Scolopendra

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Scolopendra
Scolopendra polymorpha 1.jpg
Scolopendra polymorpha
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Ramo Bilateria
Superphylum Protostomia
(clade) Ecdysozoa
Phylum Arthropoda
Subphylum Tracheata
Superclasse Myriapoda
Classe Chilopoda
Ordine Scolopendromorpha
Famiglia Scolopendridae
Sottofamiglia Scolopendrinae
Genere Scolopendra
Linnaeus, 1758
Specie
  • vedi testo

Scolopendra Linnaeus, 1758 è un genere di artropodi della classe dei Chilopodi, noti comunemente come centopiedi.

Specie[modifica | modifica wikitesto]

Il genere Scolopendra comprende circa 85 specie e sottospecie.

La Scolopendra cingulata è la più importante specie europea, distribuita lungo tutta la regione mediterranea compresa l'Africa. Questa si presenta solitamente di un colore brunastro, con la testa e l'ultimo segmento del tronco di colore rosso. Le sue dimensioni arrivano a 10–15 cm di lunghezza e sopravvive predando insetti e altri invertebrati. La scolopendra cingolata è da considerarsi un animale relativamente innocuo per l'uomo, sebbene il suo morso, piuttosto doloroso (che comunque avviene solo se l'animale si sente in pericolo), sia in grado di causare reazioni locali (arrossamento, gonfiore, prurito, dolore). In soggetti particolarmente iper-reattivi (allergici), dopo la puntura può rendersi necessaria la somministrazione di farmaci cortisonici; in caso di gravi reazioni sistemiche, si rende necessario il ricovero d'urgenza al più vicino pronto soccorso. Altre specie presenti in Europa sono S. canidens, S. cingulata, S. clavipes, S. cretica, S. dalmatica, S. oraniensis, S. subspinipes e S. valida [1].

La Scolopendra gigantea, nota anche come centopiede gigante dell'Amazzonia rappresenta la specie di scolopendra più grande del mondo, arrivando ad essere lunga più di 30 cm. Queste sue dimensioni le permettono di poter cacciare anche vertebrati come rane e persino pipistrelli [2]. Questa specie abita le regioni settentrionali ed occidentali del Sudamerica fino alle isole di Trinidad e Giamaica. Per le sue dimensioni e i colori, questa specie è piuttosto popolare tra gli amanti degli artropodi, facendo bella mostra di sé nei terrari. A causa del suo veleno però, questo animale dovrebbe essere maneggiato con cura e attenzione, indossando almeno dei guanti per proteggere la pelle dalla sua secrezione tossica.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Le scolopendre sono organismi abbastanza comuni ed è possibile trovarli in zone ombreggiate quali parti inferiori di sassi e foglie morte, grotte, foreste e persino l’interno di case. Essi sono rintracciabili in molte zone climatiche del globo quali deserti, montagne, boschi e foreste. Sono artropodi solitari (se messi insieme, si combattono fino alla morte di uno dei due) e notturni. Durante il giorno vanno a rifugiarsi in zone umide e scure; tuttavia, qualora il clima sia troppo umido o troppo secco, essi cercano altri luoghi, arrivando a rifugiarsi all'interno di case. Le specie che abitano nelle zone temperate del globo sono solitamente più piccole (arrivano fino a 10 cm) di quelle che popolano le zone equatoriali umide, che possono superare i 30 cm.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Questi artropodi, piuttosto oblunghi, possiedono tuttavia un corpo alquanto massiccio e robusto. Il corpo è leggermente appiattito e protetto da placche dure - composte da chitina - collegate tra loro mediante membrane flessibili. A causa della natura del loro esoscheletro, che non cresce col crescere del resto del corpo, le scolopendre sono soggette a mute nel corso del loro sviluppo. Questi animali hanno colorazioni distinte tra le varie specie, variando dal bruno scuro al violetto al giallo passando per il verde ed il blu; inoltre il colore varia anche tra individui immaturi e adulti pure a dipendenza di dove i giovani sono cresciuti.
Il corpo viene diviso in due sezioni: testa e tronco. Ai 2 lati della testa si trovano 4 occhi semplici, non composti (ocelli) insieme ad un paio di antenne filiformi ben visibili. Il tronco è suddiviso in 21-23 segmenti, ciascuno di essi dotato di un paio di zampe, adattate per muoversi velocemente (fino a correre) e per afferrare la preda saldamente prima di ucciderla: le scolopendre infatti normalmente si avvolgono attorno alla preda per impedirle la fuga. L'ultimo paio di zampe è di norma molto sviluppato e rivolto all'indietro: probabilmente ha funzione di avvertimento verso i predatori o per confonderli (le zampe assomigliano molto al capo).
Il primo paio di zampe è ripiegato ad uscire sotto la testa e modificato a formare uncini (detti forcipule) velenosi coi quali uccide le prede. È interessante notare che tutte le specie di centopiedi (inclusa questa) presentano coppie di zampe solo in numero dispari[3].

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Le scolopendre si nutrono di invertebrati e, nel caso delle specie più grandi, di piccoli vertebrati quali lucertole, topi, rane e uccelli. La scolopendra, come la maggior parte degli artropodi depone uova, che protegge tra le zampe posteriori fino alla loro schiusa, creando così una specie di armatura. Dato che la femmina raramente abbandona le uova, quando si muove per cacciare solleva le zampe posteriori che proteggono le uova e striscia con quelle anteriori. Dopo la schiusa i piccoli (solitamente di colore bianco trasparente) vengono protetti allo stesso modo, almeno fino a quando non diventano troppo grandi per poter essere trasportati sul dorso della madre.

Rapporti con l'uomo[modifica | modifica wikitesto]

Il veleno[modifica | modifica wikitesto]

Il veleno di questi artropodi contiene acetilcolina, istamina e serotonina ed è tossico anche per l'uomo dove può causare, oltre a dolore intenso nel sito di iniezione, infiammazione e anche sintomi generali come febbre, debolezza e sudorazione abbondante. Sintomi così importanti sono più facilmente provocati dalle specie più grandi di scolopendra, come la S. gigantea, rintracciabili nelle foreste amazzoniche e dell’America centrale. Il loro veleno era già conosciuto da molto tempo, tanto da essere utilizzato dalla medicina tradizionale cinese come rimedio per reumatismi, calcolosi e alcune malattie della pelle [4][5][6].

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • La scolopendra compare nel libro "I fratelli Karamazov" di Dostoevskij, nel capitolo IV del terzo libro, in cui Dmitrij Karamazov racconta a suo fratello Aleša di essere stato vittima del morso di questo artropode, descrivendogli anche gli effetti sul suo corpo.
  • Un esemplare di Scolopendra polymorpha, comunemente nota come Scolopendra dalla testa rossa, compare nel Manga/Anime "Tokyo Ghoul" di Sui Ishida, dove viene utilizzata come "oggetto" di tortura nelle puntate finali della prima stagione dell'anime (intorno al capitolo 50 del manga). Nella seconda stagione, il protagonista sembrerà essere entrato in simbiosi con questo animale generando con la sua kagume dei tentacoli con la forma del corpo dell'invertebrato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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    Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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