Strage di Las Vegas

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Strage di Las Vegas
LasVegas-MandalayBay.JPG
Il Mandalay Bay Resort da dove il killer ha compiuto la strage
Stato Stati Uniti Stati Uniti
Luogo Paradise
Obiettivo Civili
Data 1° ottobre 2017
22:05 – 23:58 (UTC-7)
Tipo Sparatoria di massa
Morti 59 (incluso il killer)
Feriti 489
Responsabili Stephen Paddock
Motivazione Sconosciuta

La strage di Las Vegas è stata una sparatoria di massa avvenuta a Paradise, negli Stati Uniti d'America, la sera del 1° ottobre 2017, durante un concerto fra le strade di Las Vegas Strip, in cui hanno perso la vita 58 persone e ne sono rimaste ferite altre 489.[1][2] Si tratta della più grave sparatoria nella storia degli Stati Uniti, superando per numero di vittime anche la Strage di Orlando del 2016.

L'autore della strage è stato Stephen Paddock, un uomo di sessantaquattro anni, il quale, con l'utilizzo di diverse armi da fuoco, ha sparato sulla folla da due finestre poste al 32º piano del Mandalay Bay Hotel. Al termine della sparatoria, Paddock si è tolto la vita con un colpo di pistola all'interno della stanza in cui si trovava.

I fatti[modifica | modifica wikitesto]

Alle 22:05 del 1° ottobre 2017, sulla Las Vegas Strip si stava tenendo un concerto di musica country al quale assistevano oltre 22 000 persone. Durante l'esibizione del cantante Jason Aldean, l'attentatore ha iniziato a sparare in direzione della folla, da una finestra del 32º piano del Mandalay Bay Hotel. Molti dei presenti, udendo gli spari, hanno inizialmente creduto che si trattasse di fuochi d'artificio.

Circa due minuti dopo il termine dei colpi d'arma da fuoco, gli ufficiali della polizia sono giunti all'interno dell'hotel. Dopo aver localizzato e raggiunto la stanza dell'attentatore, gli agenti hanno rinvenuto al suo interno l'uomo senza vita, morto suicida. Nella stanza sono state ritrovate anche 23 armi da fuoco, tra pistole e fucili, tutte legalmente acquistate e detenute. Almeno 12 di queste armi avevano un tipo di calcio che permette a un'arma semiautomatica di sparare come un'arma automatica. Alcune di queste armi erano dotate di mirini telescopici, bipiedi e caricatori ad alta capienza.[3][4]

L'omicida è stato successivamente identificato come Stephen Paddock, sessantaquattrenne nato in Iowa che viveva a Mesquite. L'uomo aveva soggiornato all'interno dell'hotel per quattro giorni e portava con sé dieci valigie, all'interno delle quali aveva trasportato le armi da fuoco.[5]

Dopo i fatti, le autorità hanno confermato la morte di 58 persone e il ferimento di altre 489.

A seguito della sparatoria, alcune strade limitrofe all'attentato sono state chiuse in via precauzionale. Anche l'Aeroporto Internazionale McCarran è stato chiuso e vari voli sono stati cancellati sino alla ripresa delle operazioni aeroportuali il giorno seguente. In quello stesso giorno è stato inoltre dichiarato lo stato d'emergenza in tutta la contea di Clark.

Reazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è recato tre giorni dopo a Las Vegas, visitando un centro medico universitario presso cui ha letto un discorso di elogio per il personale ospedaliero, la polizia, i paramedici e in ricordo delle vittime dell'attacco.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Strage a Las Vegas, 59 morti e 527 feriti durante un Festival. Il killer si è suicidato, su La Stampa, 2 ottobre 2017. URL consultato il 2 ottobre 2017.
  2. ^ Attentato a Las Vegas, raffiche dalla finestra: fuga e morte al concerto country, su Corriere della Sera, 2 ottobre 2017.
  3. ^ Boston 25 News obtains exclusive photos of Las Vegas shooter's guns, fox25boston.com. URL consultato il 05/10/17.
  4. ^ The ‘tricked out’ guns Las Vegas shooter used in massacre, nypost.com. URL consultato il 05/10/17.
  5. ^ Chi era Stephen Paddock, il killer della strage di Las Vegas, in La Repubblica, 2 ottobre 2017. URL consultato l'8 ottobre 2017.

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