Simone IV di Montfort

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Simone IV di Montfort
Simon IV de Montfort.jpg
Simone IV de Montfort, dello scultore Jean-Jacques Feuchère. Galleria delle Battaglie, Reggia di Versailles.
Conte di Leicester
In carica 1204-1218
Predecessore Robert de Beaumont
Successore Simone V di Montfort
Conte di Tolosa
In carica 1215 - 1218
Predecessore Raimondo VI
Successore Raimondo VII
Nome completo Simone di Montfort
Altri titoli Signore di Montfort-l'Amaury
Nascita 1170 circa
Morte Tolosa, 25 giugno 1218
Luogo di sepoltura Prieuré de Haute-Bruyère, presso Saint-Rémy-l'Honoré
Dinastia di Montfort-l'Amaury
Padre Simone di Montfort
Madre Amicia di Leicester
Coniuge Alice di Montmorency
Figli Amalrico
Guido
Roberto
Simone
Amicie
Laura e
Petronilla

Simone IV di Montfort, in francese Simon IV de Montfort (1170 circa – Tolosa, 25 giugno 1218), fu signore di Montfort-l'Amaury, dal 1187 e quinto conte di Leicester[1], dal 1204, visconte di Béziers e visconte di Carcassonne, dal 1210, duca di Narbona, dal 1214, conte di Tolosa, dal 1215 e fu al comando della crociata albigese, dal 1209 alla sua morte.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il documento n° LIV del Cartulaire de Notre-Dame des Vaux de Cernay, Tome I, Simone era il figlio maschio primogenito del Signore di Montfort-l'Amaury, Simone di Montfort[2] (fu il quarto signore Montfort che portava il nome di Simone) e della moglie, Amicia di Leicester[3], che secondo la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium era la sorella del Conte di Leicester[3], Robert de Beaumont, IV conte di Leicester, quindi figlia di Robert de Beaumont, III conte di Leicester (1124-1190) e di Petronilla, figlia di William de Grandmesnil.
Secondo l'abate e storico normanno, priore dell'abbazia di Bec e sedicesimo abate di Mont-Saint-Michel, Roberto di Torigni, nel suo Chronique de Robert de Torigni, abbé du Mont-Saint-Michel, tome II,suo padre, Simone di Montfort, era il figlio maschio secondogenito del Signore di Montfort-l'Amaury, Épernon e Houdan e Conte di Évreux, Simone III detto il Calvo[4] e della moglie, Matilde (Simon iste comes Ebroicensis et Mahaudis uxor eius), come ci viene confermato dal Cartulaire de Notre-Dame des Vaux de Cernay, Tome I[2], di cui non si conoscono gli ascendenti.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Simone di Montfort. Dipinto del 1835.

Suo nonno, Simone III morì nel 1181, secondo il Ex Obituario ecclesiæ Ebroicensis, il 13 marzo[5]; anche gli Obituaires de la province de Sens. Tome 2, Abbaye de Haute-Bruyère ricordano che Simone detto il Calvo fu sepolto a Évreux e nell'abbazia fu fatto un servizio funebre nel maggio 1181[6]; infine Roberto di Torigni ricorda la morte nel 1181, dicendo che il figlio primogenito, Amalrico V, gli succedette nella contea di Évreux, mentre suo padre, Simone, il figlio secondogenito, gli succedette nei territori francesi, le signorie di Montfort e Rochefort[4]. Anche gli Annales Cestrienses, riportano la morte di Simone III, ricordando che era suocero del conte di Chester, Ugo di Kevelioc[7].
Il nonno, che durante le guerre tra il re di Francia, Luigi VII ed il re d'Inghilterra e duca di Normandia, Enrico II, si era spesso trovato a disagio dovendo schierarsi, in questo modo aveva lasciato il feudo normanno (la Contea di Évreux) al primogenito, Amalrico V, ed il feudo francese a suo padre Simone. Non ostante ciò Enrico II era riuscito a far sposare, suo padre, Simone con una nobile inglese:Amicia di Leicester.

