Rolls-Royce Tyne

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Rolls-Royce Tyne
C-160 Transall Rolls-Royce Tyne.jpg
Un Rolls-Royce Tyne nella
gondola motore di un Transall C-160
Descrizione
Costruttore Regno Unito Rolls-Royce
Francia Snecma
Progettista Regno Unito Rolls-Royce
Tipo turboelica
Combustore tubo - anulare
Compressore a 6 stadi bassa pressione, 9 stadi alta pressione
Turbina 3 stadi bassa pressione, 1 stadio alta pressione
Rap. di compressione 14
Prestazioni
Potenza 6.000 CV
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Il Rolls-Royce RB.109 Tyne è un motore aeronautico turboelica a 2 stadi realizzato dall'azienda britannica Rolls-Royce Ltd. alla fine degli anni cinquanta. Fu provato in volo per la prima volta nel 1956, installato all'estremità anteriore della fusoliera di un Avro Lincoln appositamente modificato.[1]

Storia del progetto[modifica | modifica wikitesto]

L'Avro Lincoln modificato con il prototipo del Tyne montato anteriormente in volo sopra Farnborough nel 1956.

Il Tyne fu realizzato principalmente per motorizzare il quadrimotore di linea britannico Vickers Vanguard; il primo prototipo volò il 20 gennaio 1959, equipaggiato con quattro Tyne Mk.506 da 4,985 e.s.h.p.[2]. Le consegne cominciarono da metà 1959 in poi, motorizzando i 43 Vanguard consegnati alla British European Airways e alla Trans-Canada Airlines. Fu successivamente impiegato in altri progetti civili e militari.

Il motore fu poi sviluppato aumentandone la potenza e fu utilizzato nel bimotore Dassault-Breguet Atlantique da ricognizione a lungo raggio; fu poi utilizzato anche negli aerei da trasporto Canadair CL-44 e Transport Allianz Transall.

La turbina di alta pressione a stadio singolo conduce il compressore di alta pressione a 9 stadi, mentre la turbina di bassa pressione a tre stadi conduce, oltre all'elica (tramite una scatola di riduzione), anche il compressore di bassa pressione a 6 stadi. La camera di combustione è tubolare-anulare. Il Tyne quindi, come lo sfortunato Bristol Orion, ha una turbina di bassa pressione ad albero condotto, invece di una turbina ad albero libero, come nel Bristol Proteus e nei turboelica più moderni.

La versione Mark 515 Tyne ha una potenza nominale al decollo di 5 730 shp, in condizioni ISA +16.8 °C. La versione marina produce oltre 9 700 shp.

Versioni[modifica | modifica wikitesto]

Il Tyne RTy.20 Mk 22 montato sul Transall C-160.
RTy.1 Mk 506

3 259 kW installato sul Vickers Vanguard Type 951 e sul Vickers Merchantman; 238 esemplari fabbricati.

RTy.11 Mk 512

3 776 kW installato sul Vickers Vanguard Type 952.

RTy.12 Mk 515

3 442 kW installato sul Canadair 400/CL-44; 227 esemplari fabbricati.

RTy.12 Mk 515-101W

4 026 kW installato sul Short Belfast.

RTy.20 Mk 21

4 226 kW installato sul Breguet 1150 Atlantic e sull'Atlantique ATL2

RTy.20 Mk 22

4 226 kW installato sul Transall C-160

RTy.20 Mk 801

3 624 kW installato sull'Aeritalia G.222T

RTy.20 Mk 45

4 500 kW installato sul Transall C-160 e sull'Atlantique ATL2

Versione marina[modifica | modifica wikitesto]

Del Tyne venne realizzata anche una serie di versioni marine, i Tyne RM1A, RM1C ed RM3  che vengono tuttora impiegati su alcuni cacciatorpediniere missilistici Classe Type 42 e su alcune fregate Classe Type 22 in forza alla Royal Navy.

Esemplari attualmente esistenti[modifica | modifica wikitesto]

Ancora molti Tyne rimarranno in servizio sino almeno al 2014, continuando ad equipaggiare i Transall in forza presso la francese Armée de l'air, la tedesca Luftwaffe e la turca Türk Hava Kuvvetleri. Anche le versioni navali rimarranno in servizio nella Royal Navy sino al 2014.

Tra gli esemplari preservati si può osservare un Rolls-Royce Tyne esposto in una struttura museale presso il Royal Air Force Museum Cosford, nei pressi di Londra.

Velivoli utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Civili[modifica | modifica wikitesto]

Canada Canada
Regno Unito Regno Unito
Stati Uniti Stati Uniti

Militari[modifica | modifica wikitesto]

Francia Francia
Francia Germania Francia-Germania (Transport Allianz)
Italia Italia

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ A.J. Jackson, Avro Aircraft since 1908, Putnam Aeronautical Books, 1990, ISBN 0-85177-834-8.
  2. ^ A.J. Jackson, British Civil Aircraft since 1919 - Volume 3, Putnam & Company Limited, 1974, ISBN 0-370-10014-X.

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