Sindrome centro-midollare di Schneider

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Sindrome centro-midollare di Schneider
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Lesioni del midollo spinale: quella che caratterizza la sindrome centro-midollare di Schneider è in alto.
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) T1-6 952.13
T7-12 952.18
C1-4 952.03
C5-7 952.08
Lombare 952.2
Sacrale 952.3

La sindrome centro-midollare di Schneider è un quadro clinico conseguente a una lesione spinale del midollo cervicale. È stato descritta la prima volta nel 1954[1]. Si presenta soprattutto nei pazienti anziani con spondilosi cervicale, ma può manifestarsi anche nei giovani[2].

Si tratta della più comune sindrome da lesione spinale incompleta di origine traumatica, rappresentando il 9% della casistica[3]. La prognosi è solitamente buona, con buon recupero neurologico e funzionale per gradi non severi; tuttavia l'età, la presenza di comorbilità e l'estensione della lesione possono influire sulla durata del ricovero.

Eziologia[modifica | modifica sorgente]

Nei pazienti anziani si presenta spesso come conseguenza di una lesione da iperestensione in concomitanza a spondilosi cervicale di vecchia data. Tuttavia, tale condizione non è esclusiva dell'età avanzata, me può presentarsi anche nei giovani, tipicamente come conseguenza di un trauma importante o di un'instabilità delle vertebre cervicali[4][5]. Si è sempre ritenuto che il danno al midollo spinale derivi dalla contusione o dalla concussione del midollo con stasi del flusso assoplasmatico, cui consegue edema ed ematomielia. Studi più recenti, condotti su reperti autoptici, hanno dimostrato che la sindrome può essere causata da un'emorragia localizzata nella parte centrale del midollo, condisione che porta a una prognosi meno favorevole. È stata osservata, inoltre, una correlazione tra la sindrome centro-midollare e il disfacimento selettivo degli assoni del corno laterale del midollo spinale a livello della lesione, con preservazione della materia grigia[4].

Clinica[modifica | modifica sorgente]

Il quadro clinico è caratterizzato da un deficit motorio spropozionatamente maggiore nell'arto superiore rispetto all'arto inferiore, e da un grado variabile di perdita di sensibilità sotto al livello della lesione, associato a disfuzioni della vescica e a ritenzione urinaria[4]. Si differenza dalla lesione completa del midollo spinale, in cui è presente una perdita totale delle funzioni motorie e sensitive al di sotto della lesione.

Trattamento[modifica | modifica sorgente]

Conservativo[modifica | modifica sorgente]

In molti casi il trattamento conservativo consente un miglioramento del quadro neurologico. Il primo passo è il ricovero in unità di terapia intensiva e l'immobilizzazione della colonna con collarino cervicale con lo scopo di prevenire ulteriori lesioni[5]. Questi viene mantenuto in sede per circa sei settimane, fino a quando il paziente non riferisca una riduzione del dolore e dei sintomi neurologici[5]. La riabilitazione può iniziare già durante il ricovero, con sedute di fisioterapia e terapia occupazionale con lo scopo di mantenere la funzione muscolare. La prognosi riabilitativa, nonché l'organizzazione della tabella di marcia, sono basati sul grado di indebolimento neurologico, sui livelli di indipendenza e di cura di sé del paziente e sulla sua mobilità[6].

È stato osservato che la somministrazione, nei pazienti con sindrome centro-midollare, di input sensoriali ripetitivi e specifici, favoriscolo l'output motorio, mediante l'incorporazione, da parte del midollo spinale, di informazioni sensoriali sovraspinali e afferenti[7], grazie alla cosiddetta plasticità cerebrale. Tra le attività che stimolano la plasticità dipendente dall'attività sono comprese il training locomotore, il potenziamento muscolare e l'uso della cyclette[8].

Chirurgico[modifica | modifica sorgente]

Il trattamento chirurgico è da riservarsi a quei pazienti che dimostrino un'aumentata instabilità della colonna cervicale e quando il trattamento conservativo non sia possibile o abbia fallito. Può rendersi inoltre necessario con perdita ingravescente delle funzioni neurologiche in pazienti peraltro stabili, o in colo che necessitino di decompressione spinale[9].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Schneider RC, Cherry G, Pantek H, The syndrome of acute central cervical spinal cord injury; with special reference to the mechanisms involved in hyperextension injuries of cervical spine in J. Neurosurg., vol. 11, n. 6, 1954, pp. 546–77. DOI:10.3171/jns.1954.11.6.0546, PMID 13222164.
  2. ^ Rich V, McCaslin E, Central Cord Syndrome in a High School Wrestler: A Case Report in J Athl Train, vol. 41, n. 3, 2006, pp. 341–4. PMC 1569555, PMID 17043705.
  3. ^ McKinley W, Santos K, Meade M, Brooke K, Incidence and Outcomes of Spinal Cord Injury Clinical Syndromes in J Spinal Cord Med, vol. 30, n. 3, 2007, pp. 215–24. PMC 2031952, PMID 17684887.
  4. ^ a b c James S Harrop, Ashwini Sharan, Jonathon Ratliff, Central cord injury: pathophysiology, management, and outcomes in The Spine Journal, vol. 6, n. 6 Suppl. 1, 2006, pp. 198S–206S. DOI:10.1016/j.spinee.2006.04.006, PMID 17097539. URL consultato il 2011-05-02.
  5. ^ a b c Douglas D. Nowak, Joseph K. Lee, Daniel E. Gelb, Kornelis A. Poelstra, Steven C. Ludwig, Central Cord Syndrome in Journal of the American Academy of Orthopaedic Surgeons, vol. 17, n. 12, 2009-12, pp. 756–765. PMID 19948700. URL consultato il 2011-05-02.
  6. ^ Andrea, L. Behrman, Harkema, Susan J., Physical Rehabilitation as an Agent for Recovery After Spinal Cord Injury in Physical Medicine and Rehabilitation Clinics of North America, vol. 18, n. 2, 2007, pp. 183–202. DOI:10.1016/j.pmr.2007.02.002, PMID 17543768.
  7. ^ A.L. Behram, Harkema, S.J., Physical Rehabilitation as an Agent for Recovery After Spinal Cord Injury in Physical Medicine and Rehabilitation Clinics od North America, vol. 18, n. 2, 2007, pp. 183–202. DOI:10.1016/j.pmr.2007.02.002, PMID 17543768.
  8. ^ S. Yadla, Klimo, J.; Harrop, J.S., Traumatic Central Cord Syndrome: Etiology, Management, and Outcomes in Topics in Spinal Cord Injury Rehabilitation, vol. 15, n. 3, 2010, pp. 73–84. DOI:10.1016/j.spinee.2006.04.006, PMID 17097539.
  9. ^ Sanjay Yadla, Paul Klimo, James S. Harrop, Traumatic Central Cord Syndrome: Etiology, Management, and Outcomes in Topics in Spinal Cord Injury Rehabilitation, vol. 15, n. 3, 2010, pp. 73–84. DOI:10.1310/sci1503-73. URL consultato il 2011-05-02.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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