Suo padre, Simone governò per pochi anni la sue signorie; infatti il Ex Obituario ecclesiæ Ebroicensis, ricorda la morte di Simone nel mese di agosto 1187, ricordando che fu inumato nella Prieuré de Haute-Bruyère, presso Saint-Rémy-l'Honoré[5] e Simone, figlio primogenito, gli succedette nelle signorie di Montfort e Rochefort, come Simone IV.

Nel 1199 diede l'adesione per partecipare alla Quarta Crociata (molto probabilmente fu tra i promotori riuniti nel castello di Écry-sur-Aisne, da colui che fu messo a capo della crociata, Tebaldo III di Champagne[8]). Nel 1202 si oppose senza successo all'assedio di Zara, per ottemperare alla missiva (smarrita) di Papa Innocenzo III. La presenza di Simone col fratello Guido a Zara diviene confermato dal Recueil des historiens des croisades. Historiens occidentaux. Tome second, che inoltre ci informa che Simone col fratello ed altri seguaci, tra cui l'abate Guido de Vaux de Cerney, futuro vescovo di Carcassonne, col nipote, Pietro di Vaux de Cernay e Rinaldo, signore di Montmirail, lasciarono i crociati a Zara e si recarono in Palestina[9], attraverso Ungheria e Italia partendo da Barletta e ritornò in Francia nel 1204, come raccontato da Pietro di Vaux de Cernay.

Nello stesso anno morì, senza eredi, lo zio materno, Roberto di Leicester, e Simone, assieme alla madre, chiese il titolo di Conte di Leicester, titolo, che ottenne, con la madre, tra la fine del 1206 e l'inizio del 1207[10], senza però ricevere anche il possesso dei beni feudali collegati al titolo, in quanto il re d'Inghilterra Giovanni Senza Terra aveva confiscato i possedimenti inglesi della contea di Leicester, sembra per debiti contratti dallo stesso Simone di Monfort[senza fonte].

Nell'agosto 1209, dopo il rifiuto all'impegno nella crociata contro gli albigesi da parte del duca di Borgogna e dei conti di Nevers e Saint-Pol[11], Simone fu nominato capitano generale dell'esercito crociato contro gli albigesi[12], che si era comportato con inaudita brutalità nella conquista e saccheggio di Béziers[12]. Narbona ed altre città si erano arrese, resisteva solo Carcassonne, che capitolò il 15 agosto e il visconte Raimondo Ruggero Trencavel fu rinchiuso in una prigione, dove nell'inverno morì[12].

Nominato visconte di Béziers[13] e di Carcassonne nel 1210, continuò l'occupazione dei territori degli eretici e nel 1212 aveva raggiunto i territori della contea di Tolosa[14]. Fu convocato un sinodo a Lavaur dove il conte di Tolosa, Raimondo VI, fu invitato a discolparsi della morte di cui il conte era ritenuto il mandante, avvenuta nel 1208, del legato del papa, Pietro di Castelnuovo o di Castelnau (?-1208), che, nel 1203, era stato inviato nella contea di Tolosa ed in altre contee e viscontee del sud della Francia da papa Innocenzo III, a capo di una delegazione di missionari muniti di poteri legatizi, cioè come Legati pontifici[15].
Ritenuto il conte Raimondo colpevole, l'occupazione dei suoi territori continuò, nonostante le proteste del re d'Aragona, Pietro II,[16] contro le usurpazioni commesse ai danni del conte di Tolosa e dei suoi vassalli[17].

La Battaglia di Muret da una miniatura del XIV secolo.

