Suillus spraguei

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Suillus spraguei
Suillus spraguei 58269.jpg
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Basidiomycetes
Sottoclasse Hymenomycetidae
Ordine Boletales
Famiglia Suillaceae
Genere Suillus
Specie S. spraguei
Nomenclatura binomiale
Suillus spraguei
(Berk. & M.A.Curtis) Kuntze
Caratteristiche morfologiche
Suillus spraguei
Cappello convesso icona.svg
Cappello convesso
Pores icon.png
Imenio pori
Decurrent gills icon2.svg
Lamelle decorrenti
Olive spore print icon.png
Sporata oliva
Ring stipe icon.png
Velo anello
Virante icona.svg
Carne virante
Mycorrhizal ecology icon.png
Micorrizico
Foodlogo.svg
Commestibile

Suillus spraguei (Berk. & M.A.Curtis) Kuntze è un fungo della famiglia Suillaceae. I corpi fruttiferi hanno il cappello rosso scuro, asciutto al tatto e ricoperto di scaglie. I pori sono gialli, giallo-brunastri nei funghi più vecchi. Sul gambo è presente un anello grigiastro.

Suillus spraguei è una specie micorrizica e si trova associata a pini, in particolare al pino strobo; il carpoforo cresce sul terreno, tra l'inizio dell'estate e l'autunno. Proviene dall'est dell'Asia, dal nord-est del Nord America e dal Messico nei luoghi dove è presente l'albero a cui è associato. È un fungo commestibile. Somiglia a diverse altre specie del genere Suillus, come Suillus decipiens, anche se queste specie possono essere distinte da differenze nel colore e nelle dimensioni.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Cortina parziale

Il primo esemplare fu trovato nel 1856 in Nuova Inghilterra da Charles James Sprague, ma fu descritto solo nel 1872 da Miles Joseph Berkeley e Moses Ashley Curtis, che lo chiamarono Boletus spraguei. In una pubblicazione dell'anno seguente, un micologo americano, Charles Horton Peck, chiamò la specie Boletus pictus. Berkeley e Curtis avevano anche descritto un fungo che ritenevano un'altra specie (Boletus murraii), che poi si rivelò essere un giovane esemplare di S. spraguei[1]. Anche se la descrizione di Peck fu pubblicata nel 1873, aveva spedito il documento per farlo stampare prima di quello di Berkeley e Curtis. Però, nel 1945 Rolf Singer segnalò che Boletus pictus era omonimo a una specie di poliporo descritto da Carl Friedrich Schultz nel 1806[1].

L'epiteto spraguei è un omaggio a Sprague, mentre pictus significa "dipinto", "colorato"[2].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il cappello ha un diametro che varia dai 3 ai 12 cm e la sua forma dipende dall'età del fungo: da giovane è conico o convesso, appianato negli esemplari maturi. Il margine del cappello è inizialmente involuto, poi disteso[3]. La superficie del cappello è ricoperta da filamenti e scaglie. La colorazione di queste ultime varia dal rosa al bruno-rossastro, sbiadendo e diventando grigio-bruno o giallastro negli esemplari maturi. Sotto le scaglie, la superficie del cappello varia dal giallo all'arancione giallastro. A differenza di molte altre specie del genere Suillus, che hanno un cappello umido o vischioso, S. spraguei è asciutto. La carne è gialla[4].

I pori sono gialli e misurano da 0,5 a 5 mm; i tubuli si estendono dai 4 agli 8 mm di profondità[3] e sono lievemente decorrenti. Gli esemplari più giovani possono presentare una cortina parziale che copre i pori che si stanno ancora sviluppando; con l'espansione del cappello quella si strappa e rimane un anello grigiastro sul gambo. Quest'ultimo misura da 4 a 12 cm in altezza e da 1 a 2,5 cm in spessore. La forma è cilindrica, talvolta alla base è quasi a forma di bulbo[3][4]. È presente un anello nella metà superiore del gambo; sotto di esso il gambo è coperto da filamenti e ha una colorazione bruna-rossastra, gialla al di sopra[4]. Il gambo non è quasi mai cavo.[5] La carne di tutto il corpo fruttifero (cappello, pori e gambo) vira al brunastro se danneggiata[4][6].

