Sergio Burzi

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Sergio Burzi (Bologna, ottobre 1901Bologna, 1954) è stato un pittore e illustratore italiano.

Fu versatile disegnatore specializzato in illustrazioni di riviste e di libri per ragazzi, ma anche creativo acquarellista di paesaggi e soggetti marinareschi. Ha prodotto lavori in varie tecniche, trattando l'acquarello, la penna, la matita, il carboncino, la tempera e l'acquatinta. Nell'olio ha dato poche creazioni con piccoli paesaggi animati da figure, pennelleggiati pastosi e di vivida colorazione in contrasto con l'acquarello e la tempera resi, quasi sempre, con toni morbidi e pacati.[1]

Afflitto da grave malattia mentale, a 27 anni venne ricoverato in sanatorio, dove continuò a disegnare l'ambiente che lo circondava, rappresentando teste, figure ed espressioni delle persone intorno a lui. Dimesso nel 1934, riprese a lavorare nel suo studio bolognese, spostando i suoi interessi a scene di vita cittadina, specialmente i mercati settimanali della "Piazzola" di Bologna, che intravedeva dalla finestra. La malattia continuò comunque ad accompagnarlo negli ulteriori anni, minandolo non solo nel corpo, ma anche nella sua vita artistica.[2]

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Burzi, nelle sue molteplici attività artistiche, produsse incisioni e acqueforti, lastre a puntasecca ove trattava tipi caratteristici di suonatori ambulanti e accattoni. Nel disegno e acquerello, venne a illustrare opere di Alexandre Dumas, lo Zadig di Voltaire (con 75 illustrazioni a penna e sfumino), Bertoldo e Bertoldino, Le avventure del Barone di Münchhausen e molte altre. Dipinse successivamente figurazioni della Passione di Gesù e personaggi tra il reale e l'irreale, spesso ispirati a possibili sue allucinazioni visive e che ricordano immagini di Goya e Callot. Nel 1950 e 1952 gli vennero allestite due personali al Circolo Artistico di Bologna. Nel campo giornalistico, le sue illustrazioni vennero pubblicate in Novella, Corriere dei Piccoli, Corrierino Settimanale, Il Balilla e L'Illustrazione Italiana, e quelle di carattere politico in La Sberla e in Battaglia nel triennio 1919-1921.[3]

Citazione critica[modifica | modifica wikitesto]

Il critico d'arte Armando Pelliccioni scrive così di Sergio Burzi:

«Nel campo della pura fantasia s'osservano più propriamente le qualità artistiche del Burzi, perché è qui che l'autore si trova di fronte al problema della creazione di figurazioni originali le quali, consciamente o inconsciamente, ritraggono il suo mondo spirituale: fantasia, sentimento, gusto estetico e cultura»

(A. Pelliccioni, Gennaio 1935[4])

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sergio Burzi (1901-1954) - Disegni, Comune di Crespellano (1998).
  2. ^ Sergio Burzi (1901-1954) - Disegni, ibid., pp.5-8.
  3. ^ Sergio Burzi (1901-1954) - Disegni, ibid., pp.11-15.
  4. ^ Da articolo tratto da Bologna, rivista mensile del Comune di Bologna, anno XXII, n.1, genn.1935.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Cinti, Italo, Quarto e quinto quaderno Ratta, Comune di Bologna, XXII, n. 2 (1935)
  • Cristofori, Franco, Bologna come rideva, Milano (1957)
  • Pallottino, Paola, Regesto dei periodici esposti, Catalogo della mostra "La Metafisica: gli Anni Venti", a cura di Franco Solmi e Renato Barilli, vol. II, Bologna (1980)
  • Pelliccioni, Armando, Un disegnatore di eccezione, Comune di Bologna, XXIII, n. 1 (1935)
  • Ratta, Cesare, Gli adornatori del libro in Italia, vol. II, Bologna (1925)
  • Signo, La mostra "Francesco Francia", La Battaglia, II, n. 22, Bologna (1982)
  • Treves, Eugenio, Libri italiani per ragazzi, Lidel, VII, n. 12, Milano (1925)
  • Vianelli, Athos, "Catalogo per la mostra retrospettiva", Galleria L'Ariete, Bologna (1980)

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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