Nel 1213, anche se Innocenzo III avrebbe voluto interromperla, la crociata contro l'eresia riprese vigore, specialmente nel tolosano, contro Raimondo VI[18]. Intervenne ancora nella contesa il cognato di Raimondo VI; il re d'Aragona, Pietro II, che, il 16 luglio del 1212, era stato uno dei re cristiani vincitori della Battaglia di Las Navas de Tolosa, contro i Mori di al-Andalus[19], già preoccupato che la crociata stesse interessando i suoi sudditi, i conti di Foix e di Comminges, e che, dopo aver invano rivolto un appello al papa Innocenzo III, decise di scendere in campo contro i Crociati a capo di una coalizione formata dai conti di Tolosa di Foix e di Comminges e dal visconte di Béarn[18]. Pietro dichiarò guerra a Simone di Montfort ed ai crociati[18]; guerra che si risolse con una sola battaglia, avvenuta il 12 settembre 1213, dove Pietro, non solo venne sconfitto, ma perse anche la vita[19].
Simone nel 1214, riuscì a conquistare alla sua causa sia il cardinale, Pietro di Benevento che il figlio del re di Francia, Luigi, che erano giunti con lo scopo di pacificare i contendenti[18], ed in quello stesso anno, Simone venne proclamato duca di Narbona[18]; nel novembre 1214 viene omaggiato come assieme al figlio Amalrico comite Leycestriensi, domino Montisfortis, Dei providentia Biterrensi et Carcassensi vicecomite...et domino meo Amalrico primogenito filio vestro[20]. E, dopo che anche Tolosa era stata conquistata, Simone si faceva chiamare conte di Leicester, visconte di Béziers, visconte di Carcassonne, duca di Narbona e conte di Tolosa[18].
In quel periodo Simone fece dono a San Domenico di Guzmán del castello di Cassanel[21]

Targa che commemora la morte di Simone di Montfort
La morte di Simone di Montfort.

Nel novembre 1215 Raimondo VI fu a Roma a perorare la propria causa davanti al Concilio Lateranense IV, che condannò l'eresia dei Catari (inerente alla Trinità) ed appoggiò incondizionatamente la crociata[22]. Simone fu riconosciuto conte di Tolosa, mantenendo il possesso di tutte le terre che aveva conquistato, mentre le terre che non erano state ancora conquistate, dovevano essere conservate dalla Chiesa per quando, Raimondo, il figlio di Raimondo VI, avesse raggiunto la maggior età[22]; a Raimondo VI il papa garantì una rendita annua di 400 marchi d'argento[22], mentre le pretese del re di Francia di rendere la contea di Tolosa sua vassalla andarono deluse. Inoltre, al concilio lateranense, a Raimondo furono tolti anche i territori (tra cui il Vivarais) che egli possedeva entro i confini dell'impero che furono assegnati a Simone, che aveva guidato la crociata[23], senza consultare l'imperatore, Ottone, che dopo il disastro di Bouvines dell'anno prima, si era ritirato nei suoi feudi[24]. Quindi, nel 1215, Simone divenne conte di Tolosa oltre ad essere già duca di Narbona ed il Re d'Inghilterra, Giovanni Senza Terra, si rappacificò con lui e gli riconsegnò, per il tramite di suo nipote Ranulph de Gernon, le terre che gli aveva confiscato nel 1207.

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Crociata albigese.

Secondo il documento LXXXII della Histoire Générale de Languedoc, avec des Notes, tome V, nell'aprile 1216, Simone di Montfort si recò a Parigi per rendere omaggio al re di Francia Filippo Augusto dei suoi nuovi domini: ducato di Narbona, contea di Tolosa, viscontea di Beziers e viscontea di Carcassonne[25]; ma mentre Simone si trovava a Parigi, Raimondo VI, con l'appoggio del figlio Raimondo, il futuro Raimondo VII, sbarcò a Marsiglia dando inizio alla guerra di liberazione, sino a riconquistare Tolosa, il 12 settembre 1217[26]. Simone di Montfort mise subito l'assedio a Tolosa, che, dopo la sua morte, nel giugno 1218, fu continuato dal figlio Amalrico o Amaury di Montfort, che non aveva la tempra del padre e quindi non fu all'altezza di contrastare Raimondo VI[27], che, oltre a governare una parte della contea, che era stata riconquistata, continuò nella riconquista.

