Sasso (Cerveteri)

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Sasso
frazione
Castel del Sasso
Sasso – Veduta
La Chiesa di Santa Croce
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Coat of Arms.svg Lazio
Città metropolitanaProvincia di Roma-Stemma.png Roma
ComuneCerveteri-Stemma.png Cerveteri
Territorio
Coordinate42°03′16″N 12°02′42″E / 42.054444°N 12.045°E42.054444; 12.045 (Sasso)Coordinate: 42°03′16″N 12°02′42″E / 42.054444°N 12.045°E42.054444; 12.045 (Sasso)
Altitudine311 m s.l.m.
Abitanti264 (2015)
Altre informazioni
Cod. postale00052
Prefisso06
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantiSassaioli
Patronosant'Antonio abate
Giorno festivo14 settembre e 17 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sasso
Sasso

Il piccolo paese di Castel del Sasso o semplicemente Sasso, frazione del comune di Cerveteri nella città metropolitana di Roma Capitale, conserva la struttura ma soprattutto l'atmosfera di un antico borgo medievale.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il nome deriva dall'incombente mole di una rupe trachitica che sovrasta l'abitato da breve distanza, alle pendici della vasta formazione di Monte Santo; il picco roccioso, primo titolare del nome Sasso, è chiamato anche Scoglio di Sant'Antonio o banalmente "La Rocca" e conserva scarsi resti di murature antiche risalenti al XII secolo. Un'altra tradizione, storicamente più accreditata, fa derivare il suo nome dal latino "Saxo", cioè Sassone, poiché, a quanto si dice, gruppi di popolazione provenienti dalla Sassonia si insediarono qui durante il Medioevo.
La vasta area che comprende il Sasso e Monte Santo, rilevata rispetto all'attuale abitato, fu sede di un grande villaggio dell'età del bronzo finale e della prima età del ferro (secoli XII-VIII a.C.) di cui rimangono tutto intorno le sepolture, come al solito depredate a fini di lucro; tra le tombe della prima età del ferro di Monte Sughereto una barca interrata, senza traccia di ossa, è stata interpretata come cenotafio di un individuo scomparso in mare.

Note storiche[modifica | modifica wikitesto]

Nel XII secolo appartenne a Pietro detto Latro della famiglia romana dei Corsi che lo avevano ottenuto a garanzia di un pegno dalla Chiesa, per essere poi occupato dai signori della Tolfa e dai conti di Galeria; tornato alla Chiesa nel 1254, nel 1290[1] è già parte del patrimonio dei Romani/Bonaventura erede dei Venturini, insieme con Cerveteri, Giuliano, Campo di Mare e Torricella, che continuavano a possederlo durante la metà del secolo XIV[2] quando venne conteso dalla famiglia dei Prefetti di Vico[3]. Nel secolo XV diviene proprietà dell'Arcispedale di Santo Spirito in Saxia che lo cederà nel 1534 ai Patrizi di Siena già proprietari del tenimento di Castel Giuliano e che nel 1665 vennero unitamente erette in marchesato per la stessa famiglia. Le mura merlate che fanno da porta al borgo portano in effigie lo stemma della famiglia Patrizi, che acquistato il tenimento nel secolo XVI, volle dare al centro del borgo una conformazione cinquecentesca.

La Chiesa di Santa Croce, la quale dà il nome anche alla piazza su cui si affaccia, fu fondata nel XVI secolo da Filippo Patrizi. La cappella della Madonna è stata aggiunta solo nel 1642. Nel XVII secolo con la estinzione dei Patrizi nella famiglia Naro il Sasso venne ereditato da questi ultimi con titolo di marchesato.

Tra le località di interesse preistorico e archeologico dei dintorni: La grotta Patrizi sul Monte delle Fate, che ospitava la sepoltura neolitica di un individuo deforme con cranio trapanato in vita (a partire dai materiali della grotta la paletnologia italiana ha definito l'aspetto archeologico detto del Sasso). Gli abitati del bronzo medio del Sassone, di Monte li Pozzi e del Fosso Norcino, attribuibili all'aspetto stilistico "appenninico". Le tombe ad incinerazione dell'età del bronzo finale di Muracciola, Grottebarche, Montorgano e Pontoni. L'abitato e le necropoli protostoriche di Monte Tosto.

