Stella di Luyten

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Stella di Luyten
Classificazione Nana rossa
Classe spettrale M3.5 V
Distanza dal Sole 12,4 anni luce
Costellazione Cane Minore
Coordinate
(all'epoca J2000.0)
Ascensione retta 07h 27m 24,4991s
Declinazione +05° 13′ 32,827″
Lat. galattica 212,3446°
Long. galattica +10,3735°
Dati fisici
Raggio medio 0,29[1] R
Massa
0,29[1] M
Temperatura
superficiale
3382 K[1] (media)
Metallicità 123% rispetto al Sole[2]
Dati osservativi
Magnitudine app. 9,87
Magnitudine ass. 11,99
Parallasse 263,26 ± 1,43 mas
Moto proprio AR: 571,26 ± 1,43 mas/anno
Dec: -3694,25 ± 0,87 mas/anno
Nomenclature alternative
LHS 33, GJ 273, 2MASS J07272450+0513329, UBV 7206, AC2000 282902, GSC 00173-01124, MCC 17, UBV M 272, ASCC 1029189, HIC 36208, NAME Luyten's star, UCAC2 33555673, BD +05 1668, HIP 36208, NLTT 17881, USNO -B1.0 0952-00140898, GAT 1092, IRAS 07247+0520, 8pc 263.26, VVO 207, GCRV 4954, JP11 25, PLX 1755, Zkh 102, LFT 527, PM 07247+0522, [HFE83] 515, G 112-17, LSPM J0727+0513, RAFGL 273, [JHC84] 57, G 89-19, LTT 12021, TYC 173-3208-1, [RHG95] 1168

Coordinate: Carta celeste 07h 27m 24.4991s, +05° 13′ 32.827″

La stella di Luyten (Gliese 273) è una stella vicina al sistema solare di magnitudine +9,9, situata nella costellazione del Cane Minore. La stella prende il nome da Willem Jacob Luyten, che per primo ne rilevò l'alto moto proprio.[3] Dopo essersi avvicinata al Sole fino a 3,67 anni luce 13.000 anni fa, la stella si sta ora allontanando e si trova n'era attuale a 12,4 a.l. dalla Terra.[4] La stella è attualmente situata ad una distanza di 1,2 anni luce da Procione e quest'ultima apparirebbe con una magnitudine di -4,5 nel cielo notturno di un ipotetico pianeta orbitante intorno alla stella di Luyten.[5]

Osservazione[modifica | modifica wikitesto]

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Canis Minor IAU.svg
Posizione della stella nella costellazione del Cane Minore.

Si tratta di una stella situata nell'emisfero celeste boreale, ma molto in prossimità dell'equatore celeste; ciò comporta che possa essere osservata da tutte le regioni abitate della Terra senza alcuna difficoltà e che sia invisibile soltanto nelle aree più interne del continente antartico. Nell'emisfero nord invece appare circumpolare solo molto oltre il circolo polare artico. Essendo di magnitudine pari a 9,9, non è osservabile né occhio nudo né con un binocolo; per poterla scorgere occorre almeno un piccolo telescopio amatoriale.

Il periodo migliore per la sua osservazione nel cielo serale ricade nei mesi compresi fra dicembre e maggio; da entrambi gli emisferi il periodo di visibilità rimane indicativamente lo stesso, grazie alla posizione della stella non lontana dall'equatore celeste.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La stella di Luyten dista 12,4 anni luce dal Sole, e si trova a nord della Costellazione dell'Unicorno (07:27:24.50+05:13:32.83, ICRS 2000.0), ad est della Nebulosa Rosetta (NGC 2237,2238,2239 e 2246), a sudovest di β Canis Minoris e a ovest di Procione. L'alto moto proprio di questa piccola stella è stato scoperto da Willem Jacob Luyten, che fu in grado di individuare il moto proprio di più di 520000 stelle nonostante avesse perso un occhio fin dal 1925, mediante un dispositivo fotografico a scansione automatica da lui costruito.

Si tratta di una nana rossa con di tipo spettrale M3.5 Vn. La stella presenta circa il 38% della massa del Sole, circa l'11% del suo raggio e lo 0,04% della sua luminosità.

Stelle compagne[modifica | modifica wikitesto]

Analisi astrometriche effettuate tra il 1937 e il 1980 suggeriscono che la stella di Luyten possieda una compagna. Presupponendo un limite superiore della massa della stella di Luyten di 2/10 masse solari, vi sono tre possibilità: una compagna con 1,1 masse gioviane ed un periodo di rivoluzione di 10 anni; una compagna con 0,7 masse gioviane, con un periodo di rivoluzione di 20 anni; infine, un pianeta con 0,4 masse gioviane ed un periodo di rivoluzione pari a 40 anni (Hersey e Lippincott, 1982). In seguito, ricerche sulle variazioni di velocità radiale indotte da un tale oggetto diedero indicazioni negative (Marcy e Benitz 1989; Young 1987). Più recentemente, ricerche interferometriche nell'infrarosso hanno permesso di ipotizzare la presenza di compagni stellari con una massa situata tra 50 e 80 masse gioviane, uno tra 1 e 10 UA e uno tra 100 e 1000 UA, ma non sono stati in grado di confermare l'esistenza di un tale oggetto (Simons, 1996; Henry e McCarthy, 1990).

Sistema planetario[modifica | modifica wikitesto]

Dopo che in passato era già stata suggerita la presenza di un pianeta di tipo terrestre in orbita a circa 0,04 UA, nel marzo del 2017 si è avuto l'annuncio della scoperta di due pianeti extrasolari di tipo roccioso in orbita alla stella di Luyten. Il più prossimo alla stella, il pianeta c, ha una massa di poco superiore a quella terrestre e orbita in 4,7 giorni. Il pianeta b è invece una super Terra con una massa 2,89 quella terrestre e un periodo orbitale di 18,65 giorni.[2] Quest'ultimo pianeta, distante 0,09 UA dalla stella (13,7 milioni di chilometri) è situato nella zona abitabile, anche se a quella distanza è probabile che sia in rotazione sincrona, con lo stesso emisfero sempre rivolto verso la stella.[1]

Trovandosi ad appena 1,2 anni luce da Procione, quest'ultima dalla superficie di uno dei pianeti brillerebbe di magnitudine -4,5, all'incirca come Venere visto dalla Terra.[6]

Prospetto del sistema[modifica | modifica wikitesto]

PianetaMassaRaggioPeriodo orb.Sem. maggioreEccentricità
Gliese 273 c1,18 M-4,72340,036470,17
Gliese 273 b2,89 M-18,650,09110,10

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d N. Astudillo-Defru et al., The HARPS search for southern extra-solar planets XLI. A dozen planets around the M dwarfs GJ 3138, GJ 3323, GJ 273, GJ 628, and GJ 3293, 15 marzo 2017.
  2. ^ a b Planet GJ 3323 b, su Enciclopedia dei pianeti extrasolari.
  3. ^ Luyten's Star, Solstation.
  4. ^ García-Sánchez, J., Stellar encounters with the solar system, in Astronomy and Astrophysics, vol. 379, 2001, pp. 634–659, Bibcode:2001A&A...379..634G, DOI:10.1051/0004-6361:20011330.
  5. ^ Fred Schaaf, The Brightest Stars: Discovering the Universe Through the Sky's Most Brilliant Stars, John Wiley and Sons, 2008, p. 169, ISBN 0-471-70410-5.
  6. ^ Annotations on LHS 33 object, su SIMBAD, Centre de Données astronomiques de Strasbourg. URL consultato il 21 aprile 2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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