Vai al contenuto

Very high frequency

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da VHF)
Disambiguazione – "VHF" rimanda qui. Se stai cercando la febbre emorragica (Viral Haemorrhagic Fever), vedi Febbre emorragica.

Very High Frequency (abbreviato in VHF; in italiano frequenza molto alta), detta anche onde ultracorte[1], è la designazione dell'ITU per la banda di onde radio compresa tra 30 MHz e 300 MHz, corrispondente a una lunghezza d'onda di circa 10 m1 m.[2]

La banda VHF è utilizzata in numerosi servizi di radiocomunicazione, tra cui la radiodiffusione sonora in FM (banda 87,5–108 MHz), la radiodiffusione sonora digitale in banda III (ad esempio DAB/DAB+), le comunicazioni e i radioaiuti alla navigazione aeronautica (ad esempio VOR e ILS localizer), le comunicazioni marittime in fonia (banda VHF marina canalizzata), nonché sistemi radiomobili terrestri (servizi professionali e di pubblica utilità) e attività di radioamatori.[3][4]

Una caratteristica di questa gamma di frequenze è la possibilità di realizzare antenne di dimensioni relativamente contenute (per esempio, un quarto d’onda è dell’ordine di decine di centimetri), aspetto che favorisce l’uso su veicoli, imbarcazioni e apparati portatili.

In Italia, nel 2025, l’AGCOM ha avviato e poi aggiornato il quadro regolamentare per la ridestinazione al servizio radiofonico digitale DAB delle frequenze in banda VHF-III (174–230 MHz) pianificate per la ex rete nazionale televisiva n. 12 (Mux 12).[5][6]

Utilizzo della banda

[modifica | modifica wikitesto]

Le assegnazioni di frequenza variano in base alla regione ITU e alle normative nazionali. In Europa, un riferimento d’insieme per attribuzioni e applicazioni è la European Table of Frequency Allocations and Applications (ECA Table).[7]

Di seguito alcuni impieghi tipici (in particolare in ambito europeo). Alcune porzioni possono sovrapporsi perché le attribuzioni possono essere primarie/secondarie e perché gli impieghi concreti dipendono spesso da pianificazioni nazionali.

