Stefano Golinelli

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Stefano Golinelli

Stefano Golinelli (Bologna, 26 ottobre 1818Bologna, 3 luglio 1891) è stato un compositore e pianista italiano.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Quintogenito di una famiglia di medici ed avvocati, Golinelli iniziò lo studio del pianoforte privatamente e in seguito si iscrisse al Liceo Musicale di Bologna dove dal 1827 al 1833 fu allievo di Benedetto Donelli. Nel 1839 studiò composizione a Milano con Nicola Vaccaj.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1836, l'Accademia Filarmonica di Bologna gli diede un primo riconoscimento: lo accolse fra i Maestri compositori onorari. Fu poi - nominato da Gioacchino Rossini che ne era il Direttore - titolare della cattedra di pianoforte al Liceo Musicale di Bologna dal 1840 al 1871, Liceo dove ottenne la qualifica di professore onorario. Nel 1838 iniziò la sua carriera concertistica, prima in ambito nazionale e successivamente, spinto da Ferdinand Hiller, anche in ambito internazionale[1]. Schumann, su una rivista del suo tempo, espresse un attestato di stima per Golinelli, ravvisando in lui un importante segnale di rinascita per la musica strumentale in Italia[2]. Gran parte della sua attività, oltre all'insegnamento e all'attività concertistica fu dedicata alla composizione pianistica.

Principali esibizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Napoli, 1843
  • Milano, Teatro alla Scala, 1844
  • Firenze e Genova, 1845
  • Ferrara, 1846
  • Palermo, 1847
  • Parigi e Londra, 1851
  • Germania in varie località

Principali composizioni[modifica | modifica wikitesto]

Circa 400 composizioni pianistiche tra cui:

Cimitero monumentale della Certosa di Bologna[modifica | modifica wikitesto]

Alla sua morte avvenuta il 3 luglio 1891, Golinelli venne sepolto al Cimitero monumentale della Certosa di Bologna e fu uno dei quattro musicisti, assieme a Rossini, Padre Martini e Stanislao Mattei a cui venne dedicato un busto collocato nella Sala del Pantheon dello stesso cimitero[3].

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Golinelli alla sua morte scelse di donare all'Accademia Filarmonica di Bologna il suo pianoforte Erard[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ F. Hiller sulla Revue et Gazette Musicale di Parigi lo definì il "miglior pianista del suo tempo". (cfr. Diz. encicl. univ. della musica e dei musicisti)
  2. ^ Stefano Golinelli - Enciclopedia Treccani
  3. ^ Omaggio a Stefano Golinelli
  4. ^ Pianoforte Erard all' Accademia Filarmonica di Bologna

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Per una riscoperta di Stefano Golinelli (1818-1891) / di Gianni Ciabattini, Nuova rivista musicale italiana : bimestrale di cultura e informazione , A. 14, n. 1 (1980), pp. 52–72

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Golinelli Stefano (1818-1891) CD TACTUS Pianoforte Giuseppe Modugno Due pensieri affettuosi, 24 preludes Op. 69, Barcarola Op. 35

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