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EZ Aquarii

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EZ Aquarii A/B/C
EZ Aquarii
ClassificazioneStella tripla costituita da tre nane rosse
Classe spettraleA:M5,5VJ / B:M5e / C:M
Distanza dal Sole11,26 al
CostellazioneAquario
Coordinate
(all'epoca J2000)
Ascensione retta22h 38m 33s
Declinazione−15° 17 58
Dati fisici
Raggio medio0,175 / 0,21[1] / ? R
Massa
A: 0,1216 M[2]
B: 0,1161 M[2]
C: 0,0957[2] M
Luminosità
A: 7,8×10−5 L[1]
C: 1,2×10−5 L
Indice di colore (B-V)A:1,99 / B:? / C:?
Età stimata?
Dati osservativi
Magnitudine app.A:+12,18 / B:12,33 / C:?
Magnitudine ass.
  • A:+14,14 / B:14,29 / C:?
Parallasse289,5 ± 4,4 mas
Moto proprioAR: 2364 mas/anno
Dec: −2236 mas/anno
Velocità radialeA:−60 km/s
Nomenclature alternative
EZ Aqr, Gl 866, LHS 68, LP 820-64, LPM 837, LTT 9122, LFT 1729, L 789-6, G156-31

Ez Aquarii è un sistema formato da tre stelle posto a circa 11,26 anni luce nella costellazione dell'Aquario ad est di δ Aquarii scoperto da Willem Jacob Luyten. Il sistema è caratterizzato da uno dei più elevati valori di moto proprio.

Tutte le componenti sono nane rosse, con una massa totale del sistema pari al 34% di quella solare[3]. Risultano troppo deboli per essere osservabili ad occhio nudo.

Le stelle A e C costituiscono una binaria spettroscopica, hanno un periodo orbitale di solo 3,8 giorni e distano mediamente tra loro di circa 0,014 UA, vale a dire appena 2 milioni di chilometri[2][3].

La coppia di stelle AC e B hanno una distanza media tra loro compresa tra 0,41 e 0,77 au,[2] un'eccentricità orbitale di 0,437, un periodo orbitale di circa 2,25 anni e un'inclinazione visuale dalla terra di 112,4°[4].

Una ricerca eseguita con il Telescopio Spaziale Hubble non ha evidenziato la presenza di pianeti gioviani orbitanti attorno alle stelle del sistema[5].

Le componenti

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EZ Aquarii A è una nana rossa variabile, è leggermente la più massiccia del sistema, ha una massa che è il 12% della massa solare, poco più di EZ Aquarii B (0,116 M), mentre C, la compagna più vicina ad A, è la meno massiccia del sistema, con una massa del 9,5% di quella del Sole,[2] non molto superiore al limite necessario per fondere l'idrogeno nel suo nucleo.

  1. 1 2 G. Torres et al., Accurate masses and radii of normal stars: modern results and applications, in The Astronomy & Astrophysics Review, vol. 18, 1–2, 2010, pp. 67–126, DOI:10.1007/s00159-009-0025-1, arXiv:0908.2624. Dati su VizieR
  2. 1 2 3 4 5 6 Bartosz Gauza et al., GTC/CanariCam Deep Mid-infrared Imaging Survey delle stelle del nord entro 5 pc, in Astrophysical Journal, vol. 923, n. 1, 2021, DOI:10.3847/1538-4357/ac2c0a.
  3. 1 2 1999A&A...350L..39D Page L39, su articles.adsabs.harvard.edu. URL consultato il 3 febbraio 2026.
  4. 2000A&A...353..253W Page 253, su articles.adsabs.harvard.edu. URL consultato il 3 febbraio 2026.
  5. (EN) Daniel J. Schroeder, David A. Golimowski e Ryan A. Brukardt, A Search for Faint Companions to Nearby Stars Using the Wide Field Planetary Camera 2, in The Astronomical Journal, vol. 119, n. 2, 2000-02, pp. 906–922, DOI:10.1086/301227. URL consultato il 3 febbraio 2026.

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