Staio

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Lo staio o stajo (al plurale staia o staja) in greco sáton era un'antica unità di misura tradizionale ebraica[1] ed inseguito italiana.[2]

Bibbia[modifica | modifica wikitesto]

Il termine viene utilizzato sia nell'Antico Testamento nel libro della Genesi al capitolo 18: "Allora Abramo andò in fretta nella tenda, da Sara, e disse: «Presto, tre staia di fior di farina, impastala e fanne focacce»."[3] nei Libri dei Re[4] sia nel Nuovo Testamento nel Vangelo di Matteo al capitolo 13: "«Il regno dei cieli si può paragonare al lievito, che una donna ha preso e nascosto in tre staia di farina perché tutta si fermenti»".[5]

Misura di capacità per cereali ed aridi[modifica | modifica wikitesto]

Era innanzitutto una misura di capacità per cereali ed aridi (grani ecc.), e derivava dal sextarius romano. Come questo, era generalmente diviso in due emine o mine.[6] Mentre il sextarius era la 16ª parte del moggio romano, lo staio tradizionale in Italia risultava generalmente l'ottava parte del moggio.[7]

Con il medesimo termine viene indicato anche il contenitore a forma cilindrica con il quale venivano effettuate tali misurazioni.

La misura dello staio, così come del moggio, era assai aumentata dall'epoca romana: se il sextarius era poco più di mezzo litro, lo staio andava dai circa 20 litri dell'Italia nordoccidentale (17,77 ad Alessandria, 18,27 a Milano), passando per i 35 litri di Cremona, i 47,04 di Parma, i 63 di Modena ed i 72,16 litri di Forlì (mezzo sacco), fino agli 83,317 litri di Venezia (dove peraltro era 1/4 del moggio).

Misura di superficie[modifica | modifica wikitesto]

Così come il moggio, anche lo staio era usato anche come misura di superficie, intendendo almeno in linea teorica la superficie che poteva essere seminata con uno staio di grano.

Staio metri quadri
di Alessandria (grande) 589,4956
di Alessandria (piccolo) 392,9970
di Acqui 1012,04
di Camerino 359,11
di Foligno 58,80
di Terni 281,56
di Arezzo 1750,10

Corrispondeva generalmente a 12 tavole, ed era usato in quelle zone dell'Italia settentrionale in cui non era usata la pertica superficiale per la misura dei campi (a Torino con il nome di staro, ad Alessandria, Parma ecc.). Generalmente 8 staia formavano un moggio, mentre 6 staia formavano una biolca.

Nei territori della Provincia di Brescia e di Castiglione delle Stiviere, lo stajo definiva l'unità di misura del peso usata per il commercio della calce.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il regno di Dio è come il lievito nella farina, su Famiglia Cristiana. URL consultato il 25 marzo 2023.
  2. ^ stàio in Vocabolario - Treccani, su www.treccani.it. URL consultato il 25 marzo 2023.
  3. ^ La Sacra Bibbia, su www.laparola.net. URL consultato il 25 marzo 2023.
  4. ^ La sacra Bibbia, ossia L'Antico e il Nuovo Testamento tradotti da Giovanni Diodati con sommari e riferenze del medesimo, 1856. URL consultato il 25 marzo 2023.
  5. ^ Alberto Mello, Il Dio di Abramo: Riflessioni sulla Genesi, Edizioni Terra Santa, 17 aprile 2014, ISBN 978-88-6240-237-8. URL consultato il 25 marzo 2023.
  6. ^ Francesco Corvesi, Il feudo camerale di Rocca Priora, Youcanprint, 12 giugno 2017, ISBN 978-88-926-6975-8. URL consultato il 25 marzo 2023.
  7. ^ A. Bianchi-Giovini, La Storia Biblica, dalla creazione del mondo alla traslazione degli ebrei a Babilonia, Cugini Pomba e C. editori, 1851. URL consultato il 25 marzo 2023.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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