Simone morì davanti alle mura di Tolosa nel 1218[28][29], il 25 giugno[30], colpito da una pietra[31], lanciata da una macchina da getto azionata da donne.[32]; gli Obituaires de Sens Tome II, Abbaye de Haute-Bruyère ci informano che Simone fu sepolto nell'abbazia de Haute-Bruyère[33].
Lasciò i titoli in terra di Francia al figlio primogenito Amalrico (1195–1241), che prese la guida della crociata e divenne connestabile di Francia come lo zio Matteo, mentre il titolo di conte di Leicester andò al figlio minore Simone (1209–1265), che tornò in Inghilterra alla corte del re Enrico III.

Matrimonio e discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1190 Simone, secondo il documento n° LIV del Cartulaire de Notre-Dame des Vaux de Cernay, Tome I, aveva sposato Alice di Montmorency[2] (?-1221), figlia di Bucardo V di Montmorency (?-1189) e sorella di Matteo II di Montmorency, detto il Grande (?-1230), connestabile di Francia[34], che partecipò alla crociata albigese. Anche Alice fu sepolta nell'abbazia de Haute-Bruyère[33].
Simone ed Alice ebbero sette figli[10]:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Da non confondere quindi con suo figlio Simone V di Montfort, sesto conte di Leicester.
  2. ^ a b c d e (LA) Cartulaire de Notre-Dame des Vaux de Cernay, Tome I, documento LIV, pag 71, nota 1
  3. ^ a b (LA) #ES Monumenta Germaniae Historica, tomus XXIII, Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1194, pag 871
  4. ^ a b (LA) #ES Chronique de Robert de Torigni, abbé du Mont-Saint-Michel, tome II, anno 1181, pag 103
  5. ^ a b (LA) #ES Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptires, tomus XXIII, Ex Obituario ecclesiæ Ebroicensis, pag 461
  6. ^ (LA) #ES Obituaires de la province de Sens. Tome 2, Abbaye de Haute-Bruyère, pag 224
  7. ^ (LA) #ES Annales Cestrienses, pag 28
  8. ^ D.M. Nicol, "La quarta crociata e gli imperi greco e latino, 1204 - 1261", cap. XIV, vol. III, pag. 504
  9. ^ (LA) #ES Recueil des historiens des croisades. Historiens occidentaux. Tome second, pag 255
  10. ^ a b c d e (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy: COMTES d'EVREUX - SIMON V de Montfort
  11. ^ Anche il re di Francia, Filippo Augusto, a cui il papa Innocenzo III, aveva chiesto di guidare la crociata, aveva rifiutato di impegnarsi, in quanto non intendeva interferire con nobili che non erano suoi vassalli. Solo, nel 1222, chiese al figlio, Luigi di intervenire nella crociata.
  12. ^ a b c E. F. Jacob, Innocenzo III, in Storia del mondo medievale, cap. I, vol. V, 1999, p. 33
  13. ^ (LA) Histoire Générale de Languedoc, Tome V, Preuves, cap- LXV, Cessio du feu de Beziers, pag. 583
  14. ^ E. F. Jacob, Innocenzo III, in Storia del mondo medievale, cap. I, vol. V, 1999, p. 34
  15. ^ E. F. Jacob, Innocenzo III, in Storia del mondo medievale, cap. I, vol. V, 1999, pagg. 31 e 32
  16. ^ Pietro II era cognato di Raimondo VI, che, nel 1203 aveva sposato la sorella di Pietro, Eleonora d'Aragona (11821226), figlia del re Alfonso II d'Aragona (11571196), ponendo fine ai dissidi tra la casa d'Aragona e la contea di Tolosa.
  17. ^ E. F. Jacob, Innocenzo III, in Storia del mondo medievale, cap. I, vol. V, 1999, pagg. 34 e 35
  18. ^ a b c d e f E. F. Jacob, Innocenzo III, in Storia del mondo medievale, cap. I, vol. V, 1999, p. 35
  19. ^ a b Rafael Altamira, La Spagna (1031-1248), in Storia del mondo medievale, cap. XXI, vol. V, 1999, p. 87
  20. ^ (LA) Histoire Générale de Languedoc, Tome V, Preuves, cap- LXXVII, Hommage de Henri comte de Rodez, pag. 593
  21. ^ A. G. Little, Gli ordini mendicanti, in Storia del mondo medievale, cap. XIV, vol. V, 1999, pag. 613
  22. ^ a b c E. F. Jacob, Innocenzo III, in Storia del mondo medievale, cap. I, vol. V, 1999, p. 36
  23. ^ Austin Lane Poole, L'interregno in Germania, in Storia del mondo medievale, cap. IV, vol. V, 1999, p. 148
  24. ^ Frederik Maurice Powike, I regni di Filippo Augusto e Luigi VIII di Francia, in Storia del mondo medievale, cap. XIX, vol. V, 1999, pagg. 814 e 815
  25. ^ (LA) Histoire Générale de Languedoc, avec des Notes, tome V, doc. LXXXII, pag. 598
  26. ^ (LA) Histoire Générale de Languedoc, Tome V, Preuves, cap- 10, Chronicon Sancti Saturnini Tolosæ, anno MCCXVII, col. 51
  27. ^ Frederik Maurice Powike, I regni di Filippo Augusto e Luigi VIII di Francia, pag. 819
  28. ^ (LA) Histoire Générale de Languedoc, Tome V, Preuves, cap- 10, Chronicon Sancti Saturnini Tolosæ, anno MCCXVIII, col. 51
  29. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus XXIII, Annales Sancti Victoris Massilienses, anno 1218, pagina 4
  30. ^ (LA) Nécrologe-obituaire de la cathédrale du Mans, pagina 143
  31. ^ a b (FR) Chronique de Guillaume de Nangis, pag. 148
  32. ^ vedi Z.Oldenbourg - riferendo dalla Chanson de la Croisade
  33. ^ a b (FR) Obituaires de Sens Tome II, Abbaye de Haute-Bruyère, pagina 224
  34. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus XXIII, Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1168, pagina 852
  35. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus XXIII, Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1237, pagina 941

