Science Power Platform

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ISS Science Power Platform

La Science Power Platform (SPP) era un elemento previsto per la sezione russa della Stazione Spaziale Internazionale, inizialmente era stato progettato per la Mir-2. Inizialmente i Russi contavano di lanciarlo con un razzo Proton o Zenit, successivamente in base ad un accordo si decise di lanciarlo durante una missione dello Shuttle. Avrebbe fornito la necessaria potenza elettrica ai moduli russi e la possibilità di variare l'assetto della stazione, in modo da poter cambiare orbita. L'SPP avrebbe avuto otto sezioni di panelli solari ed un braccio meccanico costruito dall'Agenzia spaziale europea si sarebbe occupato della manutenzione. L'European Robotic Arm è ancora un componente della stazione, ed è previsto che venga lanciato nel 2011 o 2012 da un razzo Proton insieme al Multipurpose Laboratory Module sul quale verrà fissato.

La sospensione dei voli dello Shuttle e la conseguente revisione del piano di costruzione della ISS, insieme alla riduzione del numero di moduli russi previsti, portarono alla cancellazione di questo elemento. Nel marzo 2006 è stato raggiunto un accordo tra i Russi e la NASA per la fornitura di parte dell'alimentazione di cui i moduli russi hanno bisogno, poiché dopo l'eliminazione dell'SPP non potranno più essere alimentati indipendentemente dal resto della stazione: la restante potenza sarà fornita da pannelli solari dispiegati direttamente all'esterno dei moduli principali, similmente a quanto avviene sulla Sojuz. Il guscio pressurizzato già costruito per lo SPP è stato riutilizzato per la costruzione del modulo Rassvet, che è stato infine lanciato durante la missione STS-132 dello Shuttle nel maggio 2010.

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