Roncola (attrezzo)

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Roncole
Una roncola a serramanico
Roncole al mercato di Ceva.
Ristaia elbana
Runca siciliana

La roncola o ronca[1] è un attrezzo agricolo formato da una lama metallica curvata a forma di uncino, affilata dal lato concavo e munita di impugnatura, solitamente di legno o, in versioni più recenti, in anelli di cuoio incollati ed infilati sul codolo dell'attrezzo, che viene ripiegato a gancio per poterlo appendere[2].

Utilizzo e origini[modifica | modifica wikitesto]

Viene usata da agricoltori, boscaioli e giardinieri per tagliare arbusti e piccoli rami, per disboscare, specialmente le versioni più lunghe, per tagliare i rami minori o il sottobosco, prima di cominciare a tagliare i grossi rami e i tronchi con le accette e le asce. Ne esistono di diverse dimensioni, che possono essere indicate in una scala da 1 a 4.

La roncola trova le sue origini nell'Età del Bronzo come testimoniano alcuni reperti conservati nel Museo Archeologico di Firenze. La presenza di roncole è documentata su bronzetti votivi di origine etrusca del III secolo a.C., ritrovati ad Albenga e su un sarcofago romano del II sec. d.C. La roncola era inoltre associata alla divinità di Silvano, come testimonia il ritrovamento effettuato nel 1924 nella cava di Gioia a Carrara. Recentemente sulle Alpi Apuane sono state individuate numerose (oltre 100) incisioni rupestri[3] raffiguranti roncole, localmente chiamate pennati, sulle quali sono state successivamente incise delle croci per cristianizzare luoghi di culto pagani. Le incisioni, sono normalmente collocate sui crinali delle montagne (Monte Gabberi e complesso della Pania) mentre rimangono di più facile fruizione quelle localizzate sopra la località di Cardoso, nel comune di Stazzema.

La versione standard è quella lombarda o comunque padano-alpina. Nelle lingue gallo-italiche è detta:

  • emiliano-romagnolo: maràsa, maràsa, pudèn, rampeina, rounca, runcatta, runzatta
  • friulano: roncee, falcilut, sesule
  • lombardo: marass, podèt, podèta, rampelìn, curlasc
  • lombardo ticinese: falgìgi, falgigi, faucigia
  • piemontese: frabosan, vernantin
  • trentino: focol

Attrezzi simili[modifica | modifica wikitesto]

Un attrezzo italiano simile come forma e spesso confuso con la roncola è il falcetto. Un attrezzo analogo per uso ma di forma e origine geografica diversa è il machete.

Esiste un coltello a serramanico che ha forma analoga alla roncola, ma in scala ridotta, diffuso nella zona delle Alpi Retiche, Orobiche, Apuane e Carniche.

Una versione della roncola con accentuata curvatura della lama simile ad un gancio, con applicato sul manico una lunga asta, viene utilizzata per sfoltire le fronde degli ulivi o potare) rami di dimensione media o piccola, per tagliare canne, per appuntire i pali, per togliere la corteccia dai rami nella produzione di bastoni o per pulire i tronchi dai rami.

Stegagna[modifica | modifica wikitesto]

E' la variante veneta, la cui lama è di forma rettangolare e priva di curva nella parte finale.

Pennato[modifica | modifica wikitesto]

Il termine è correntemente utilizzato per identificare l'attrezzo nella sua varietà toscana. Esso era originariamente riferito alla versione dotata, sul dorso della lama (dalla parte opposta al filo), di un'appendice variamente conformata detta appunto penna.

Ristaia[modifica | modifica wikitesto]

Variante elbana, il cui nome deriva dal latino falcula rustaria. Ha un'immanicatura ad anello e troncatura della parte finale della lama.

Beidana[modifica | modifica wikitesto]

Introdotta nelle valli valdesi del Piemonte tra il XIII secolo e il XVI secolo. Essa è lunga 50–60 cm, con lama stretta in prossimità dell'impugnatura, ma larga in punta e con un foro con il codolo ripeghevole per servire da guardamano. La beidana assolve pure la funzione di arma[4].

Facigghiuni o runcigghia[modifica | modifica wikitesto]

Utilizzata dai contadini per lavorare nei campi ma anche come prima arma di difesa quando, intorno all'anno 1000, gli invasori e razziatori arabi, provenienti dal mare, con le loro navi risalivano le fiumare, in parte navigabili, per minacciare gravemente l'incolumità di persone e cose. In dialetto reggino, era conosciuta come facigghiuni o runcigghia. Quest'ultimo termine era anche utilizzato come nomignolo per indicare una persona che ha sempre da ridire su tutto e tutti.

Runca[modifica | modifica wikitesto]

Variante siciliana, anch'essa con immanicatura ad anello ma acuminata parte finale della lama.


Araldica[modifica | modifica wikitesto]

La roncola (in tedesco Hippe o Knipp) appare nell'araldica tedesca.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ ronca, in Treccani.it. URL consultato il 24 giugno 2015.
  2. ^ RONCOLA - Dizionario Italiano online Hoepli - Parola, significato e traduzione
  3. ^ Giancarlo Sani,I segni dell'uomo, Incisioni rupestri della Toscana, dell'Acero (2009)
  4. ^ Vedasi La beidabna valdese

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