  • 30 MHz47 MHz: servizi mobili terrestri e fissi (low band VHF), usi professionali/istituzionali e in parte governativi/militari; nella pratica sono presenti anche impieghi speciali (radiolocalizzazione, ecc.) a seconda del Paese.[7]
    • 29,7 MHz47 MHz: porzione usata anche, su base “tuning range” e secondo condizioni nazionali, per sistemi audio a corto raggio (ad es. radiomicrofoni e sistemi audio a banda stretta inclusi sistemi “tour guide”).[8][7]
  • 40,66 MHz40,70 MHz: banda ISM (Industrial, Scientific and Medical); nella pratica anche SRD (ad es. radiocomandi/modellismo e altri dispositivi a corto raggio), secondo regole nazionali.[7][8]
  • 47 MHz50 MHz: impieghi misti (servizi mobili/fissi e, in alcune aree, radiodiffusione); presenti anche usi specialistici (ad es. in alcuni Paesi on-site paging a 47,0 MHz47,25 MHz).[7]
  • 47 MHz68 MHz (banda I): storicamente radiodiffusione televisiva VHF in molte aree (oggi uso ridotto o riconvertito in diversi Paesi); possibili impieghi mobili/fissi nazionali in porzioni della banda.[2][7]
  • 50 MHz52 MHz: porzione di banda assegnata ai radioamatori (banda dei 6 metri in Regione 1).[9]
  • 68 MHz87,5 MHz: porzione ampiamente usata, in diversi Paesi, per radiomobile terrestre professionale (PMR/PAMR) e altri impieghi istituzionali; canalizzazioni e disponibilità dipendono dalle scelte nazionali.[7][10]
    • 68 MHz74,8 MHz e 77,8 MHz84,6 MHz: porzioni spesso considerate (a seconda dei Paesi) per assetti duplex/split in reti radiomobili.[7]
    • 75,2 MHz77,7 MHz e 85,0 MHz87,5 MHz: ulteriori porzioni spesso considerate (a seconda dei Paesi) per assetti duplex/split in reti radiomobili.[7]
  • 70 MHz70,5 MHz: porzione impiegata in vari Paesi europei per radioamatori (banda dei 4 metri, tipicamente su base nazionale e spesso in attribuzione secondaria).[9]
  • 87,5 MHz108 MHz (banda II): radiodiffusione sonora in FM.[2]
    • Nella stessa banda, in alcuni Paesi e secondo condizioni nazionali, sono presenti anche applicazioni a corto raggio (ad es. alcuni sistemi audio/wireless), in coesistenza con la radiodiffusione.[7][8]
  • 108 MHz117,975 MHz: radioaiuti alla navigazione aeronautica (radionavigazione) e servizi correlati; includono, tra gli altri, VOR e ILS localizer.[3]
    • 112 MHz117,975 MHz: porzione che include anche sistemi/datalink aeronautici associati alla navigazione (ad es. VDB e GBAS, secondo le pianificazioni).[7][3]
  • 117,975 MHz137 MHz (VHF airband): comunicazioni aeronautiche civili (servizio mobile aeronautico (R)); 121,5 MHz è la frequenza internazionale di emergenza e 123,1 MHz è usata come frequenza ausiliaria per ricerca e soccorso (SAR) in ambito aeronautico.[3][7]
  • 137 MHz138 MHz: impieghi satellitari (in particolare meteorologici) e altri servizi secondo attribuzioni/condizioni regolamentari; in Europa sono riportate specifiche porzioni per applicazioni satellitari (downlink) nelle tabelle ECA.[7]
  • 138 MHz144 MHz: impieghi variabili a livello nazionale (servizi mobili/fissi e porzioni con attribuzioni per servizi spaziali in alcuni Paesi, secondo note regolamentari).[7]
  • 144 MHz146 MHz: porzione di banda assegnata ai radioamatori (banda dei 2 metri in Europa).[9]
  • 146 MHz174 MHz: servizi mobili terrestri (reti professionali, pubblica utilità/istituzionali e altri impieghi nazionali); l’uso concreto dipende dal Paese.[7][10]
  • 150,05 MHz153 MHz: porzione condivisa, in Europa, tra servizio mobile (eccetto aeronautico) e radioastronomia, con necessità di protezione del servizio radioastronomico secondo note/regole applicabili.[7][10]
  • 156 MHz162,025 MHz (VHF marittima): comunicazioni navali canalizzate (Appendice 18 del Regolamento delle Radiocomunicazioni ITU); 156,8 MHz (canale 16) è identificata a livello internazionale per chiamata e soccorso; 156,525 MHz (canale 70) è impiegata per DSC (Digital Selective Calling).[11][7]
    • 161,975 MHz e 162,025 MHz: canali AIS (Automatic Identification System, rispettivamente AIS 1 e AIS 2) e applicazioni correlate secondo regole specifiche; la Decisione ECC (22)02 tratta anche condizioni per AMRD (Autonomous Maritime Radio Devices) di gruppo A su frequenze VHF marine, includendo 156,525 MHz, 161,975 MHz e 162,025 MHz.[12][7]
  • 157,1875 MHz157,3375 MHz e 161,7875 MHz161,9375 MHz: porzioni con impieghi anche nel servizio mobile-satellitare marittimo (secondo note del Regolamento delle Radiocomunicazioni e condizioni di compatibilità).[7]
  • 169,4 MHz169,8125 MHz: porzione armonizzata CEPT per SRD (tra cui dispositivi “non specifici”, telelettura/meter reading, e dispositivi di ausilio all’udito/ALD), secondo piano di frequenza della Decisione ECC (05)02 e recepimenti nazionali.[13][8][7]
  • 174 MHz230 MHz (banda III): radiodiffusione sonora digitale (DAB/DAB+) e, storicamente, radiodiffusione televisiva (canali VHF 5–12, in molte pianificazioni).[4][2][7]
    • 174 MHz216 MHz: porzione spesso usata anche, su base “tuning range” e secondo condizioni nazionali, per PMSE audio (radiomicrofoni, ALD, ecc.) secondo raccomandazioni CEPT (con disponibilità dipendente dal Paese).[14][7]
  • 223 MHz230 MHz: oltre agli impieghi di radiodiffusione/PMSE e ad altri usi nazionali, è spesso considerata parte del “tuning range” per comunicazioni aeronautiche militari (il cosiddetto UHF airband è comunemente riferito a 225 MHz400 MHz, con la porzione 225 MHz300 MHz formalmente nel VHF).[7]
  • 230 MHz300 MHz: porzione con impieghi variabili a livello nazionale (servizi governativi e militari, radiocomunicazioni specialistiche, e altri servizi secondo attribuzioni/condizioni riportate nelle tabelle di allocazione).[7]
    • 242,95 MHz243,05 MHz: porzione identificata per comunicazioni di soccorso/emergenza in ambito aeronautico/militare secondo note/regole applicabili.[7]

Alle frequenze VHF la propagazione avviene prevalentemente per onda diretta (in pratica in linea di vista), con portata tipicamente limitata dalla curvatura terrestre e dalla presenza di ostacoli (rilievi, grandi edifici). In condizioni favorevoli la rifrazione troposferica può estendere la portata oltre l'orizzonte (ad esempio con ducting), e possono contribuire diffrazione e riflessioni su ostacoli.