Le spore di S. spraguei sono color oliva tendente al bruno[7]. La loro superficie è liscia e misurano 9–11 per 3–4.5 µm; di profilo sono asimmetriche, di fronte appaiono oblunghe.

Specie simili[modifica | modifica wikitesto]

Il pino strobo (Pinus strobus), a cui S. spraguei è associato.

S. spraguei si riconosce facilmente perché è associato con il pino strobo. Nonostante questo lo renda difficile da confondere con altri funghi[6], ha caratteristiche simili a altre specie di Suillus. S. spraguei può ricordare S. ochraceoroseus, ma quest'ultimo ha spore più scure, gambo più sottile ed è associato al larice[8]. S. cavipes, un'altra specie associata al larice, tende più al bruno e ha il gambo cavo[9]. S. lakei ha una colorazione meno intensa di S. spraguei, un gambo più basso e cresce di solito sotto all'abete di Douglas[10]. Il cappello dei giovani di S. decipiens è meno rosso di quelli di S. spraguei, ma gli adulti hanno una colorazione confondibile. S. decipiens ha le spore di forma irregolare ed è generalmente più piccolo: il cappello varia da 4 ai 7 cm di diametro, il gambo è spesso da 0,7 a 1,6 cm e alto da 4 a 7. Cresce nel sud-est degli Stati Uniti d'America, dal New Jersey alla Florida e al Texas[11].

Commestibilità[modifica | modifica wikitesto]

S. spraguei con il parassita Hypomyces completus.

È una specie commestibile[12]. Il suo sapore è stato descritto come "leggermente fruttato"[4]. Diventa nerastro quando cotto[7]. Alcune fonti hanno descritto il fungo "di commestibilità mediocre" perché aveva un sapore leggermente acido[13]. Il libro del 2007 100 Edible Mushrooms lo considera mediocre perché la carne ha una consistenza gelatinosa[14].

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Suillus spraguei è micorrizico e cresce associato a specie di pino[15], solitamente con il pino strobo[16]. In asia cresce sotto pino coreano, Pinus armandii[17], Pinus pumila e pino bianco del Giappone[18]. In Nord America appare prima di altri boleti, a partire da giugno fino a settembre-ottobre[3][6].

Suillus spraguei ha una distribuzione disgiunta[19]: proviene da Cina[20], Giappone[21], Corea[22] e Taiwan[23]. In Nord America il suo areale si estende dal Canada (Nuova Scozia)[4] alla Carolina del Sud e al Minnesota[3]. Si trova anche in Messico (Coahuila e Durango)[19] ed è stato introdotto in Europa (Germania e Paesi Bassi)[24].

