Stadio Gino Alfonso Sada

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Stadio Gino Alfonso Sada
Veduta di campo e spalti sada.jpeg
Informazioni
StatoItalia Italia
UbicazioneVia Guarenti
20900 Monza (MB)
Inizio lavori1945
Inaugurazione1946
CoperturaTribuna centrale
Pista d’atleticaAssente
Mat. del terrenoErba sintetica
Dim. del terreno105 x 68 m
ProprietarioComune di Monza
Uso e beneficiari
CalcioFiammamonza
Capienza
Posti a sedere2 000
Mappa di localizzazione

Coordinate: 45°34′34.55″N 9°16′26.73″E / 45.576264°N 9.274092°E45.576264; 9.274092

Lo stadio Gino Alfonso Sada è un impianto sportivo di Monza. Attualmente è terreno degli incontri della formazione di calcio femminile della Fiammamonza in Serie B e della Juvenilia che milita in Seconda Categoria lombarda.

Fino alla stagione 1987-1988 fu anche l'impianto del Monza maschile. Lo stadio fu intitolato la mattina del 3 dicembre 1965 a Gino Alfonso Sada, padre del presidente Claudio Sada[1] che a cavallo tra gli anni cinquanta e sessanta portò la formazione brianzola a sfiorare diverse volte la promozione in massima serie.

Struttura e cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Il "San Gregorio"[modifica | modifica wikitesto]

Era appena terminata la guerra e già fervevano i preparativi per arrivare, finalmente, ad un campionato "vero" dopo 3 anni d'inattività, che la FIGC e le gerarchie fasciste avevano riempito con due manifestazioni che dovevano servire a distogliere dalla dura realtà il popolino dandogli in pasto un diversivo, che non aveva affatto il sapore degli altri campionati passati giocati in Serie C. Anche il Monza giocò il "campionato di guerra", ma quello delle altre squadre, il misto Serie C e 1ª Divisione regionale, mentre anche nel nella stagione 1944-1945 prese parte al "Torneo delle squadre Minori" giocando con poche squadre, soprattutto regionali di Prima Divisione e S.P..

Il vecchio campo del Monza, sito in Via Ghilini, era quasi a 100 metri in linea d'aria scavalcato il Lambro, ridotto in pessime condizioni. Come aveva raccontato il terzino Costantino Sala qualche anno fa, mancava di tutto, non c'erano gli spogliatoi e per lavarsi le mani e le scarpe si usava un bidone che le gelate d'inverno rendeva molto duro .... da rompere per cavare un po' d'acqua. Quando vinsero il campionato Prima Divisione 1933-1934 all'ultima giornata il Presidente Crippa ("ul Cripun") li portò tutti a fare il bagno all'Hotel Falcone, vicino alla Stazione ferroviaria.

Aurelio Piazza, il bravo russett, addirittura raccontò che durante il torneo del 1943-1944 ci furono due trasferte consecutive durante le quali qualcuno aveva fatto la "festa" alla tribunetta di legno asportandola tutta lasciando soltanto il tubolare, tanto non serviva a niente (non bruciava).

Così ridotto non era proprio utilizzabile. Dietro la Stazione invece era rimasto un lungo spiazzo libero da quando, alla fine dell'Ottocento, era stato dismesso il Cimitero di San Gregorio (del quale dietro l'odierno "Sada" rimane ancora la Cappelletta che allora era proprio in fondo al Cimitero). Dopo la bonifica del terreno il regime aveva costruito (inaugurata da Mussolini nel 1930) la Casa del Balilla, poi ribattezzata "la G.I.L." e la parte più lunga dello spiazzo era destinata alle adunate.

A fine guerra quello spiazzo era rimasto abbandonato; la G.I.L. fu in parte recuperata come cine-teatro ed il Comune si impegnò a dare all'A.C. Monza un campo nuovo che venne inaugurato il 21 ottobre 1945. Per i primi 3 campionati in Serie C gli spettatori si accalcavano lungo la rete di recinzione ed una collinetta con un piccolo tubolare e legno fungeva da tribuna. Ma poi per il Monza arrivò la promozione in Serie B e il "San Gregorio", come era stato battezzato il campo, aveva bisogno di una tribuna nuova e capiente. I soci del Monza, cedendo al Comune il vecchio campo di Via Ghilini, ottennero in cambio la costruzione di una tribuna costruita col cemento armato, quella che ancora oggi troviamo al Sada.

Lo stadio conservò il nome di "San Gregorio" fino alla fine della stagione sportiva 1952-1953. Dalla stagione successiva fino alla fine del 1964-1965 fu chiamato Stadio "Città di Monza" sebbene la cappelletta di San Gregorio sia ancora lì alla fine del piazzale adibito a parcheggio.

Il passato[modifica | modifica wikitesto]

La struttura iniziale comprendeva quattro settori: due gradinate dietro le porte, la gradinata centrale (ribattezzati i centrali del Sada) e la tribuna centrale. I gruppi ultras, a partire dagli anni settanta, occuparono il settore centrale dello stadio, rendendo infernale l'atmosfera nei pressi del lato del campo che si affaccia sul Lambro. Lo stadio, posto vicino alla stazione del capoluogo brianzolo, era facilmente raggiungibile in treno da parte delle tifoserie ospiti, ma data la collocazione nel centro di Monza era difficile mantenere la sicurezza da parte delle forze dell'ordine: le scarse vie d'accesso facilitavano il contatto tra i diversi gruppi ultrà e molte furono le sassaiole all'esterno dell'impianto sportivo.

Visione dall'alto dello Stadio "Sada" (anni settanta)

Il presente[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente l'unica parte agibile è la tribuna coperta, recentemente ristrutturata, che può contenere fino a 2.000 spettatori seduti. La gradinata centrale e quella sud sono in disuso dal 1988 mentre la gradinata nord (che un tempo era destinata agli ospiti) è stata demolita per lasciare spazio ad un parcheggio interno. Il campo di gioco è stato rifatto in erba sintetica.

Il futuro[modifica | modifica wikitesto]

La società A.S.D. Fiammamonza 1970 da un paio d'anni ha sottoposto all'esame delle autorità del comune di Monza il progetto di ampliamento e di ristrutturazione completa dell'impianto sportivo e delle aree circostanti: la proposta consiste nella creazione di tre campi sintetici per l'allenamento, oltre all'attuale campo in erba naturale, e la creazione di un parcheggio più ampio e confortevole.

Monumento in memoria di Gino Alfonso Sada

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gino Alfonso Sada non volle per sè la presidenza; la propose al figlio Claudio che risulta negli annali del club quale presidente dopo la fusione con la A.S. Simmenthal.