Nella parte più bassa della VHF (in particolare al di sotto di circa 70 MHz) possono inoltre verificarsi, in modo irregolare, fenomeni ionosferici come lo E sporadico, che consentono collegamenti a lunga distanza nonostante la normale prevalenza della linea di vista.

  1. ultracorte, onde, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  2. 1 2 3 4 (EN) Recommendation ITU-R V.431-8 – Nomenclature of the frequency and wavelength bands used in telecommunications (PDF), su itu.int, International Telecommunication Union, agosto 2015. URL consultato il 6 gennaio 2026.
  3. 1 2 3 4 (EN) Handbook on Radio Frequency Spectrum Requirements for Civil Aviation – ICAO Doc 9718 (Vol. I) (PDF), su icao.int, International Civil Aviation Organization, 2021. URL consultato il 6 gennaio 2026.
  4. 1 2 (EN) The use of Band III in Europe (PDF), su tech.ebu.ch, European Broadcasting Union (EBU). URL consultato il 6 gennaio 2026.
  5. Delibera n. 22/25/CONS – Avvio del procedimento per l’aggiornamento del quadro regolamentare… ai fini della ridestinazione delle frequenze pianificate per la Rete nazionale televisiva n. 12 (prima fase) (PDF), su agcom.it, AGCOM, 22 gennaio 2025. URL consultato il 6 gennaio 2026.
  6. Delibera n. 145/25/CONS – Aggiornamento del quadro regolamentare… ai fini della ridestinazione al servizio DAB delle frequenze in banda VHF per la rete nazionale televisiva n. 12 (PDF), su agcom.it, AGCOM, 10 giugno 2025. URL consultato il 6 gennaio 2026.
  7. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 (EN) ERC Report 25 – The European Table of Frequency Allocations and Applications (ECA Table) (PDF), su docdb.cept.org, CEPT/ECC, 7 novembre 2025. URL consultato il 6 gennaio 2026.
  8. 1 2 3 4 (EN) ERC Recommendation 70-03 – Relating to the use of Short Range Devices (SRD) (PDF), su docdb.cept.org, CEPT/ECC, 17 ottobre 2025. URL consultato il 6 gennaio 2026.
  9. 1 2 3 (EN) IARU Region 1 – VHF Bandplan (PDF), su iaru-r1.org, IARU Region 1, 2 dicembre 2020. URL consultato il 6 gennaio 2026.
  10. 1 2 3 (EN) ECC Decision (19)02 – Land mobile systems in the frequency ranges 68-87.5 MHz, 146-174 MHz… (PDF), su docdb.cept.org, CEPT/ECC, 8 marzo 2019. URL consultato il 6 gennaio 2026.
  11. (EN) Report ITU-R M.2231 – Use of Appendix 18 to the Radio Regulations for the maritime mobile service (PDF), su itu.int, ITU-R, 2011. URL consultato il 6 gennaio 2026.
  12. (EN) ECC Decision (22)02 – Harmonised use of frequencies 156.525 MHz, 161.975 MHz and 162.025 MHz for AMRD Group A (PDF), su docdb.cept.org, CEPT/ECC, 1º luglio 2022. URL consultato il 6 gennaio 2026.
  13. (EN) ECC Decision (05)02 – A harmonised frequency plan for the use of the band 169.4-169.8125 MHz (latest amended 8 March 2024) (PDF), su docdb.cept.org, CEPT/ECC, 8 marzo 2024. URL consultato il 6 gennaio 2026.
  14. (EN) ERC Recommendation 25-10 – Frequency ranges for the use of wireless audio applications (PMSE) (Audio PMSE) (PDF), su docdb.cept.org, CEPT/ECC, 18 ottobre 2016. URL consultato il 6 gennaio 2026.

Voci correlate

[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
Controllo di autoritàGND (DE) 4131658-7 · NDL (EN, JA) 00573744
  Portale Elettromagnetismo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di elettromagnetismo