San Fernando del Valle de Catamarca

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San Fernando del Valle de Catamarca
comune di prima categoria[1]
San Fernando del Valle de Catamarca – Stemma
San Fernando del Valle de Catamarca – Bandiera
San Fernando del Valle de Catamarca – Veduta
San Fernando del Valle de Catamarca – Veduta
Localizzazione
StatoArgentina Argentina
ProvinciaBandera de la Provincia de Catamarca.svg Catamarca
DipartimentoCapital
Amministrazione
SindacoRaúl Jalil[1] dal 2015
Data di istituzione05/07/1683
Territorio
Coordinate28°28′07″S 65°46′45″W / 28.468611°S 65.779167°W-28.468611; -65.779167 (San Fernando del Valle de Catamarca)
Altitudine550 m s.l.m.
Superficie684 km²
Abitanti159 703[1] (2010)
Densità233,48 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postaleK4700
Prefisso3834
Fuso orarioUTC-3
Cartografia
Mappa di localizzazione: Argentina
San Fernando del Valle de Catamarca
San Fernando del Valle de Catamarca
Sito istituzionale

San Fernando del Valle de Catamarca (spesso chiamata semplicemente Catamarca) è una città dell'Argentina nord-occidentale, capitale della provincia di Catamarca e del dipartimento di Capital.

La città è situata a 550 metri di altitudine ed ha una popolazione di circa 141.000 abitanti, più di 200.000 considerando i sobborghi, il che rappresenta circa il 70% della popolazione dell'intera provincia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La città sorge sulle rive del Río Valle, ai piedi del Cerro Ambato, ed è situata a 1131 km a nord-ovest di Buenos Aires. Le capitali provinciali più vicine sono La Rioja (154 km), San Miguel de Tucumán (230 km) e Santiago del Estero (209 km).

Clima[modifica | modifica wikitesto]

L'arido e mite clima continentale della zona ha una media annuale di 20 °C, con una temperatura media massima di 34 °C in estate, e una media minima di 5 °C in inverno. Nelle zone di alta montagna la temperatura può scendere fino a 30 °C sotto lo zero.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Un insediamento originario, chiamato Londres, fu fondato dai coloni spagnoli nel 1558; esso divenne permanente nel 1683, per opera di Fernando de Mendoza y Mate de Luna. Catamarca deriva dalla lingua Quechua e significa "fortezza sul pendio".

La città, che contava soltanto 8.000 abitanti nel 1882, crebbe molto lentamente anche quando fu raggiunta dalla ferrovia nel 1888. La provincia rimase comunque povera sino ai giorni nostri, anche a causa del nepotismo della famiglia Saadi, che a tutt'oggi la governa.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La città è sede della diocesi di Catamarca, istituita il 5 febbraio 1910 e suffraganea dell'arcidiocesi di Salta.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo Archeologico "Adán Quiroga"
  • Museo di Belle Arti "Laureano Brizuela"
  • Museo Storico della Città
  • Casa Caravati-Museo d'Arte Contemporaneo

Università[modifica | modifica wikitesto]

La città è sede dell'università nazionale di Catamarca, fondata nel 1972.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'agricoltura è la principale attività economica di San Fernando; tuttavia, le scarse precipitazioni rendono necessaria l'irrigazione. Importante la produzione di frutta e di vino nell'area circostante la città. Altre risorse economiche sono la produzione di cotone e l'allevamento, così come le attività minerarie nelle miniere del Farallón Negro, del Bajo de la Alumbrera e delle Capillitas, dove vengono estratti oro, argento, rame e stagno.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

La principale via d'accesso alla città è la strada nazionale 38 che unisce la provincia di Córdoba con San Miguel de Tucumán.

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

San Fernando è servita dall'aeroporto Felipe Varela (codice CTC), situato 15 km a sud-est della città, con voli regolari su Buenos Aires e La Rioja.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (ES) Scheda sul sito del Ministero dell'Interno, su mininterior.gov.ar. URL consultato il 2 marzo 2018.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN133775604 · LCCN (ENn88202511 · GND (DE4085180-1 · BNF (FRcb12322802r (data) · J9U (ENHE987007567313105171 · WorldCat Identities (ENlccn-n88202511
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