Unity (modulo)

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Modulo ISS Unity (NASA)

Il modulo Unity (in origine noto come Node 1 - «nodo 1») è un modulo pressurizzato della Stazione Spaziale Internazionale, è stato il primo modulo statunitense ad essere lanciato in orbita e ad essere agganciato alla nascente stazione spaziale. Il modulo è di forma cilindrica, e permette di connettere altri 6 moduli, quattro sulle pareti del modulo distanziati di 90° gradi, uno anteriormente e un posteriormente. Il modulo è stato il principale carico della missione STS-88 e venne lanciato nel dicembre del 1998 durante la prima missione dello Shuttle dedicata all'assemblaggio della stazione spaziale. Il modulo è stato collegato con il modulo russo Zarja.

Lancio[modifica | modifica sorgente]

Unity venne portato in orbita tramite lo Space Shuttle Endeavour nella missione STS-88, la prima missione Shuttle dedicata all'assemblaggio della Stazione Spaziale. Il 6 dicembre 1998 l'equipaggio dell'Endeavour collegò il portello posteriore del modulo Unity con il portello anteriore del modulo Zarja, già in orbita. Quest'ultimo è un componente internazionale, finanziato dagli Stati Uniti e costruito in Russia, che era stato lanciato poco prima tramite un vettore Proton dal Cosmodromo di Baikonur in Kazakhstan. Fu la prima connessione effettuata tra due moduli della futura stazione.

Utilizzo[modifica | modifica sorgente]

Oltre alla connessione con il modulo Zarja, lo Unity attualmente collega il modulo statunitense Destiny (aggiunto nella missione STS-98), il segmento Z1 e il Quest Joint Airlock (aggiunto nella missione STS-104). Inoltre, sono stati connessi i Multi-Purpose Logistics Module Leonardo e Raffaello, durante varie missioni.

Attraverso il modulo Unity scorrono le risorse essenziali alla stazione spaziale, come fluidi, sistemi di controllo ambientale e di supporto vitale, connessioni elettriche e dati. Essi collegano i laboratori e le aree abitative della stazione. Nel nodo Unity sono presenti più di 50 000 componenti meccanici, 216 linee per il trasporto di fluidi e gas e 121 cavi elettrici interni ed esterni per una lunghezza totale di oltre 9 km.

Inoltre durante la missione STS-120 il modulo Harmony venne temporaneamente agganciato al portello laterale del modulo Unity e durante la missione STS-130 è stato agganciato al modulo Unity il modulo Tranquility assieme alla Cupola.

Connessioni[modifica | modifica sorgente]

Ai portelli anteriori e posteriori del modulo sono presenti due Pressurized Mating Adapter. Il PMA-1 lo collega permanentemente con il modulo Zarja, mentre il PMA-2 funge da sistema di attracco per lo Space Shuttle e per le navette russe. All'esterno del PMA-1 sono presenti multiplexer-demultiplexer che forniscono connessioni per il comando e il controllo del modulo. Esso è equipaggiato con un semplice sistema di comunicazione per la trasmissione di dati, voce e video a bassa risoluzione al controllo missione di Houston. Esso era pensato per integrare il sistema di comunicazione russo durante le attività iniziali della stazione. Il portello laterale è equipaggiato con il PMA-3[1].

Altri nodi della stazione[modifica | modifica sorgente]

Gli altri due moduli di connessione della stazione, detti nodi, sono stati costruiti in Italia dalla Alenia Aerospazio, come parte di un accordo tra la NASA e l'Agenzia Spaziale Europea (ESA). Il Node 2, chiamato Harmony, e il Node 3, chiamato Tranquility sono leggermente più lunghi, pari a 6,4 m. Oltre ai sei portelli di aggancio, essi conterranno anche otto armadietti (rack ISPR) standard per gli esperimenti. Il modulo Unity ne contiene invece quattro.

Specifiche[modifica | modifica sorgente]

  • Lunghezza: 5,49 m
  • Diametro: 4,57 m
  • Massa: 11612 kg

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ STS-102 MCC Status Report # 07, NASA, 11-03-2001. URL consultato il 18-01-2007.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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