Quadro clinico

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Il quadro clinico (gr: Klìne, letto: klinikòs, che si svolge a letto) è l'insieme delle manifestazioni, segni e sintomi, con le quali una malattia si presenta all'osservazione del medico. In questo senso contribuisce in maniera decisiva al raggiungimento della diagnosi di una malattia.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La malattia può essere considerata come la risposta dell'organismo a una noxa patogena (lat. noxa: danno; gr. pathos: malattia; genesis: origine). Sono molte le cause (eziologia) che determinano una malattia; a volte note, altre sconosciute, esterne all'organismo o interne, ma in ogni caso esse determinano un danno alla normale struttura (anatomia normale) di uno o più organi e apparati del corpo (anatomia patologica) con conseguente alterazione (fisiopatologia) del loro normale funzionamento (fisiologia).

Questo complesso fenomeno non sempre si manifesta in modo evidente e può accadere che venga svelato da esami praticati occasionalmente come nel caso dei valori alterati della glicemia che consentono di scoprire un diabete o quando la positività al test per la ricerca del sangue occulto nelle feci rivela una emorragia digestiva misconosciuta.

Il più delle volte invece l'entità dei danni anatomici e fisiologici subiti e la risposta di difesa messa in atto dall'organismo si rivelano con alcune manifestazioni dette:

  • sintomi quando vengono avvertite dal paziente che le riferisce come una sensazione soggettiva, come accade nel caso specifico del dolore
  • segni quando possono essere riscontrate obiettivamente dal medico.

Queste manifestazioni inoltre possono essere generiche: febbre, astenia, nausea o specifiche di alcune patologie a carico di organi o apparati tanto da essere definite patognomoniche (gr: pathos, malattia e gnomon indicare): pirosi (esofago), esantemi (malattie infettive), melena (emorragie digestive alte).

Molti sono i fattori che influiscono sull'insorgenza, sulla evoluzione e sull'esito di una malattia:

  • natura ed entità della noxa patogena. La gravità di una infezione dipende dalla capacità e dalla carica infettante dell'agente microbico. Le lesioni che si osservano in traumatologia sono legate alla forza, al tempo di contatto e al tipo di agente vulnerante.
  • organo interessato. Un trauma del cranio o dell'addome, anche minimo, può avere esiti drammatici se determina lesioni del cervello (ematoma cerebrale) o della milza (lacerazione del parenchima splenico).
  • risposta individuale legata a:
    • sistema immunitario: un deficit funzionale e quantitativo del sistema immunitario predispone alle infezioni.
    • età e sesso: la prima infanzia è più soggetta alle malattie esantematiche, l'età avanzata a quelle neoplastiche; l'ernia crurale colpisce prevalentemente il sesso femminile, l'ernia inguinale quello maschile.
    • condizioni generali e abitudini di vita: le caratteristiche fisiche e psichiche individuali così come alcune diatesi (gr. : diàthesis, disposizione) influiscono sulla morbilità. L'alimentazione, le abitudini voluttuarie, il tipo di lavoro, influiscono in modo significativo sull'insorgenza di determinate patologie.
    • malattie concomitanti o pregresse

Tutto ciò contribuisce a determinare le condizioni per cui una malattia si contrae, segue un suo decorso e ha un determinato esito. Spiega perché in determinate situazioni, ad esempio durante una epidemia influenzale, e in particolari ambienti, quale può essere un'aula scolastica, solo alcuni individui e non tutti contraggono l'infezione e perché in coloro che si ammalano non sempre si riscontrano gli stessi sintomi, la stessa gravità, la stessa durata.

Una malattia quindi, pur avendo una eziologia una patogenesi e una anatomia patologica comune, non necessariamente si manifesta allo stesso modo in tutti i pazienti ma può dare luogo a quadri clinici diversi anche se riconducibili alla stessa patologia.

Le malattie possono essere raggruppate in base alla comune eziologia, patogenesi, anatomia patologica o sintomatologia e come tali sono oggetto di studio della patologia generale che le inquadra in specifiche categorie: infiammatorie, neoplastiche, dismetaboliche, emorragiche.

Nei corsi universitari lo studio della patologia generale costituisce il presupposto essenziale allo studio della malattia nel paziente, alla clinica, disciplina che si interessa anche degli aspetti diagnostici, prognostici e terapeutici.

La materia estremamente complessa e vasta è suddivisa in varie discipline accademiche generali: medicina interna, chirurgia, o specialistiche: ginecologia, ortopedia e pediatria.

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