USS Maine (ACR-1)

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USS Maine (ACR-1, poi Second Class Battleship)
USS Maine entering Havana harbor HD-SN-99-01929.JPEG
Descrizione generale
Flag of the United States.svg
Tiponave da battaglia pre-dreadnought
ProprietàFlag of the United States.svg U.S. Navy
Ordine3 agosto 1886
Impostazione17 ottobre 1888
Varo18 novembre 1889
Entrata in servizio17 settembre 1895
Destino finaleaffondata da una misteriosa esplosione nella baia de L'Avana, (Cuba), il 15 febbraio 1898
Caratteristiche generali
Dislocamento6.789 t
Lunghezza98,9 m
Larghezza17,4 m
Pescaggio6,9 m
Equipaggio374
Armamento
Artiglieria2 x 2 cannoni 254 mm (10")

6 cannoni da 152 mm (6")
6 cannoni da 100/40 mm (4")
7 cannoni da 57 mm
4 cannoni da Driggs-Schroeder 37 mm
4 cannoni Hotchkiss 37 mm
4 × 1 cannoni Gatling calibro .45"–70

Siluri4 tubi lanciasiluri da 457 mm (18")

dati tratti da[1]

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La USS Maine (ACR-1, poi Second Class Battleship) fu una corazzata pre-dreadnought varata nel 1889, che affondò a causa di un'esplosione, non si sa se interna alla nave o a causa di una mina, il 15 febbraio 1898 alle 21:40, dando il via alla guerra ispano-americana.

Progetto[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante sia stata ritenuta già vecchia all'entrata in servizio, la nave aveva delle innovazioni rispetto agli standard della US Navy. La sua batteria principale, composta da due torri binate da 254 mm, era montata en echelon, cioè con ognuna delle torri disassata verso una diversa fiancata; per ospitarle erano stati creati dei ringrossi nello scafo (sponson), con delle fessure nella sovrastruttura che permettevano di allargare l'arco di tiro. A differenza delle navi precedenti che ospitavano alberi velici, grazie alla migliorata affidabilità dei motori la nave portava solo due alberi militari.

Il suo sperone era antiquato anche se simile a quelli di molte navi contemporanee, e se usato contro una nave similare avrebbe creato grossi danni anche all'attaccante, per cui la sua capacità offensiva a distanza ravvicinata si basava realmente sui quattro tubi lanciasiluri da 18". Il suo progetto venne basato sulla necessità di contrastare le moderne navi da guerra europee ma soprattutto la nuova corazzata brasiliana Riachuelo.

Progettata e varata come incrociatore corazzato (armored cruiser, da cui la sigla ACR), nel 1894, prima ancora di entrare in servizio, venne riclassificata come corazzata di seconda classe[2].

Servizio[modifica | modifica wikitesto]

La nave è nota principalmente per il suo catastrofico affondamento, poiché saltò in aria nella baia dell'Avana fornendo il pretesto per lo scoppio della guerra ispano-statunitense; l'opinione pubblica statunitense al grido di "Remember the Maine! To Hell with Spain!"[3] pretese l'intervento a favore dei ribelli per vendicare il supposto "affronto" alla potenza nazionale.

Gli spagnoli cercarono di cooperare al fine che venissero raccolti gli elementi che provassero la loro estraneità. Una prima commissione di inchiesta statunitense, attivata nel 1898 e presieduta dal capitano William T. Sampson[4], concluse anche avvalendosi del parere di esperti della marina e di immersioni di sommozzatori sul relitto, che la detonazione della santabarbara dei proiettili da sei pollici a prua venne causata da una mina esterna, all'altezza della centina 18 (vicina alla prua).[5][6][7][8][9]

Tra le ipotesi fatte per spiegare l'esplosione ci fu anche una attribuzione agli stessi statunitensi del sabotaggio, perché fornisse un casus belli all'intervento statunitense a Cuba.[10]

Il relitto del Maine circondato da un bacino temporaneo, il 16 giugno 1911

La nave venne poi recuperata nel 1911, utilizzando un bacino temporaneo fatto da cassoni di fondazione (cofferdam), dopo aver tagliato la sezione di prua e pompato aria compressa in fori praticati nello scafo, al fine di sollevare la nave dal fondale melmoso; vari pezzi, come alberi e plancia, vennero recuperati per essere musealizzati; una volta a galla, ai buchi vennero adattate delle valvole di allagamento che vennero usate per il successivo affondamento; il relitto venne trainato al largo dal rimorchiatore Osceola, scortato dall'incrociatore corazzato North Carolina e dall'incrociatore leggero Birmingham ed affondato riallagandolo in un fondale di circa 1100 m.[11][12]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ DANFS - Maine (Second-class Battleship), su history.navy.mil. URL consultato il 22 maggio 2015.
  2. ^ Maine (Second-class Battleship), su hazegray.org. URL consultato il 17 ottobre 2016.
  3. ^ The Spanish-American War (1898), State of Maine: Secretary of State: Bureau of Corporations, Elections, and Commissions. URL consultato l'11 febbraio 2008 (archiviato dall'url originale il 13 febbraio 2008).
  4. ^ Official Report of the Naval Court of Inquiry into the loss of the Battleship MAINE (Sampson Board), SpanAmWar.com, 22 marzo 1898. URL consultato il 22 gennaio 2008.
  5. ^ A Few Spaniards Flee; Not Many Accept Free Transportation from Here to Havana on the Panama. Crowds see them Depart – Shouts of Derision Follow the Vessel, Which Is Rumored to Have Munitions of War Aboard – The Seneca Also Sails (PDF), in The New York Times, 21 aprile 1898. URL consultato il 2 ottobre 2011 (archiviato dall'url originale il 6 febbraio 2012).
  6. ^ The New United States Battleship "Maine" (PDF), in Marine Engineer and Naval Architect, 1º dicembre 1890. URL consultato il 4 aprile 2012.
  7. ^ United States Navy, Annual Report of the Secretary of the Navy (PDF), 1890. URL consultato il 4 aprile 2012.
  8. ^ Edward P. McMorrow, What Destroyed the USS MAINE – An opinion, SpanAmWar.com. URL consultato il 7 aprile 2010.
  9. ^ Louis Fisher, Destruction of the Maine (1898) (PDF), The Law Library of Congress. URL consultato l'8 aprile 2010.
  10. ^ Larry Rohter, Remember the Maine? Cubans See an American Plot Continuing to This Day, in The New York Times, 14 febbraio 1998. URL consultato il 2 ottobre 2011.
  11. ^ The USS Maine Mast Memorial Archiviato il 19 ottobre 2007 in Internet Archive., Arlington Cemetery website
  12. ^ Christopher P. Baker, Moon Cuba, 4ª ed., Avalon Travel Publishing, 9 ottobre 2006, ISBN 978-1-56691-802-2.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Jackson, Robert "Fighting Ships of The World." London: Amber Books Ltd, 2004 Pg.421 ISBN 9781840136470

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