Sopravissana

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Sopravissana
Specie Ombremouton.png Pecora
Localizzazione
Epoca di origine XVIII secolo
Diffusione provincia di Macerata, Marche, Lazio, Umbria, Toscana, Abruzzo
Aspetto
Altezza maschi 70 cm;
femmine 60 cm
Peso maschi 66 kg
femmine 50 kg
Allevamento
Utilizzo da carne, da latte, da lana

La Sopravissana è una razza di pecora domestica originaria della Provincia di Macerata, nelle Marche.[1] Il nome deriva dall'area di origine, il comune di Visso sui Monti Sibillini. Tradizionalmente venne infatti allevata in quest'area, ma si diffuse anche nel Lazio, Toscana e Umbria.[1] La Sopravissana deriva dall'incrocio delle pecore locali con le Merino spagnole e francesi (Rambouillet) nel corso del XVIII secolo.[2][3] È di dimensioni maggiori rispetto alla razza Vissana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La razza Sopravissana si originò nell'area dei comuni di Visso, dai quali deriva il nome, Castelsantangelo sul Nera e Ussita, sui Monti Sibillini, e tradizionalmente fu allevata soprattutto in quest'area. Venne ottenuta dall'incrocio delle varietà appenniniche locali con le Merinos spagnole e francesi (Rambouillet) nel corso della seconda metà del XVIII secolo,[2][3] principalmente negli allevamenti delle famiglie Piscini e Rosi.[4] La diffusione, tramite la transumanza, si ebbe successivamente anche in Lazio, Toscana e Umbria.[1]

La Sopravissana è una delle 17 razze di pecore autoctone registrate nel libro genealogico, redatto dall'Associazione Nazionale della Pastorizia, l'associazione italiana degli allevatori di ovini.[3] Il numero di capi allevati era di 1.200.000 nel 1960, riducendosi a 765.000 nel 1970; al 1995 il numero era sceso solo più a 6000.[1] Nel 2013 il numero totale registrato dei capi ammontava a 5699.[5] Ad oggi, è a rischio estinzione.[6] Si sta diffondendo in misura crescente, tuttavia, l'intenzione di recuperare tale razza, anche con iniziative locali[7].

Utilizzo[modifica | modifica wikitesto]

L'allevamento di Sopravissana è per triplice utilizzo, ovvero per carne, latte e lana. Gli allevamenti moderni sono tipicamente per la carne, orientati all'incremento della prolificità e riducendo l'intervallo tra i parti.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Daniele Bigi, Alessio Zanon (2008). Atlante delle razze autoctone: Bovini, equini, ovicaprini, suini allevati in Italia. Milan: Edagricole. ISBN 9788850652594. p. 284–285.
  2. ^ a b Breed data sheet: Sopravissana/Italy. Domestic Animal Diversity Information System of the Food and Agriculture Organization of the United Nations. Accessed June 2017.
  3. ^ a b c Le razze ovine e caprine in Italia. Associazione Nazionale della Pastorizia: Ufficio centrale libri genealogici e registri anagrafici razze ovine e caprine. p. 25. Accessed September 2013.
  4. ^ [s.n.] (1987). Ambiente e società pastorale nella montagna maceratese: atti del XX Convegno di studi maceratesi, Ussita, 29-30 settembre 1984, p. 195. Macerata: Centro di studi storici maceratesi.
  5. ^ Consistenze Provinciali della Razza 29 SOPRAVISSANA Anno 2013. Associazione Nazionale della Pastorizia: Banca dati. Accessed September 2013.
  6. ^ Fondazione Slowfood: Pecora Sopravissana
  7. ^ Picchionews: Firmato protocollo d'intesa per la valorizzazione della razza sopravissana, 12/11/2017

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pagliarino E., Farina R. e Borelli S. (2010), “La Pecora Sopravissana”, in: Elias G. (ed.), Prodotti agroalimentari tradizionali della montagna italiana, Milano: FrancoAngeli, pp. 107- 149.
  • Piscini - Ovini di pura razza sopravissana. REDA, 1953, Roma