libertà perduta, su Repubblica.it, 29 gennaio 2015. URL consultato il 30 novembre 2019.
  4. ^ «Encerrados»: l’occhio testimonedi Valerio Bispuri, su Corriere della Sera, 17 febbraio 2015. URL consultato il 30 novembre 2019.
  5. ^ Sony World Photography Awards 2013: premiati i finalisti della competizione, su L'HuffPost, 26 aprile 2013. URL consultato il 30 novembre 2019.
  6. ^ Paco. A drug story - Fotografie di Valerio Bispuri | Museo di Roma in Trastevere, su museodiromaintrastevere.it. URL consultato il 30 novembre 2019.
  7. ^ "Ho visto volti devastati e corpi svuotati, la droga Paco trasforma gli uomini in cannibali della vita", su L'HuffPost, 8 novembre 2017. URL consultato il 30 novembre 2019.
  8. ^ Valerio Bispuri: Betania, su Vanverabilia, 6 dicembre 2017. URL consultato il 30 novembre 2019.
  9. ^ Valerio Bispuri – Andiamoanozze Photography | Serena Libutti Photographer, su andiamoanozze.com. URL consultato il 30 novembre 2019.
  10. ^ Valerio Bispuri, su Perugia Social Photo Fest, 22 gennaio 2016. URL consultato il 30 novembre 2019.
  11. ^ Anna Spena, «Il mio viaggio nella libertà perduta», su Vita, 10 settembre 2019. URL consultato il 30 novembre 2019.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]