Santuario della Madonna Nera del Sacro Monte di Viggiano

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Santuario della Madonna Nera del Sacro Monte di Viggiano
Sacro Monte di Viggiano04.jpg
Via per il Santuario
StatoItalia Italia
RegioneBasilicata Basilicata
LocalitàViggiano-Stemma.png Viggiano
ReligioneCattolica
TitolareMaria
Arcidiocesi Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo
ConsacrazioneXIV secolo[1]
Stile architettonicoBarocco e Neoclassico
Sulla Via Crucis

Il santuario della Madonna Nera del Sacro Monte di Viggiano è il santuario regionale della Basilicata. Si trova nel comune di Viggiano, a 12 km circa dal centro abitato, ed è frequente meta di pellegrinaggi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il santuario fu eretto presumibilmente nel XIV secolo, nel luogo dove la leggenda vuole il ritrovamento del simulacro della Madonna. La leggenda narra che l'immagine sacra fosse venerata sin dagli albori del cristianesimo nell'antica città di Grumentum; quando questa fu distrutta dai Saraceni, la statua sarebbe stata nascosta in una buca, ancora oggi visibile alle spalle dell'altare maggiore e ritrovata grazie all'apparizione di misteriosi fuochi. Il primo documento noto che cita la chiesa risale al 1393: si tratta di un atto in cui tale Tommaso Bono Iurno di Viggiano cedette alla chiesa dieci grani pro luminaris.

Secondo gli storici Giovanni Colangelo, Nicola Tommasini e Giovanni Tramice, il culto dell'immagine della Madonna era già molto diffuso nel XVI secolo e del santuario si occupò anche papa Giulio II.

Dalla visita ad limina, datata 9 novembre 1618, del vescovo di Marsico Nuovo dell'epoca, mons. Timoteo Caselli, emerge che il santuario di Santa Maria del Monte si sosteneva con rendite proprie.

Nel 1890, papa Leone XIII incoronò la Madonna del Monte di Viggiano "Patrona e Regina" della Lucania. L'investitura fu ribadita da papa Paolo VI nel 1965:

«È noto che nel territorio delle diocesi di Potenza e Marsico esiste un Tempio Sacro, quasi augusta reggia, carissimo a tutto il popolo della Lucania, dedicato alla Beatissima Madre di Dio Maria SS.ma del Sacro Monte di Viggiano. Ivi infatti si trova il Simulacro venerando, immagine per antichità e bellezza dell'Augusta Vergine, reggente il Fanciullo Gesù; tale Simulacro, come viene assicurato, fu trovato prodigiosamente indicato da una fiamma celeste, sul vicinissimo Monte, che è tra i più alti monti della Lucania; e Maria SS.ma sotto lo stesso titolo, dato a Lei ed insieme al tempio ed al luogo, fu sempre proclamata e venerata come Patrona e Regina di tutta la Regione»

Nel dicembre del 1965 papa Paolo VI elevò il santuario alla dignità di basilica minore[2].

Nel suo romanzo autobiografico "Cristo si è fermato a Eboli", lo scrittore Carlo Levi descrive la processione della Madonna di Viggiano[3].

La statua della Madonna[modifica | modifica wikitesto]

Il simulacro sarebbe stato scolpito nel VI secolo per essere ospitato nella cattedrale di Grumentum.

Festività[modifica | modifica wikitesto]

I festeggiamenti in onore della Madonna Nera si dividono in due momenti dell'anno: nella prima domenica del mese di maggio la statua viene portata, all'interno di una teca, dal centro di Viggiano al santuario del monte.

Nella prima domenica di settembre, la statua fa il percorso inverso. Questa celebrazione è preceduta da una processione (del pellegrino) che si tiene il sabato precedente.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il primo documento noto che cita il santuario risale al 1393.
  2. ^ (EN) Catholic.org Basilicas in Italy
  3. ^ Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli, Mondadori, 1960, pp. 96-97.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Valeria Verrastro, Con il bastone del pellegrino attraverso i Santuari Cristiani della Basilicata, Matera, Altrimedia edizioni, 2000.
  • Giovanni Tramice, La Madonna di Viggiano nella storia, Venosa, 1995
  • Francesco Romagnano, Santuario Madonna del Sacro monte, Genova, 1991
  • Giovanni A. Colangelo, Il Santuario di Viggiano, Venosa, 1984
  • Enzo Vinicio Alliegro, Processi di trasformazione di pratiche religiose popolari: il Santuario di Viggiano, Venosa, 2001.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]