Thalassarche melanophrys

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Albatro sopracciglio nero
Black-browed Albatross, Beagle Channel.jpg
Thalassarche melanophrys
Stato di conservazione
Status iucn3.1 NT it.svg
Prossimo alla minaccia (nt)[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Aves
Ordine Procellariiformes
Famiglia Diomedeidae
Genere Thalassarche
Specie T. melanophrys
Nomenclatura binomiale
Thalassarche melanophrys
(Temminck, 1828)
Nomi comuni

Albatro sopracciglio nero
Albatro dai sopraccigli neri

Colonia di albatri sopraccigli neri sull'Isola di Saunders, Isole Falkland.
Black-browed Albatross at south georgia.jpg

L'albatro sopracciglio nero[2] (Thalassarche melanophrys Temminck, 1828) è un grosso uccello marino della famiglia dei Diomedeidi. Sebbene sia incluso tra le specie in pericolo della Lista Rossa della IUCN, è l'albatro più diffuso e comune.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

La sottospecie T. m. melanophrys nidifica nell'area attorno a Capo Horn, sulle Isole Falkland (soprattutto su Steeple Jason e Grand Jason), nella Georgia del Sud e nel settore dell'Oceano Indiano comprendente le Isole Crozet, Kerguelen ed Heard e McDonald. In passato era ritenuto una sottospecie dell'albatro sopracciglio nero anche l'albatro di Campbell (T. impavida).

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'albatro sopracciglio nero è un albatro di medie dimensioni, lungo 80–95 cm, con un'apertura alare di 200–235 cm ed un peso medio di 3,7 kg. Come le altre specie di albatro note come mollymawk, si può distinguere dall'albatro urlatore per le ali completamente scure, per la presenza di una banda scura sulla coda e dimensioni inferiori. Le caratteristiche che lo differenziano da tutti gli altri mollymawk sono i sopraccigli scuri che gli danno il nome, una larga zona nera ai margini del sottoala di colore bianco, la testa bianca e il becco arancione con la punta di colore più scuro. Nei giovani le ali sono più scure e la testa grigia, così come il becco, dalla punta nera. Sono simili all'albatro testagrigia, ma quest'ultimo ha il becco completamente nero e segni scuri sulla faccia più marcati.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Areale
Thalassarche melanophris

L'albatro sopracciglio nero è un abitante circumpolare degli oceani meridionali. A causa di una tendenza migratoria verso il nord, è probabilmente l'unica specie di albatro che si può trovare nell'Atlantico settentrionale.

Nonostante avvenga molto raramente, negli ultimi anni un albatro di questa specie ha trascorso l'estate nelle colonie scozzesi di sule (Bass Rock, Hermaness e Sula Sgeir). Gli ornitologi ritengono che si tratti dello stesso esemplare, noto come Albert, che abita nella Scozia settentrionale[3][4]. Si pensa che abbia raggiunto l'Atlantico settentrionale più di 40 anni fa e si sospetta abbia più di 47 anni. Un simile caso si è riscontrato anche nella colonia di sule dell'isola faroese di Mykines, dove un albatro sopracciglio nero visse tra questi uccelli per oltre 30 anni. Proprio per questo motivo in faroese l'albatro viene chiamato «Re delle Sule» (Súlukongur).

Conservazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2013, a seguito di nuovi controlli sulla popolazione, l'IUCN abbassa il rischio di estinzione portandolo da specie in pericolo a prossimo alla minaccia.[1][5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) BirdLife International 2013, Thalassarche melanophrys, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2017.1, IUCN, 2017.
  2. ^ Maurizio Sighele, Check-list a confronto: la nuova check-list italiana e la check-list del Paleartico Occidentale di EBN Italia, Quaderni di birdwatching, Anno VI - vol. 12 - ottobre 2004, EBN Italia.
  3. ^ The lonely albatross looking for love in all the wrong places, Lewis Smith, The Times, 9 maggio 2007. URL consultato il 10 maggio.
  4. ^ No romance for lovesick albatross, BBC, 9 maggio 2007. URL consultato il 9 maggio.
  5. ^ nationalgeographic.it - Albatro sopracciglio nero. Su e giù con l'albatro, su nationalgeographic.it. URL consultato il 3-12-2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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