Castel Giuliano

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Castel Giuliano
frazione
Castel Giuliano
Castel Giuliano – Veduta
Castel Giuliano – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Coat of Arms.svg Lazio
Città metropolitanaProvincia di Roma-Stemma.svg Roma
ComuneBracciano-Stemma.png Bracciano
Territorio
Coordinate42°06′00″N 12°11′00″E / 42.1°N 12.183333°E42.1; 12.183333 (Castel Giuliano)
Altitudine288 m s.l.m.
Abitanti180[1] (30-06-2010)
Altre informazioni
Cod. postale00062
Prefisso06
Fuso orarioUTC+1
Nome abitanticastellesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castel Giuliano
Castel Giuliano

Castel Giuliano è una frazione della provincia di Roma. Si trova all'interno del territorio del comune di Bracciano, dal centro del quale dista 7,07 chilometri. Si tratta di un'antica tenuta della Campagna romana che nel XVI secolo divenne di proprietà dei Patrizi Chigi Montoro con il titolo di marchesato, per passare nel 1750 ai Patrizi Naro Montoro; confinava con le tenute di Valle Luterana, Sasso e Petrischie e con i territori di Bracciano, Manziana e Cerveteri, ed aveva una estensione di 1341 rubbia, pari a ettari 2.414 circa[2].

Le cascate al Fosso della Mola

[3]

Il castello e il giardino[modifica | modifica wikitesto]

Il giardino del palazzo si sviluppa all'interno dell'edificio e occupa una buona parte del parco, cambiando via via fisionomia, da giardino formale a giardino paesaggistico, accompagnando, dapprima, le strutture architettoniche e il rigore delle corti e dei sentieri regolari, per fondersi, successivamente, con la vegetazione spontanea della macchia mediterranea e convivere con i giochi di luce e ombre delle grandi alberature.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale di Castel Giuliano trae origini dalla costruzione della chiesa all'interno del castello, subito dopo l'acquisto della tenuta da parte dei marchesi Patrizi. La chiesa, costruita intorno al 1660, fu dedicata a San Filippo Neri, di cui era molto devoto il marchese Patrizio Patrizi di Giovanni. Restaurata nel XVIII secolo, con cinque altari, stucchi e dipinti, si affaccia su un fiorito cortile.

Quando la chiesa gentilizia divenne insufficiente per soddisfare le esigenze dei fedeli, casa Patrizi cedette una parte dei suoi terreni, fuori le mura del castello, per la costruzione di una nuova chiesa. Anch'essa fu intitolata a San Filippo Neri e la costruzione iniziò agli inizi degli anni cinquanta, sotto la direzione del parroco, don Giulio Cesari, e completata da suo successore, monsignor Giuseppe Medový. La chiesa fu consacrata il 15 maggio 1955 dal cardinale Eugène Tisserant, vescovo titolare della Diocesi di Porto-Santa Rufina, e dedicata al SS. Crocifisso.

Nel 1683 i Patrizi costruirono anche la piccola chiesa di San Rocco, in origine dedicata alla Santa Croce. Anticamente era utilizzata regolarmente per le funzioni liturgiche e, quando agli inizi del XX secolo fu aperto il cimitero dietro la chiesa, ne divenne la cappella centrale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ castellesi
  2. ^ Nicola Maria Nicolai, Memorie, leggi ed osservazioni sulle campagne e sull'annona di Roma, Vol.1, p.78
  3. ^ Fosso della Mola, su tesoridellazio.it. URL consultato il 10 novembre 2015 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2016).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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