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura storiografica[modifica | modifica wikitesto]

Pietro di Vaux de Cernay è testimone diretto di gran parte delle azioni di Simone di Monfort sia durante la Quarta Crociata che durante la Crociata Albigese:

  • (LT) Petri Vallium Sarnaii monachiHystoria Albigensis edita da Pascal Guebin ed Ernest Lyon, Paris 1926
  • (FR) Peter de les Vaux-de-Cernay Historie Albigeaoise Pascal Guebin ed Ernest Lyon traduttori, Paris 1951
  • (EN) Peter of les Vaux-de-Cernay The History og bthe Albigensian Crusade Trad. W.A.Sibly M.D.Sibly Boydell Press Rochester N.Y. ISBN 978-0-85115-658-3
  • Brenon, Anne. I Catari, storia e destino dei veri credenti (Le vrai visage du Catharisme), Convivio, Firenze, 1990
  • Duvernoy, Jean. Le Catharisme. La religion, 1976.
  • Duvernoy, Jean. Le Catharisme. L'histoire, 1979.
  • Nelli, René. La vie quotidienne des Cathares du Languedoc au XIII siècle, Paris: Hachette, 1969.
  • D.M. Nicol, "La quarta crociata e gli imperi greco e latino, 1204 - 1261", cap. XIV, vol. III in Storia del mondo medievale, 1999, pp. 503–558
  • E. F. Jacob, Innocenzo III, in Storia del mondo medievale, cap. I, vol. V, 1999, pp. 5–53
  • Austin Lane Poole, L'interregno in Germania, in Storia del mondo medievale, cap. IV, vol. V, 1999, pp. 128–152
  • A. G. Little, Gli ordini mendicanti, in Storia del mondo medievale, cap. XIV, vol. V, 1999, pp. 599–640
  • Frederik Maurice Powike, I regni di Filippo Augusto e Luigi VIII di Francia, in Storia del mondo medievale, cap. XIX, vol. V, 1999, pp. 776–828
  • Rafael Altamira, La Spagna (1031-1248), in Storia del mondo medievale, cap. XXI, vol. V, 1999, pp. 865–896
  • Zoè Oldenbourg L'assedio di Montsegur Garzanti 1990

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