Storia della bruttezza

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« In ogni secolo, filosofi e artisti hanno fornito definizioni del bello; grazie alle loro testimonianze è così possibile ricostruire una storia delle idee estetiche attraverso i tempi. Diversamente è accaduto col brutto. Il più delle volte si è definito il brutto in opposizione al bello ma a esso non sono state quasi mai dedicate trattazioni distese, bensì accenni parentetici e marginali »
(Storia della bruttezza, incipit)
Storia della bruttezza
Quentin Massys - Ill-Matched Lovers, c. 1520-25.jpg
Dipinto di Quentin Massys presente sulla copertina del libro
Autore Umberto Eco, a cura di
1ª ed. originale 2007
Genere saggio
Sottogenere saggio d'estetica
Lingua originale italiano

Storia della bruttezza è un saggio curato da Umberto Eco e pubblicato da Bompiani nel 2007.

Contenuto dell'opera[modifica | modifica wikitesto]

Umberto Eco sostiene l'esistenza di tre grandi categorie: il brutto in sé, il brutto formale, il brutto artistico, e svolge il tema per ordine cronologico, soffermandosi in particolare su letteratura, filosofia e arti visive (soprattutto pittura): l'opera è una grossa antologia di immagini e brani che percorrono attraverso la storia il concetto di "brutto".

I capitoli[modifica | modifica wikitesto]

  1. Il brutto nel mondo classico
  2. La passione, la morte, il martirio
  3. L'apocalisse, l'inferno e il diavolo
  4. Mostri e portenti
  5. Il brutto il comico, l'osceno
  6. La bruttezza della donna tra Antichità e barocco
  7. Il diavolo nel mondo moderno
  8. Stregoneria, satanismo, sadismo
  9. Il riscatto romantico del brutto
  10. Il perturbante
  11. Torri di ferro e torri d'avorio
  12. L'avanguardia e il trionfo del brutto
  13. Il brutto altrui, il kitsch e il camp
  14. Il brutto oggi
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