Sturmabteilung

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Sturmabteilung
Battaglione d'assalto
SA
SA-Logo.svg
L'emblema delle SA
Descrizione generale
Attiva5 ottobre 1921-
8 maggio 1945
NazioneGermania Repubblica di Weimar
Germania Germania nazista
ServizioNSDAP-Logo.svg NSDAP
TipoOrganizzazione paramilitare
Dimensione3.000.000 (massimo)
Guarnigione/QGBarerstraße, Monaco di Baviera
SoprannomeCamicie brune
SA
Parte di
Comandanti
Oberst SA-FührerEmil Maurice
(1920-1921)
Hans Ulrich Klintzsche
(1921-1923)
Hermann Göring
(1923)
Franz Pfeffer von Salomon
(1926-1930)
Adolf Hitler
(1930-1945)
Stabschef-SAOtto Wagener
(1929-1930)
Ernst Röhm
(1930-1934)
Viktor Lutze
(1934-1943)
Wilhelm Schepmann
(1943-1945)
Degni di notaErnst Röhm
Hermann Göring
Franz Pfeffer von Salomon
Simboli
BandieraFlag of the SA (Sturmabteilung).svg
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Le Sturmabteilung[?·info] o SA (letteralmente «reparto d'assalto», anche se si è affermato nell'uso comune e nella letteratura scientifica l'espressione «squadre d'assalto») – furono il primo gruppo paramilitare del Partito Nazista. Sono conosciute anche come camicie brune a causa del colore della loro divisa.

Svolsero un ruolo di rilievo nell'ascesa al potere di Adolf Hitler fra la seconda e la terza decade del XX secolo. Si occuparono principalmente di proteggere i raduni e le assemblee naziste, di interrompere le riunioni dei partiti avversari, mobilitanosi contro i loro corpi paramilitari, come la Lega dei combattenti del fronte rosso (Rotfrontkämpferbund) del Partito Comunista di Germania (KPD), nonché di portare a termine spedizioni punitive e atti intimidatori nei confronti di rom, sindacalisti ed ebrei, ad esempio nel 1933, in vista del Boicottaggio nazista del commercio ebraico.

Sarebbero poi divenute il braccio armato dei nazisti nel fallito putsch della birreria di Monaco nel 1923, organizzato da Ernst Röhm insieme a Hitler ed al generale Erich Ludendorff. Il fallito colpo di Stato costrinse Hitler a scontare una condanna a cinque anni di reclusione ed allo scioglimento delle SA e del partito nazista. Nell'aprile del 1924 furono rifondate con il nome di Frontbann. Nel febbraio del 1925 il bando fu tolto e le SA ripresero il loro nome originario. Nel 1926 Hitler nominò comandante delle SA Franz Pfeffer von Salomon che ne fece crescere il numero degli iscritti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondazione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Putsch di Monaco.

Il nome iniziale del gruppo, nato come Freikorp ad opera di Emil Maurice nel febbraio 1920 è Saalschutz Abteilung (lett. Reparto di difesa del Palazzo o, meno probabile ma utilizzato da qualche interprete "Reparto di difesa della sala"). Nell'agosto del 1921, unito col gruppo di Hermann Ehrhardt, è Sportabteilung (squadra sportiva), ma a partire dal 5 ottobre 1921 il corpo assume il nome di Sturmabteilung.

Originariamente, il termine indicò le truppe d'assalto specializzate dell'Impero tedesco che durante la Prima guerra mondiale attuavano missioni tattiche di infiltrazione in squadre di pochi soldati ciascuna. Il 2 marzo 1915, la prima unità fu ufficialmente autorizzata ad operare sul fronte occidentale, dove il vertice della catena di comando aveva ordinato all'VIII Corpo di formare un distaccamento l fine testare armi sperimentali e di sviluppare tattiche risolitive di una situazione di stallo operativo. Il 2 ottobre 1916, il generalquartiermeister Erich Ludendorff diramò a tutti i reparti dislocati a ovest l'ordine di formare un battaglione di truppe d'assalto.[2] Queste ultime trovarono impiego per la prima volta in appoggio logistico all'ottava armata durante l'Assedio di Riga e poi nuovamente nella Disfatta di Caporetto. Nel marzo 1918, ebbe luogo un impiego più estensivo sul fronte occidentale per l'Offensiva di primavera, quando le linee alleate furono respinte con successo per alcune decine di chilometri.

Ascesa: dal 1919 al 1923[modifica | modifica wikitesto]

Frattanto, nel gennaio 1919, era stato costituito a Monaco il DAP (Deutsche Arbeiterpartei, Partito dei Lavoratori Tedeschi) al quale Adolf Hitler si sarebbe unito nel novembre dello stesso anno. La sua retorica e la padronanza dei nuovi media segnarono la sua rapida affermazione all'interno dell'organismo. All'inizio del 1920, aveva già raggiunto una certa autorità nel partito, che a febbraio mutò il proprio nome in NSDAP (Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei, Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori).[3][4] Per intercettare voti e consensi fra i lavoratori di sinistra, il comitato esecutivo del partito decise di aggiungere la parola "socialista", anche a seguito delle obiezioni sollevate da Hitler.[5]

I primi nuclei paramilitari della Sturmabteilung erano stati informalmente coinvolti allo scopo. Proponendosi l'obiettivo di supportare la crescita del partito mediante una robusta azione di propaganda, Hitler convinse il comitato direttivo a investire nel Münchener Beobachter (successivamente ribattezzato Völkischer Beobachter) per un primo raduno di massa nella Hofbräuhaus, fissato per il 16 ottobre 1919, al quale parteciparono circa 70 persone. Un secondo incontro dello stesso tipo fu annunciato per il 13 novembre nela birreria Eberl-Bräu, con l'azione concomitante di circa 130 persone. Alcuni disturbatori furono prontamente allontanati dai militari amici di Hitler, mentre gli agitatori «volarono giù per le scale con le teste squarciate» . Il 24 febbraio 1920, duemila persone si diedero appuntamento all'Hofbräuhaus per la prima esposizione pubblica del programma in venticinque punti del partito. Quando alcuni contestatori tentrono di sovrastare la voce del leader, furono prontamente raggiunti dai suoi ex commilitoni armati dei loro manganelli di gomma. In questo modo, erano state gettate le fondamenta politihe per la costituzione delle SA.[6]

Dopo l'incidente del febbraio 1920 all'Hofbräuhaus, Emil Maurice riunì intorno a sé un sottogruppo permanente degli iscritti al partito, per utlizzarla come distaccamento di protezione della sala riunioni (Saalschutzabteilung ) per il DAP. All'inizio, il gruppo era scarsamente strutturato e si fece chiamare anche col nome di Ordnertruppen.[7] Trascorso poco più di un anno, il 3 agosto 1921, Hitler ribattezzò il gruppo come la "Divisione ginnastica e sport" del partito (Turn- und Sportabteilung), forse per evitare problemi con il governo[8] per quello che il partito ben riconosceva come una funzione o un organo opportuno, per non dire indispensabile. La futura SA si sviluppò organizzando e fdando poi una formale ufficialità ai gruppi di ex soldati e provocator della birreria che avevano ricevuto l'incarico di proteggere le riunioni del partito nazista dalle interruzioni dei socialdemocratici dell'SPD e dei comunisti del KPD, oltre a quello di ostacolare la vita politica dei loro rispettivi movimenti. Nel settembre 1921, il gruppo stava utilizzando il nome Sturmabteilung (SA) ancora in via informale nell'ambito della prorpia attività quotidiana[9], mentre Hitler era già divenuto il leader ufficiale del partito nazista.[10]

Il 4 novembre 1921, la Hofbräuhaus di Monaco fu il teatro di un grande raduno pubblico dei nazisti, che attrasse l'attenzione molti comunisti e altri avversari. A un certo punto del'orazione di Hitler, l'incontro si tramutò in una baruffa nella quale un ristretto novero di militi della compagnia di SA ebbe la meglio. I nazisti commemorarono questo episodio Saalschlacht ("battaglia nella sala riunioni"), che con il passare del tempo assunse dimensioni leggendarie nella mitoligia delle SA. Da allora in poi, il gruppo fu ufficialmente conosciuto come Sturmabteilung.[9]

La guida della SA passò da Maurice al giovane Hans Ulrich Klintzsch, un ex ufficiale di marina, membro della Marine-Brigade Ehrhardt (famosa per il tentato Putsch di Kapp), nonché membro del Organizzazione Consul. Con Hitler al potere, i nazisti iniziarono ad adottare le tecniche di gestione più professionali dei militari.[9]

Dopo il tentativo fallito di colpo di Stato del 1920, il partito nazistafu messo fuori legge dal 1922 al 1923. Cionostante, creò lo Jugendbund, la sezione giovanile per giovani maschi fra i quattordici e i diciotto anni di età. Ad esso succedette la Gioventù Hitleriana (Hitlerjugend, HJ) che rimase sotto il comando delle SA fino al maggio 1932. Nel 1922, Hermann Göring si unì al Partito nazista, dopo aver ascoltato un discorso di Hitler, che nel 1923 gli assegnò il comando delle SA in qualità di Oberster SA-Führer (luogotenente generale), poi promosso al grado di SA-Gruppenführer (tenente generale) che avrebbe mantenuto all'interno delle SA fino al 1945.

La guida di Röhm e la presa del potere[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Raduno di Norimberga e Incendio del Reichstag.
Adunata delle SA a Berlino nella primavera del 1933

Dal 1930 furono di fatto organizzate e guidate da Ernst Röhm, che ne assunse la guida ufficiale nel 1931. Erano soprannominate Beefsteak (bistecca - nera fuori, rossa dentro), perché ne facevano parte numerosi ex socialdemocratici ed ex comunisti[11]. Divennero 170.000 nel 1930, e nel 1933 le SA arrivarono a contare effettivi per più di due milioni. Quando il nazismo non era ancora al potere si lanciarono in scorribande e tumulti di piazza contro i più odiati avversari dei nazisti, ovvero gli Spartachisti. Le SA contribuirono con le loro intimidazioni all'ascesa al potere di Hitler, nella sostanziale impunità da parte della polizia. Arrivarono nei primi mesi del 1932 a 400.000 membri a causa della disoccupazione, continuavano a costituire la maggiore forza d'urto nelle mani di Hitler. Durante la vittoriosa campagna elettorale per le elezioni del 1932 furono mandate all'assalto degli oppositori ed i maggiori disordini si verificarono in Prussia, dove, nel periodo in cui avvenne il cosiddetto Preußenschlag, il colpo di Stato prussiano, vi furono 82 morti ed oltre 400 feriti.

Le SA furono ancora impiegate per reprimere violentemente qualsiasi forma di protesta fino al 27 febbraio 1933, quando l'incendio del Reichstag fornì il pretesto al nuovo Cancelliere per convincere il presidente Hindenburg a emanare il decreto di restrizione dei diritti civili.

La crisi tra Hitler e Röhm[modifica | modifica wikitesto]

Il comandante delle Sturmabteilungen Ernst Röhm, qui con l'Oberführer Kurt Daluege (a sinistra) ed Heinrich Himmler

Il successo politico e la crescita della popolarità di Hitler indussero i vertici delle SA e gli aderenti della prima ora del partito Nazista a ritenere che il Cancelliere avesse tradito l'originario scopo della rivoluzione nazionalsocialista; egli infatti, secondo Röhm, si era discostato dal progetto anticapitalista del partito, accordandosi con i grandi affaristi, gli industriali ed il mondo dell'aristocrazia, i cosiddetti Junker, che comprendevano gli elementi più influenti della Reichswehr[12], ed il capo di Stato Maggiore delle SA non nascose il suo desiderio di una "seconda rivoluzione", attaccando in più occasioni la linea di condotta del Governo, continuando a coltivare l'idea che le Sturmabteilungen avrebbero dovuto trasformarsi in un vero e proprio esercito, piano in passato ideato ed autorizzato dallo stesso Hitler, da utilizzare come forza di riserva della Reichswehr[13].

L'intento del comandante delle SA tuttavia non si limitava all'accoglimento delle squadre d'assalto nell'esercito ma egli anelava anche di prenderne il comando, prospettiva decisamente osteggiata dallo Stato Maggiore generale tedesco, contrario anche al semplice inquadramento nelle forze armate come milizia, e l'ostilità di Röhm nei confronti di Hitler si manifestò al termine di due riunioni che si tennero tra i vertici della Reichswehr e delle SA, al fine di dirimere la questione: nella prima, che non portò significativi mutamenti nelle rispettive posizioni, il comandante delle SA rivolse frasi sprezzanti nei confronti del Cancelliere che Viktor Lutze immediatamente gli riportò[14], ed identico atteggiamento, condiviso anche dagli altri capi delle Sturmabteilungen, egli ebbe al termine della successiva riunione, quando alle SA fu accordata un'unica concessione, ossia che, in tempo di guerra, esse avrebbero potuto combattere a fianco dell'esercito ma solo entro i confini della Germania; tale concessione tuttavia non mitigò l'ardore di Röhm, il quale apostrofò nuovamente Hitler[15], anche di fronte ai militari quali il generale Heinz Guderian, ed anche in questo caso Lutze informò immediatamente il Cancelliere[16].

Tentato golpe ed eliminazione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Notte dei lunghi coltelli.
Ernst Röhm (in camicia chiara) a Berlino nel 1933 insieme a Karl Ernst (alla sua sinistra)

Arrivarono a contare quasi tre milioni di uomini all'inizio del 1934. Le squadre d'assalto iniziarono però ad entrare in crisi per l'ostilità di Göring e soprattutto di Himmler, capo delle SS, altra organizzazione paramilitare cresciuta all'interno delle stesse SA. Il motivo principale di questo astio era Hitler stesso, perché Röhm gli imputava di essersi discostato dal progetto anticapitalista e rivoluzionario del partito delle origini, accordandosi con gli industriali ed il mondo dell'aristocrazia. Hitler dapprima ridusse progressivamente la sfera di influenza delle SA, e di Röhm, che nominò ministro senza portafoglio, ma l'idea diffusa dai vertici delle SS che le SA stessero preparando un colpo di Stato per rovesciare il governo di Hitler, indusse quest'ultimo a prendere la decisione di agire in modo diretto nei confronti di Röhm e dei suoi seguaci.

Le SA subirono così una violenta epurazione il 30 giugno 1934, la famigerata "notte dei lunghi coltelli", avvenuta anche con il sostegno dei vertici dell'esercito tedesco, che maltolleravano la presenza in Germania di truppe paramilitari turbolente. Il Führer invitò circa 200 tra gli esponenti di spicco (compreso Röhm) in un albergo isolato a Bad Wiessee, in Baviera, capeggiando poi arma in pugno un'incursione all'alba dei suoi fedelissimi (tra cui Lutze, alto ufficiale SA), SS della sua guardia (la Leibstandarte) e agenti della GeStaPo, per sorprendere i "congiurati" nel sonno, acquisendo le prove della degenerazione di alcuni, omosessuali, prelevandoli e da lì a breve facendoli freddamente trucidare dalle SS dando in tal modo alle truppe di Himmler la possibilità di dimostrare la propria "preparazione". A questo fatto, nei giorni immediatamente successivi, seguirono numerosi arresti e le esecuzione di tutte le SA non fedeli a Hitler.

Dopo la "notte dei lunghi coltelli" alcuni reparti delle SA rimasero in circolazione o asserragliati nelle proprie sedi/caserma ma, privati del comando degli ufficiali, non riuscirono ad organizzare alcun tipo di rappresaglia. Non fu possibile stabilire con esattezza il numero totale delle vittime, militari e civili, della "notte dei lunghi coltelli": secondo i dati forniti il 13 luglio dallo stesso Cancelliere del Reich, furono assassinate 71 persone.

Hitler ordinò che non sarebbero state soggette all'arresto od alla pena capitale solo le SA che giuravano cieca obbedienza verso di lui e con la nomina di nuovo "capo" per Viktor Lutze, nomina che fu ufficializzata il 26 luglio, le SA furono ufficialmente rifondate e rese indipendenti dalle SS.

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la notte dei lunghi coltelli le SA, riorganizzate da Lutze, contribuirono al mantenimento dell'ordine pubblico in Germania e, a seguito della proclamazione delle leggi razziali, affiancarono le SS nell'opera di repressione contro gli ebrei che, nel 1938, esplose in tutta la sua violenza durante la notte dei cristalli. In seguito le SS ottennero il comando delle SA.

All'inizio della seconda guerra mondiale la maggior parte dei membri delle SA, analogamente alla maggioranza delle Allgemeine SS, fu chiamata in servizio nelle forze armate tedesche ma furono costituiti anche reparti di sole SA, denominati Feldherrnhalle SA-Panzer Korps, comprendenti 2 divisioni, 4 reggimenti e 8 battaglioni, l'equivalente su scala minore delle Waffen SS

Al Processo di Norimberga saranno dichiarate fuorilegge e organizzazione criminale.

Comandanti delle SA[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Gradi delle SA.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dal 1934
  2. ^ Ian Drury, German Stormtrooper 1914–1918, Osprey Publishing, 2003.
  3. ^ Prima della fine del 1919, Hitler era già stato nominato capo della propaganda del partito, con i supporto di Anton Drexler. Cfr. Toland p. 94.
  4. ^ Kerfshaw, 2008, p. 87
  5. ^ Mitcham, 1996, p. 68
  6. ^ Toland, pp. 94–98
  7. ^ Manchester, p. 342.
  8. ^ William L. Shirer, The Rise and Fall of the Third Reich, 1960, p. 42; Toland, p. 112
  9. ^ a b c Campbell, pp. 19–20
  10. ^ Hitler era stato designato presidente dal congresso speciale del 29 luglio 1921. Nel discorso di insediamento, dichiarò che il quartiere generale sarebbe stato a Monaco e che quanti non avessero voluto sposare la sua linea avrebbero dovuto lasciato il partito. Il discorso non toccò intenzionalmente altri temi. Hitler fu eletto con 543 voti a favore e un solo contrario. Cfr. Toland, p. 111.
  11. ^ Philippe Aziz, I medici dei Lager, 1975, pag 9.
  12. ^ La Reichswehr mutò il suo nome in Wehrmacht a seguito della riforma delle forze armate tedesche, promulgata da Hitler nel 1935.
  13. ^ AA.VV. Ascesa al Potere 1993, p. 173.
  14. ^ AA.VV. Ascesa al Potere 1993, p. 174.
  15. ^ Ernst Röhm così si espresse: "Ciò che dice quel ridicolo caporale a noi non interessa; non ho la minima intenzione di rispettare questo accordo. Hitler è un traditore e come minimo dovrà andarsene in congedo". Vedi AA.VV. Le SS 1993, p. 33.
  16. ^ Il generale Guderian, presente alla riunione, dichiarò di avere udito commenti quali "Adolf ha ancora molto per potersi riorientare" e "Adolf sta diventando un uomo di mondo; si è appena fatto fare un abito nero. Sta tradendoci tutti, frequenta solo i reazionari e disprezza i vecchi camerati". Vedi Guderian 2008, p. 43.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Max Gallo La nuits des longs couteaux , edizioni Robert Laffont, SA, 1970; 1ª ed. Italiana La notte dei lunghi coltelli, (trad. dal francese di Raffaele Rinaldi), Arnoldo Mondadori Editore S.p.a., Milano 1971; ultima ed. Oscar Mondadori, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1999
  • Lorrain Noel Kemski, La notte dei lunghi coltelli, Pocket Longanesi, Milano 1970
  • Sergio De Santis, La notte dei lunghi coltelli. La vera storia delle SA, 2007, Avverbi
  • Enrico Della Pietra, Il crepuscolo della Repubblica di Weimar. Germania 1932, fine di una democrazia, Edizioni Il Filo, Roma 2008
  • Arrigo Petacco (cur.), La seconda guerra mondiale 6 voll., Armando Curcio Editore
  • (EN) Lambert M. Surhone, Miriam T. Timpledon, Susan F. Marseken, Sturmabteilung, 2010, VDM
Letture di approfondimento
  • Richard Bessel, Political Violence and The Rise of Nazism: The Storm Troopers in Eastern Germany, 1925–1934, Yale University Press, 1984, ISBN 0-300-03171-8.
  • Bruce Campbell, The SA Generals and The Rise of Nazism, University Press of Kentucky, 1998, ISBN 0-8131-2047-0.
  • Richard J. Evans, The Coming of the Third Reich, Penguin Group, 2003, ISBN 978-0-14-303469-8.
  • Richard J. Evans, The Third Reich in Power, New York, Penguin, 2005, ISBN 978-0-14-303790-3.
  • Conan Fischer, Stormtroopers: A Social, Economic, and Ideological Analysis, 1929–35, Allen & Unwin, 1983, ISBN 0-04-943028-9.
  • Jill Halcomb, The SA: A Historical Perspective, Crown/Agincourt Publishers, 1985, ISBN 0-934870-13-6.
  • Nicholas H. (trans. and ed.) Hatch, The Brown Battalions: Hitler's SA in Words and Pictures, Turner, 2000, ISBN 1-56311-595-6.
  • Paul Maracin, The Night of the Long Knives: 48 Hours that Changed the History of the World, The Lyons Press, 2004.
  • Peter H. Merkl, The Making of a Stormtrooper, Princeton University Press, 1980, ISBN 0-691-07620-0.
  • Daniel Siemens, Stormtroopers. A new history of Hitler's Brownshirts, Yale University Press, 2018, ISBN 978-0-300-19681-8.

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