Tana (città)

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Tana
Tánaïs
Tanais krep.jpg
Vestigia della città di Tana
Civiltà Greca
Utilizzo Città, insediamento
Stile greco
Epoca VII sec a.C.
Localizzazione
Stato Russia Russia
Circondario federale Rostov sul Don
Amministrazione
Visitabile si
Sito web www.museum-tanais.ru
Mappa di localizzazione

Coordinate: 47°16′14″N 39°20′29″E / 47.270556°N 39.341389°E47.270556; 39.341389

Tana (in greco: Τάναϊς, Tánaïs) è un'antica città situata alla foce del fiume Don nel mar d'Azov, chiamato dai Greci Μαιώτις λίμνη. Le vestigia di Tana si trovano a 30 chilometri dall'odierna Rostov sul Don, in Russia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Tana e le altre colonie greche del "bosforo cimmerio"

I commercianti greci sembrano aver incontrato nomadi della zona già nel VII secolo a.C. ma senza un insediamento formale e permanente. Le colonie greche infatti avevano due tipi di origine, ovvero dei cittadini della città-madre che fondavano in insediamento e delle emporia, che erano semplici stazioni di scambio commerciale.

Tana fu fondata come colonia dai milesi di Panticapeo nel III secolo a.C. su di un territorio in cui erano già presenti comunità di cimmerî e sciti. La città divenne un importante emporio con cui commerciare (soprattutto schiavi) con gli Sciti e i greci del Bosforo. Tana si sviluppò rapidamente come emporium all'estrema estensione nord-est della sfera culturale ellenica. Era un posto naturale, innanzitutto per il commercio delle steppe che si dirigevano a est verso un prato ininterrotto verso i Monti Altaj e la Scizia; secondo per il commercio del Mar Nero, circondato da porti greci e terzo per il commercio col nord impenetrabile, tramite con pellicce e schiavi portati giù dal Don. Strabone menziona Tanais nella sua Geografia (11.2.2).

« Lungo il Tanai e la Palude Meotide v'ebbe una città che si chiamò Tanai anch'essa, fondata da quegli Elleni che abitarono il Bosforo; ma recentemente poi la distrusse come ribelle il re Polemone. Fu quella città un emporio comune ai nomadi dell'Asia e dell'Europa, ed a quelli che dal Bosforo entravano navigando nella Palude Meotide: e gli uni vi portavano schiavi e pelli e quant'altro è proprio delle nazioni selvagge; gli altri vi ricevevano in cambio vesti e vino e ciò che produce il vivere civile.[1] »

(Strabone)
Scavi di Tana

Nel secolo I a.C. la città che fino ad allora si mantenne indipendente dalla madrepatria, venne a far parte del Regno del Bosforo Cimmerio. Il sito della città, dominato da un arconte, era sul bordo orientale del territorio del Regno del Bosforo. Nell'età di Augusto (27 a.C- 14 d.C.) fu distrutta da Polemone re del Ponto e poi del Bosforo, in lotta contro la moglie Dynamis, erede del regno del Bosforo. A poca distanza, forse un secolo dopo, risorse una seconda Tanais, costituita da due comunità, una di Elleni, l'altra dei Tanaiti, ciascuna con un proprio capo ed entrambe sotto un governatore del bosforo.

Un grande mutamento è evidenziato nel sito archeologico quando è stata rimossa la porta principale che collegava la sezione portuale con l'agora, e il centro aperto della vita pubblica era occupato da una dimora palatina in epoca romana per i re del Bosforo. Per la prima volta c'erano dei re clienti a Tana: Sauromate II (175-211 d.C.) e suo figlio Rescuporide II (c 220 d.C.), che hanno lasciato delle iscrizioni pubbliche.

Nel 330 fu devastata dai Goti e poi dagli Unni. Ma il sito fu occupato continuamente fino alla seconda metà del V secolo d.C. Poi il canale si è innalzato, probabilmente a causa della deforestazione determinando lo spostamento forse nella piccola città di Azov.

Venne rifondata dai veneziani verso il XIII secolo; successivamente passò ai genovesi di cui rappresentò un importante emporio per il commercio. Questi la fortificarono e ne fecero un punto di collegamento importante fra il Mediterraneo, l'Europa occidentale e i mercati orientali dell'Asia e delle regioni pre-asiatiche conquistate dall'Orda d'Oro attraverso le merci che giungevano dalla via fluviale della seta, fino al 1368, dopodiché cadde in decadenza.

Fu conquistata da Tamerlano nel 1392, poi nel 1400 ripresa dagli italiani ma nel 1471 giunsero i turchi ma avendo essi stessi chiuso il Bosforo alle navi europee, perdette la sua importanza commerciale. La storia successiva è legata ad ulteriori invasioni a parte dei russi nel 1696, per poi ritornare ai turchi nel 1711 e di nuovo all'Impero russo nel 1774.

Scheletro rinvenuto a Tana

Archeologia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1823, I.A. Stempkovsky per primo ha fatto un collegamento tra i resti archeologici visibili, che erano per lo più di epoca romana e la "Tanais" menzionata nelle antiche fonti greche. Gli scavi sistematici moderni hanno avuto inizio nel 1955.

Recentemente una squadra russo-tedesca ha scavato nel sito con lo scopo di rivelare il cuore della città, l'agora e definire la portata dell'influenza ellenistica sull'urbanismo della Città greca del Bosforo, oltre a studiare le risposte difensive alle culture nomadi circostanti. Recentemente anche l'Università di Cracovia ha condotto delle esplorazioni sul sito.

Nel suo ultimo libro Jakten på Odin Thor Heyerdal ha avanzato un'idea molto controversa postulando le connessioni tra Tana l'antica Scandinavia. Per preparare il libro ha condotto alcune ricerche archeologiche sul sito. L'idea di Heyerdal si basava sulle vecchie saghe norvegesi di Snorri Sturlason. (1178-1241)

Capanna ricostruita

Il sito[modifica | modifica wikitesto]

Il delta raggiunge la parte più settentrionale del Mare d'Azov, che i Greci chiamavano Lago Maeotis. Il sito dell'antica Tana è a circa 30 km ad ovest della moderna Rostov sul Don. Il sito della città centrale si trova su un altopiano con una differenza di 20 metri di altitudine nella parte sud. È delimitata da una valle naturale a est, e da un fossato artificiale ad ovest dove era presente una fortificazione. L'abitato è accessibile tramite la ricostruzione di un ponte di legno romano.

Nel sito sono presenti un santuario del XI-XII secolo, e degli idoli in pietra. Inoltre vi è una capanna preistorica ricostruita e dei modelli di fortificazione. Inoltre vi sono alcuni musei e laboratori per le scuole. Il più interessante è il Museo di Tanais in cui sono esposti i reperti del sito suddivisi in base alle epoche storiche. Inoltre c'è un piccolo museo dei costumi storici e delle sale espositive relative al sito.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Strabone, Della geografia di Strabone libri XVII, Sonzogno, 1834. URL consultato il 30 settembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]