Statua di Rolando

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UNESCO white logo.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Bremer Roland
(EN) Bremen Roland
20140320-Bremer Roland.jpg
TipoCulturali
Criterio(iii) (iv) (vi)
Pericolonon in pericolo
Riconosciuto dal2004
Scheda UNESCO(EN) Scheda
(FR) Scheda
Lo scudo del "Bremer Roland"
La Marktplatz di Brema con il "Bremer Roland" nel 1900
Altra immagine del "Bremer Roland"

Il Bremer Roland (letteralmente: "Rolando di Brema") è una gigantesca statua raffigurante il paladino Rolando/Orlando, posta nella Marktplatz di Brema (Germania nord-occidentale) è risalente al 1404.
Simboleggia la libertà e la giustizia, oltre che l'indipendenza dello Stato di Brema.[1][2]

Il monumento, il più antico e il più grande del genere in Germania[3][4], è annoverato, insieme al vicino municipio cittadino, nella lista dei patrimoni dell'umanità stilata dall'UNESCO (dal 2004[1][5]).

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La statua è stata costruita in pietra calcarea.[1]

Complessivamente, il monumento misura 10,21 metri in altezza, mentre la sola statua è alta 5,74 metri.[2] La statua poggia su un piedistallo alto 60 centrimetri[2] ed è posta sotto un baldacchino in stile gotico[6].

Rolando/Orlando è raffigurato con mantello, spada (simbolo di giustizia[3]) e scudo con aquila a due teste. Lo scudo reca il motto che fa riferimento all'editto che conferì a Brema lo status di città-stato[3] e che recita: vryheit do ik ju openbar / d' karl vnd mēnich vorst vorwar / desser stede ghegheuen hat / des danket god' is mī radt[7], ovvero "Vi comunico la libertà / che in verità Carlo e qualche principe/ ha dato a questo luogo/ di questo siate grati a Dio, è il mio consiglio".[1]

La statua del "Bremer Roland" è rivolta verso il Duomo di Brema, circostanza non casuale, in quanto il duomo era sede dell'Arcivescovato di Brema, una delle autorità che ostacolarono l'indipendenza della città.[3]

Ai piedi della statua è raffigurato uno storpio-mendicante, figura che fa riferimento a delle leggende locali.[7]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il monumento fu costruito nel 1404[1][2][3][4][6] e sostituì una preesistente statua di Rolando in legno, risalente al X secolo e distrutta nel 1366.[1]
La costruzione costò intorno ai 70 marchi di Brema.[1]

Nel corso del XVIII secolo, la statua venne dipinta di grigio, secondo il gusto del periodo.[1]

La statua è stata più volte sottoposta ad opere di restauro.[1]
La testa originale è stata sostituita nel 1983 ed è conservata nel Focke-Museum.[1]

Nel 2004, il monumento fu dichiarato "patrimonio dell'umanità" dall'UNESCO.[1][2][5]

Usanze[modifica | modifica wikitesto]

Il "Bremer Roland" viene "festeggiato" una volta l'anno ed addobbato per l'occasione con la bandiera dell'UNESCO.[2]

Leggende[modifica | modifica wikitesto]

  • Secondo la leggenda, si dice che la visita al monumento sia garanzia per il buon proseguimento di un viaggio[2]

Riproduzioni[modifica | modifica wikitesto]

  • A New York esiste una copia, alta 1 metro e mezzo, del "Bremer Roland", fatta erigere nel 1890 dagli emigranti provenienti da Brema[1]

Ulteriori immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l Bremen Suite101: Der Bremer Roland. Steinernes Symbol für die Freiheit der Stadt, su denkmale.suite101.de. URL consultato il 23 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 17 dicembre 2009).
  2. ^ a b c d e f g Cuxkurlaub: Der Bremer Roland, su cuxkurlaub.de. URL consultato il 23 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 14 aprile 2010).
  3. ^ a b c d e Egert-Romanowska, Joanna - Omilanowska, Małgorzata, Germania, Dorling Kindersley, London, 2000 - Mondadori, Milano, 2002, p. 416
  4. ^ a b A.A.V.V., Germania [Deutschland], Karl Baedecker, Ostfildern - De Agostini, Novara, 1992, p. 112
  5. ^ a b World Heritage Site: Town Hall of Bremen and Roland, su worldheritagesite.org. URL consultato il 23 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 20 giugno 2010).
  6. ^ a b Ivory, Michael, Le Guide Traveller di National Geographic - Germania, National Geographic Society, New York, 2004 - Whitestar, Vercelli, 2005, p. 136
  7. ^ a b Sagen.at: Bremer Roland

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Coordinate: 53°04′33.24″N 8°48′26.32″E / 53.0759°N 8.80731°E53.0759; 8.80731