Ross 128

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Ross 128
Ross 128
Virgo IAU.svg
Ross128.jpg
Ross 128 in Celestia
Classificazione Nana rossa
Classe spettrale M4,1 V
Tipo di variabile a brillamento
Distanza dal Sole (10,92 ± 0,05) a.l.
Costellazione Vergine
Coordinate
(all'epoca J2000)
Ascensione retta 11h 47m 44,4s
Declinazione 0° 48′ 16″
Dati fisici
Diametro medio 291 900 km
Raggio medio 0,21 R
Massa
0,156 M
Temperatura
superficiale
2 800 K (media)
Luminosità
2,9 × 10−4  L
Indice di colore (B-V) 1,76
Dati osservativi
Magnitudine app. +11,16
Magnitudine ass. +13,54
Parallasse 298,72 ± 1,35 mas
Moto proprio AR: 605,62 mas/anno
Dec: −1219,23 mas/anno
Velocità radiale −31,3 km/s
Nomenclature alternative
FI Virginis, GCTP 2730, Gliese 447, G 010-050, LHS 315, HIP 57548.

Coordinate: Carta celeste 11h 47m 44.4s, +00° 48′ 16″

Ross 128, o FI Virginis, è una stella variabile che si trova a circa 11 anni luce dal sole, nell'area est della costellazione della Vergine, poco a sud-est di β Virginis. Con una magnitudine apparente di +11,2 e una assoluta di +13,5 risulta troppo debole per essere osservata ad occhio nudo. La stella fu scoperta nel 1925 da Frank Elmore Ross[1].

È una nana rossa di tipo spettrale M4,1-Vn che possiede circa il 15% della massa solare, il 20% del suo diametro e una luminosità tra i 23 e i 33/100 000 del sole. Ross 128 è in evoluzione[2]: il periodo di variabilità sta decrementando con l'aumento del suo campo magnetico.

Attorno alla stella è stato individuato un disco di polvere. Una ricerca[3] condotta con il telescopio spaziale Hubble non ha dato evidenza dell'esistenza di oggetti di tipo gioviano o di nane brune orbitanti attorno alla stella.

Il 12 maggio 2017 alcuni ricercatori hanno raccolto dei segnali misteriosi utilizzando l'Osservatorio di Arecibo, un enorme radiotelescopio costruito dentro un avvallamento in Porto Rico. Abel Méndez, un astrobiologo dell'Università di Porto Rico ad Arecibo, ha detto che la stella è stata osservata per 10 minuti, durante i quali il segnale è stato raccolto ed era "quasi periodico".[4] Gli studi successivi hanno chiarito l'origine dei segnali, riconosciuti come provenienti da satelliti di comunicazione in orbita geostazionaria.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Frank Elmor Ross - New proper-motion stars, (second list) - Astronomical Journal, vol. 36, iss. 856, p. 124-128 (1926) - versione on-line
  2. ^ Andrew Skumanich - Some evidence on the evolution of the flare mechanism in dwarf stars - Astrophysical Journal, Part 1 (ISSN 0004-637X), vol. 309, Oct. 15, 1986, p. 858-863 - versione on-line
  3. ^ Schroeder, Daniel - A Search for Faint Companions to Nearby Stars Using the Wide Field Planetary Camera 2 - The Astronomical Journal, Volume 119, Issue 2, pp. 906-922. - versione on-line
  4. ^ Planetary Habitability Laboratory (University of Puerto Rico at Arecibo) - Strange Signals from the Nearby Red Dwarf Star Ross 128 - versione on-line
  5. ^ (EN) Abel Mendez, The Weird! Signal, su Planetary Habitability Laboratory, University of Puerto Rico at Arecibo, 21 luglio 2017. URL consultato il 21 luglio 2017.

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