Caratteristiche fisiche[modifica | modifica wikitesto]

Il Sasso si trova a circa 300 m s.l.m. ed ha un clima mediterraneo mitigato leggermente dall'altitudine, infatti le temperature al Sasso sono molto spesso inferiori di almeno due gradi centigradi rispetto a quelle di Cerveteri che si trova 219 metri più in basso. Gli inverni sono miti con una temperatura minima media di circa 1,5 gradi centigradi ed una massima di circa 11 gradi centigradi. Le estati sono calde, a volte afose, comunque caldo ed umidità sono mitigati dall'altitudine. Le temperature massime a luglio si aggirano in media attorno ai 32 °C e le minime attorno ad i 20,5 °C.Durante alcune giornate particolarmente calde le temperature possono superare anche i 40 °C e, durante l'ondata di caldo dell'estate 2003,la temperatura è salita vertiginosamente fino a raggiungere i 51,5 °C. Le piogge si concentrano tra il tardo autunno e l'inizio della primavera. D'inverno, soprattutto a febbraio, si possono verificare delle nevicate che possono anche durare tutta la giornata. In passato nevicava quasi ogni anno, oggi il fenomeno è divenuto più raro. La più grande nevicata che si verificò al Sasso nel secolo precedente fu nel 1956:in questo anno nevicò quasi ininterrottamente da gennaio a marzo, la neve cadde più volte anche in aprile e rimase al suolo fino a maggio. Le ultime due grandi nevicate si sono verificate il 3 e il 10 febbraio 2012 con accumuli dai 40 cm a un metro nei luoghi più esposti.

Tradizioni locali[modifica | modifica wikitesto]

Il Sasso ha due giorni per così dire festivi, cioè il 14 settembre (Esaltazione della Santa Croce, le cui reliquie sono conservate nella chiesa del paese) e il 17 gennaio (giorno dedicato al patrono del paese, Sant'Antonio abate). A proposito di quest'ultimo, era tradizione fino a qualche decennio fa fare il cosiddetto "focarone": si allestiva un grande falò nella piazza del paese sul quale si cuocevano salsicce e altri prodotti locali. Per la festa di Sant'Antonio è tradizione portare in processione per il paese la statua e gli stendardi del santo intonando il "Canto a Sant'Antonio", ormai storico per gli abitanti. il testo dell'inno sacro è composto da due parti: la prima, più antica, che ha una melodia molto simile all'inno "O dei miracoli"dedicato a Sant'Antonio da Padova, e la seconda, i cui testo e melodia furono composti da un anonimo autore sassaiolo durante la seconda guerra mondiale. Nella prima parte si segnalano, a livello linguistico, tratti molto arcaici e regionali, come la costruzione " difendere a qualcuno da..." invece di "difendere qualcuno da..." e "rio" per reo"(colpevole). Sotto si riporta il testo dell'inno. Gli ultimi due versi di ogni strofa della prima parte e l'ultimo verso della seconda parte si ripetono due volte.

Prima parte:
A noi rivolgi il grido santo,
lo sguardo amabile dal paradiso,
tutti professano per te gran fe',
o Sant'Antonio prega per me.

All'alma nostra ognor difendi
d'ogni periglio del rio dragone,
sì che ripetasi sempre con fe':
"O Sant'Antonio prega per me".

Nella terribile estrema agonia
dal cielo mostraci la tua possanza
e l'alma nostra prendi con te,
o Sant'Antonio prega per me.

Proteggi il Sasso, padre amoroso,
stendi su tutti la santa mano,
sì che ripetasi sempre con fe':
"O Sant'Antonio prega per me".

Seconda parte:
Ti salutiamo egregio Sant'Antonio
raccolti ai pie' del tuo santo altar;
odi la voce e il grido di che ti ama,
di chi t'implora in terra e sul mar,
glorioso santo del Sasso protettor,
egregio Sant'Antonio per noi prega il Signor(2V.).

Luoghi di culto[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sandro Carocci, Baroni di Roma. Dominazioni signorili e lignaggi aristocratici nel duecento e nel primo trecento, École Française de Rome, A. 1993, 181, p.345
  2. ^ Archivio Storico Capitolino, Archivio Orsini, II.A.05,025
  3. ^ Carlo Calisse, I Prefetti di Vico, in Archivio della R. Società Romana di Storia Patria, v. 10, nn. 1-2 (1887), pp. 1-136 e 353-594
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