Può essere parassitato dal fungo Hypomyces completus, che appare inizialmente come macchie di muffa biancastra sulla superficie del cappello o del gambo, per poi estendersi rapidamente e produrre conidi. La muffa diventa gialla, poi bruna, bruna-verdastra e infine nera quando forma l'ascocarpo[25].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Singer R., The Boletineae of Florida with notes on extralimital species II. The Boletaceae (Gyroporoideae), in Farlowia, vol. 2, 1945, pp. 223–303.
  2. ^ Weber NS, Smith AH., The Mushroom Hunter's Field Guide, Ann Arbor, Michigan, University of Michigan Press, 1980, p. 95, ISBN 0-472-85610-3.
  3. ^ a b c d e Bessette et al, pp. 246–47.
  4. ^ a b c d e f (EN) Grund DW, Harrison AK., Nova Scotian Boletes, Lehre, Germany, J. Cramer, 1976, pp. 162–63, ISBN 3-7682-1062-6.
  5. ^ (EN) McKnight VB, McKnight KH., A Field Guide to Mushrooms, North America, Boston, Massachusetts, Houghton Mifflin, 1987, pp. 118, Plate 11, ISBN 0-395-91090-0.
  6. ^ a b c Russell B., Field Guide to Wild Mushrooms of Pennsylvania and the Mid-Atlantic, Pennsylvania State University Press, 2006, pp. 122, ISBN 978-0-271-02891-0.
  7. ^ a b Roody WC., Mushrooms of West Virginia and the Central Appalachians, Lexington, Kentucky, University Press of Kentucky, 2003, pp. 288, ISBN 0-8131-9039-8.
  8. ^ Arora D., Mushrooms Demystified: A Comprehensive Guide to the Fleshy Fungi, Berkeley, California, Ten Speed Press, 1986, pp. 507, ISBN 0-89815-169-4.
  9. ^ Bessette et al, p. 233.
  10. ^ Bessette et al, pp. 242–43.
  11. ^ Bessette et al,  p. 234.
  12. ^ Miller HR, Miller OK., North American Mushrooms: a Field Guide to Edible and Inedible Fungi, Guilford, Connecticut, Falcon Guide, 2006, pp. 359, ISBN 0-7627-3109-5.
  13. ^ (FR) Lamoureux Y., Connaître, cueillir et cuisiner les champignons sauvages du Québec, Montréal, Canada, Éditions Fides, 2005, pp. 134, ISBN 978-2-7621-2617-4.
  14. ^ Kuo M., 100 Edible Mushrooms, Ann Arbor, Michigan, The University of Michigan Press, 2007, pp. 223–25, ISBN 0-472-03126-0.
  15. ^ Randall BL, Grand FL., Morphology and possible mycobiont (Suillus pictus) of a tuberculate ectomycorrhiza on Pinus strobus, in Canadian Journal of Botany, vol. 64, n. 10, 1986, pp. 2182–91, DOI:10.1139/b86-290.
  16. ^ Hirose D, Shirouzu T, Tokumasu S., Host range and potential distribution of ectomycorrhizal basidiomycete Suillus pictus in Japan, in Fungal Ecology, vol. 3, n. 3, 2010, pp. 255–60, DOI:10.1016/j.funeco.2009.11.001.
  17. ^ Wu Q, Mueller GM, Lutzoni FM, Huang Y, Guo S., Phylogenetic and biogeographical relationships of eastern Asia and eastern North American disjunct Suillus species (fungi) as inferred from nuclear ribosomal RNA ITS sequences, in Molecular Phylogenetics and Evolution, vol. 17, n. 1, 2000, pp. 37–47, DOI:10.1006/mpev.2000.0812, PMID 11020303.
  18. ^ Hirose D, Tokumasu S., Microsatellite loci from the ectomycorrhizal basidiomycete Suillus pictus associated with the genus Pinus subgenus Strobus, in Molecular Ecology Notes, vol. 7, n. 5, 2007, pp. 854–56, DOI:10.1111/j.1471-8286.2007.01727.x.
  19. ^ a b Wu Q, Mueller GM., Suillus spraguei (Berk. & Curt.) Kuntze – An eastern North American-eastern Asian disjunct bolete, su Comparative Studies on the Macrofungi of China and Eastern North America, The Field Museum, 1998. URL consultato il 18 agosto 2015.
  20. ^ Chiu WF., The boletes of Yunnan, in Mycologia, vol. 40, n. 2, 1948, pp. 199–231, DOI:10.2307/3755085. URL consultato il 18 agosto 2015 (archiviato dall'url originale il 23 settembre 2015).
  21. ^ Murata Y., The boletes of Hokkaido I. Suillus Micheli ex S. F. Gray m. Snell, in Transactions of the Mycological Society of Japan, vol. 17, 1976, pp. 149–58.
  22. ^ (KO) Lee C-H, Koh D-S., Morphology of ectomycorrhizae of Pinus rigida X P. taeda seedlings inoculated with Pisolithus tinctorius, Rhizopogon spp. and Suillus pictus, in Journal of Korean Forestry Society, vol. 82, n. 4, 1993, pp. 319–27, ISSN 0445-4650 (WC · ACNP).
  23. ^ Yeh K-W, Chen Z-C., The boletes of Taiwan (I), in Taiwania, vol. 25, n. 1, 1980, pp. 166–84.
  24. ^ (DE) Bas C., Boletinus pictus, ein amerikanischer Röhrling im Nordwesten Deutschlands gefunden (PDF), in Westfälische Pilzbriefe, vol. 9, 3–5, 1973, pp. 45–50.
  25. ^ Rogerson CT, Samuels GJ., Boleticolous species of Hypomyces, in Mycologia, vol. 81, n. 3, 1989, pp. 413–32, DOI:10.2307/3760079, JSTOR 3760079.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Bessette AE, Roody WC, Bessette AR., Boletes of North America, New York, Syracuse University Press, 2000, ISBN 978-0-8156-0588-1.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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