Stephen Biko

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Statua di Steve Biko a East London

Stephen Bantu Biko, noto come Steve Biko (King William's Town, 18 dicembre 1946Pretoria, 12 settembre 1977), è stato un attivista sudafricano anti-apartheid.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1970 fondò il Black Consciousness Movement ("movimento per la coscienza Nera"), un movimento sorto dall'angoscia e dalla frustrazione degli africani colti, che vedevano preclusa dall'apartheid ogni tipo di libertà. Il BCM si articolava in tre organizzazioni: un'associazione politica (Black Peoples' Convention), una centrale sindacale (Black Allied Workers' Union) e una lega studentesca (South African Students' Organisation).

Morte[modifica | modifica wikitesto]

La sua tomba

Il 18 agosto 1977 Biko fu arrestato presso un posto di blocco dalla polizia sudafricana e rinchiuso nel carcere di Port Elizabeth per un mese e sei giorni. Durante la detenzione fu sottoposto a interrogatori e torture dolorose e umilianti, compresi colpi alla testa che portarono a una grave lesione al cranio, nella stanza del commissariato 619, per circa 22 ore. L'11 settembre 1977 la polizia decise di trasferirlo al carcere di Pretoria, munito di una struttura sanitaria. Con una frattura al cranio, Biko non resse. Il giorno seguente, dopo aver viaggiato per 1100 km nel baule di una Land Rover, morì poco dopo l'arrivo per lesioni cerebrali, ma le fonti ufficiali della polizia sostennero che il decesso era da attribuirsi a un prolungato sciopero della fame.

La successiva autopsia stabilì che la morte era conseguenza delle numerose contusioni e delle lesioni massive alla testa. I giornalisti che indagarono sull'assassinio furono costretti a scappare dal Sud Africa a causa delle persecuzioni della polizia e nessuno dei due poliziotti colpevoli delle percosse fu mai processato dal governo bianco, né dal successivo governo "democratico". La morte di Biko, che venne riconosciuto come un eroe, contribuì a farne un simbolo per la popolazione sudafricana nera e i suoi funerali furono l'occasione per una grande manifestazione di massa e di sfida, con la partecipazione decine di migliaia di persone.

Tributi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1980 Peter Gabriel incise Biko, brano vietato in Sudafrica. Lo stesso brano fu riproposto dai Simple Minds in Street Fighting Years (1989), album dedicato anche a Nelson Mandela e Víctor Jara e da Joan Baez nell'album Recently (1987). Biko è nominato anche nella canzone Figli della stessa rabbia, degli italiani Banda Bassotti, in Silver Tongue Show dei Groundation, e in September 77 dei Kina, da La gioia del rischio. Nel 1987 il regista britannico Richard Attenborough fu autore di Grido di libertà, che racconta la storia degli ultimi giorni di Steve Biko, interpretato da Denzel Washington.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN66481133 · LCCN: (ENn79055096 · ISNI: (EN0000 0000 8145 6296 · GND: (DE118510835 · BNF: (FRcb12026257t (data) · NLA: (EN35176223
Biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie