Rosalind Franklin (rover)

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ExoMars
Immagine del veicolo
Oberhausen - Gasometer - Sternstunden 33 ies.jpg
Dati della missione
OperatoreESA-Roscosmos
DestinazioneMarte
EsitoRover in costruzione
VettoreProton
Lancioluglio 2020
Atterraggiomarzo 2021
Proprietà veicolo spaziale
Massa310 kg
Strumentazione
  • PanCam (camera panoramica)
  • ISEM (Infrared Spectrometer for ExoMars)
  • CLUPI (CLose UP Imager)
  • WISDOOM (Water Ice and Subsurface Deposit Observation On Mars)
  • Adron
  • Ma_MISS (Mars Multispectral Imager for Subsufrace Studies)
  • Laboratorio Pasteur
    • MicrOmega
    • RLS
    • MOMA (Mars Organic Molecule Analyser)

Il rover Rosalind Franklin è il rover della missione ExoMars, in collaborazione tra ESA e Roscosmos. Verrà lanciato a luglio del 2022 e atterrerà 7 mesi dopo tramite una piattaforma di atterraggio di fabbricazione russa.

Missione[modifica | modifica wikitesto]

La missione prevede un lancio nel 2022 tramite un razzo Proton da Bajkonur, insieme alla piattaforma di atterraggio, dotata anch'essa di strumenti per compiere studi dopo aver sganciato il rover. L'atterraggio avverrà attraverso paracadute e retrorazzi e la missione prevede di viaggiare lungo la superficie prelevando dei campioni di roccia, per poi analizzarli con strumenti di nuova generazione, soprattutto alla ricerca di tracce di vita su Marte.[1]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Schema del rover

Il Rover utilizza pannelli solari per generare l'energia elettrica necessaria ed è progettato per sopravvivere alle fredde notti di Marte con l'aiuto di nuove batterie e unità di riscaldamento. Gli scienziati da Terra designano le destinazioni in base alle immagini acquisite dalle telecamere montate sul capo del Rover. Per evitare collisioni sono usate delle telecamere sul primo piano e per orientarsi creano mappe digitali, arrivando a viaggiare di circa 100 m per sol (giorno marziano).

La locomozione avviene attraverso sei ruote. Ciascuna coppia di ruote è sospesa su un carrello a perno indipendente (il gruppo articolato che trattiene le ruote motrici) e ciascuna ruota può essere guidata e pilotata indipendentemente. Il movimento è migliorato attraverso un sistema di giroscopi e, data la mancanza di un campo magnetico su Marte, come punto di riferimento segue la posizione del Sole al posto di una bussola.[2]

Modello ExoTeR (ExoMars Testing Rover)

Gli strumenti di cui dispone il rover sono:[3]

  • Panoramic Camera System (PanCam), costituita da due camere stereo ad ampio angolo e una terza ad alta risoluzione, usata per la ripresa del terreno circostante e la navigazione.
  • Un trapano a punta di diamante di fabbricazione italiana in grado di raccogliere campioni di terreno di 1 cm di diametro e 3 cm di lunghezza fino a una profondità di 2 m, ed equipaggiato con uno spettrometro a infrarossi miniaturizzato (Ma_MISS) per l'osservazione delle pareti del foro del trapano. Il campione prelevato viene poi trasferito nel Laboratorio Pasteur. Ha avuto un costo di 30 milioni di euro, con un consumo di circa 80 W, una velocità di perforazione di 5-10 mm/min ed effettuerà fino a 25 prelievi.[4]
  • Water Ice and Subsurface Deposit Observations on Mars (WISDOM), un georadar per studiare la stratificazione del suolo marziano fino a due o tre metri di profondità, e aiutare nella scelta dei siti dove raccogliere campioni.
  • Close-up Imager (CLUPI), una camera per studiare visivamente e a distanza ravvicinata (fino a 50 cm) le rocce da perforare, con risoluzione superiore al millimetro.
  • ISEM, uno spettrometro a infrarossi.
  • ADRON, uno spettrometro a neutroni con la possibilità di operare in coppia con l'ADRON-EM del lander.
  • uno spettrometro Fourier.

Laboratorio di analisi Pasteur

  • Molecular Organic Molecule Analyzer (MOMA), per l'estrazione e l'identificazione di possibili molecole organiche presenti nei campioni.
  • Infrared Imaging Spectrometer (MicrOmega-IR), uno spettrometro a infrarossi.
  • RLS, uno spettrometro Raman.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Mission Overview, su exploration.esa.int.
  2. ^ (EN) ExoMars Rover, su exploration.esa.int.
  3. ^ (EN) Rover Instruments, su exploration.esa.int.
  4. ^ Ecco la trivella italiana che cercherà vita nel sottosuolo di Marte, su repubblica.it, 8 febbraio 2018.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]